Anziani LGBTQIA+ insieme: Silver Rainbow Milano, la rete del CIG Arcigay over 60 contro solitudine e isolamento

Il gruppo Silver Rainbow del CIG Arcigay Milano offre socialità, assistenza e nuove reti di supporto per le persone LGBTQIA+ senior.

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Silver Rainbow Milano, foto Instagram
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A Milano esiste un progetto pensato per chi, dopo una vita spesso segnata da invisibilità e discriminazioni, rischia di ritrovarsi solo proprio quando avrebbe più bisogno di sostegno. Si chiama Silver Rainbow ed è il gruppo del CIG Arcigay Milano dedicato alle persone LGBTQIA+ over 60.

Il progetto è tornato recentemente sotto i riflettori grazie a un servizio del telegiornale di Antenna 3 andato in onda il 26 febbraio, che ha raccontato il lavoro di questa realtà nata per costruire una rete di supporto, socialità e mutuo aiuto per le persone LGBTQIA+ senior nel capoluogo lombardo.

Silver Rainbow contro solitudine LGBTQIA+ senior
Silver Rainbow contro solitudine LGBTQIA+ senior

Silver Rainbow: il progetto del CIG Arcigay Milano per le persone LGBTQIA+ senior

Il Gruppo Silver Rainbow nasce con un obiettivo preciso: valorizzare la storia e le competenze delle persone LGBTQIA+ senior e affrontare le difficoltà che possono emergere nella terza età.

Il gruppo oggi conta circa 60 iscritti e propone incontri culturali, momenti di socializzazione e attività di sostegno reciproco. Ma soprattutto rappresenta uno spazio dove poter condividere esperienze di vita spesso simili: relazioni lunghe, lutti, mancanza di una rete familiare tradizionale e il rischio concreto di isolamento con l’avanzare dell’età.

Come spiegano i promotori del progetto, l’intento è quello di “valorizzare la storia, i talenti, gli interessi, le competenze e le esperienze professionali delle persone senior LGBTQIA+” e allo stesso tempo contrastare le barriere culturali, psicologiche e sociali che possono emergere con l’invecchiamento.

Il gruppo lavora quindi su più livelli. Da una parte promuove occasioni di incontro e socializzazione, dall’altra prova a costruire una rete di sostegno concreta per chi si trova in difficoltà.

Le attività spaziano da incontri di autocoscienza a momenti culturali, passando per gruppi di lettura, aperitivi, cene e gite. L’obiettivo è creare uno spazio accogliente e solidale dove le persone possano continuare a vivere la propria identità con serenità anche nella terza età.

La solitudine nella terza età LGBTQIA+

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Il tema centrale affrontato dal progetto è quello della solitudine nella terza età. Molte persone LGBTQIA+ senior hanno infatti vissuto gran parte della propria vita in un contesto sociale molto diverso da quello attuale. In molti casi non hanno avuto figli o non hanno costruito reti familiari tradizionali. Questo significa che con il passare degli anni possono ritrovarsi senza una rete di supporto stabile.

Nel servizio televisivo viene spiegato chiaramente questo rischio. Il Silver Rainbow nasce proprio per combattere la solitudine di chi non è più giovane e non ha figli o una famiglia alla quale fare riferimento.

Le testimonianze raccontano una realtà che spesso rimane invisibile. Tra i partecipanti al gruppo c’è Alfredo, 72 anni, che ha deciso di avvicinarsi al CIG Arcigay dopo la morte del marito con cui aveva condiviso oltre quattro decenni di vita: “Mi sono avvicinato al gruppo CIG in quanto mio marito è morto e io avevo bisogno di incontrare gente, di trovare persone con cui vivere tranquillamente, senza problemi e sono molto contento adesso”.

Le attività del gruppo: incontri culturali, socialità e sostegno

Il Silver Rainbow non è solo un luogo di incontro, ma un progetto strutturato con diverse attività. Tra i fondatori del gruppo ci sono Francesco Ferrucci e Luca Colombo, che nel servizio di Antenna 3 raccontano come è nata l’iniziativa e quali sono le sue finalità.

Ferrucci spiega che il progetto è partito con diverse tipologie di attività: “Abbiamo iniziato con diversi tipi di attività, attività di tipo culturale, di tipo associativo, quindi ci si trova in gruppo per parlare di varie tematiche”.

L’idea è creare uno spazio di confronto dove le persone possano condividere esperienze di vita, riflessioni e interessi. Ma il gruppo vuole anche affrontare un problema più ampio: la tendenza delle persone LGBTQIA+ anziane a scomparire dalla vita comunitaria.

Sempre Francesco sottolinea infatti: “Consideriamo che le persone anziane in una comunità come quella LGBT tendono un po’ a uscire dai radar, no? A isolarsi”.

Per questo il Silver Rainbow prova a intercettare queste situazioni e a costruire nuove relazioni.

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Oltre agli incontri culturali e alle attività di socializzazione, il gruppo ha attivato anche un servizio di assistenza. “Abbiamo anche attivato un gruppo assistenza che vorrebbe aiutare le persone LGBT senior in difficoltà sia economica sia di salute”. Un’iniziativa che punta a creare una rete concreta di solidarietà tra pari.

Il valore del sostegno reciproco

Nel racconto dei partecipanti emerge un aspetto importante: il Silver Rainbow non è solo un luogo di svago, ma anche uno spazio di ascolto. Luca Colombo ricorda un episodio che lo ha particolarmente colpito: “Mi ha colpito una volta una persona che ha partecipato a una nostra iniziativa culturale, ci ha comunicato di essere in uno stato di prostrazione perché aveva subito la morte del figlio e quindi di aver trovato in noi un grande conforto”.

Situazioni come questa mostrano come la dimensione comunitaria possa diventare un elemento fondamentale per affrontare momenti difficili della vita. In molti casi, infatti, le persone LGBTQIA+ anziane non hanno una rete familiare tradizionale e il supporto arriva proprio dalla comunità.

Il Silver Rainbow prova quindi a costruire una rete comunitaria fatta di amicizie, solidarietà e condivisione.

Il cohousing LGBTQIA+: uno dei progetti futuri

Tra le idee su cui il gruppo sta lavorando c’è anche quella del cohousing, un modello abitativo sempre più discusso anche in Italia. Il progetto prevede la possibilità di vivere nello stesso edificio mantenendo appartamenti privati ma condividendo alcuni spazi comuni dedicati alla socialità.

Nel servizio televisivo Luca spiega l’idea in modo semplice: “Cioè l’idea di andare a convivere tutti in uno stesso edificio con ognuno con il proprio alloggio privato e poi con degli spazi condivisi in cui poter socializzare”.

Un modello che potrebbe rappresentare una risposta concreta al problema della solitudine nella terza età.

Il cohousing è già stato sperimentato in diversi paesi europei e negli Stati Uniti, spesso con progetti specifici per la popolazione LGBTQIA+ senior.

Un progetto che racconta una generazione

Il Silver Rainbow racconta anche la storia di una generazione che ha vissuto cambiamenti profondi. Molte delle persone che oggi partecipano al gruppo hanno attraversato decenni in cui essere apertamente LGBTQIA+ era molto più difficile di oggi.

Per questo motivo l’invecchiamento della comunità LGBTQIA+ rappresenta una questione sempre più centrale anche nel dibattito sui diritti e sul welfare.

Il lavoro del gruppo milanese mostra come la comunità possa organizzarsi per rispondere a bisogni che spesso non trovano spazio nelle politiche pubbliche.

Attraverso incontri, attività culturali e reti di solidarietà, il Silver Rainbow prova a costruire un ambiente in cui l’invecchiamento possa essere vissuto in modo consapevole e armonioso, senza rinunciare alla propria identità.

Un progetto che mostra come la comunità LGBTQIA+ continui a costruire spazi di solidarietà e visibilità anche nella terza età.

Come partecipare al gruppo Silver Rainbow

Chi desidera conoscere o partecipare alle attività del Silver Rainbow può farlo attraverso il CIG Arcigay Milano, che ospita e coordina il progetto. Il gruppo si riunisce nella sede dell’associazione in via Bezzecca, uno degli storici punti di riferimento della comunità LGBTQIA+ cittadina.

Per restare aggiornati su incontri, attività culturali, gruppi di confronto e iniziative dedicate alle persone LGBTQIA+ over 60 è possibile seguire i canali ufficiali del progetto Silver Rainbow e del CIG Arcigay Milano, dove vengono pubblicate tutte le informazioni sugli appuntamenti e sulle modalità di partecipazione.

Il gruppo è aperto a chiunque voglia condividere esperienze, costruire nuove relazioni e contribuire a una rete di sostegno pensata per la terza età LGBTQIA+. Un progetto che continua a crescere e che punta a offrire spazi di socialità, ascolto e supporto per chi spesso rischia di rimanere ai margini con il passare degli anni.

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