Berlino, un intero edificio residenziale per donne lesbiche e queer: “Progetto pionieristico in Europa”

Affitti da 7 euro al metro quadro, spazi culturali e coabitazione sicura: a Berlino prende forma un modello europeo di housing per donne lesbiche e queer.

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A Berlino nasce un edificio residenziale dedicato a donne lesbiche e queer.
A Berlino nasce un edificio residenziale dedicato a donne lesbiche e queer - immagine realizzata con AI
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Un intero edificio dedicato a lesbiche e donne queer, nel cuore di Berlino, con affitti a partire da 7 euro al metro quadrato. Non un’utopia, ma un progetto concreto che sta prendendo forma nei pressi di Alexanderplatz, alle spalle del Kino International.

Il nuovo complesso residenziale, sviluppato dalla società municipale WBM Wohnungsbaugesellschaft Berlin-Mitte in collaborazione con l’organizzazione no profit Rad und Tat Berlin (RuT), rappresenta uno dei progetti abitativi più innovativi in Europa per la comunità lesbica e queer. L’obiettivo è dare vita a un ambiente sicuro e inclusivo, capace di mettere in relazione generazioni diverse e di garantire una quotidianità libera da discriminazioni, con servizi integrati pensati per accompagnare le persone in ogni fase della vita.

Donne lesbiche e queer

A Berlino, un edificio per donne lesbiche e queer

Il nuovo stabile, situato nel quartiere di Mitte, comprende otto piani e oltre 70 appartamenti in affitto. Il progetto, sostenuto anche dal Rathaus Mitte, è stato in cantiere per oltre dieci anni e ha attraversato una lunga fase di pianificazione e negoziazione.

L’amministratore delegato di WBM, Steffen Helbig, stando a quanto riportato da The Berliner, ha spiegato: “Stiamo trasformando un’idea in un progetto unico a livello nazionale che rende visibili diversità, inclusione e buon vicinato”. E ancora: “Il percorso verso il completamento è stato lungo e complesso”.

Gli appartamenti variano da una a quattro stanze. La maggior parte dispone di balcone e molti sono privi di barriere architettoniche. Cinque alloggi sono completamente accessibili in sedia a rotelle. È inoltre previsto un appartamento condiviso con otto posti destinato a donne anziane o con necessità di assistenza, a conferma dell’impostazione intergenerazionale del progetto.

 

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Affitti calmierati: da 7 euro al metro quadrato

Uno degli elementi più significativi dell’iniziativa riguarda i canoni di locazione. Secondo quanto comunicato dai promotori, circa la metà degli appartamenti sarà offerta a canone calmierato, a partire da 6,90-7 euro al metro quadrato.

Nel dettaglio, 41 appartamenti sovvenzionati pubblicamente avranno un affitto iniziale di circa 7 euro al metro quadrato. I restanti alloggi, finanziati liberamente, saranno assegnati in base al reddito, con un affitto netto (escluse le spese) pari a 11 o 15,45 euro al metro quadrato.

In una Berlino segnata dall’emergenza abitativa degli ultimi anni, il progetto assume un valore ancora più rilevante. Non si tratta solo di creare uno spazio identitario, ma di garantire accessibilità economica e stabilità abitativa a una parte della popolazione spesso esposta a discriminazioni anche nel mercato immobiliare.

Un centro culturale e uno spazio socioculturale aperto al quartiere

Il complesso non sarà soltanto un edificio residenziale. Al suo interno, secondo il progetto iniziale presentato nel 2023 sul portale ufficiale della città di Berlino, troveranno spazio un centro culturale queer e un caffè di quartiere. Sono previsti anche ambienti dedicati a servizi di consulenza, eventi, incontri di vicinato e iniziative culturali e sociali.

L’introduzione pubblicata sul sito del progetto definisce chiaramente la sua identità: “Il progetto abitativo lesbico si considera un progetto inclusivo e intergenerazionale di coabitazione per lesbiche nella loro diversità, nonché una comunità di assistenza integrata con uno spazio socioculturale annesso, aperto alla comunità della casa, al quartiere, alla comunità queer, a eventi culturali, a iniziative culturali e sociali”.

Non una realtà chiusa e separata, dunque, ma uno spazio che dialoga con il contesto urbano e con la città, promuovendo visibilità e partecipazione.

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“Un progetto pionieristico in Europa”

Turismo LGBT

Nel 2023 il portale ufficiale della città di Berlino aveva già annunciato l’avvio del progetto, definendolo un’iniziativa di portata europea. Nella dichiarazione congiunta dei partner si legge: “Qui lesbiche e donne queer potranno vivere una buona vita e godersi la vecchiaia in un ambiente privo di discriminazioni e improntato al buon vicinato”.

La direttrice di RuT, Jutta Brambach, ha sottolineato il valore simbolico e politico dell’iniziativa: “Come progetto pionieristico in Europa, il complesso abitativo lesbico e il centro culturale queer rappresentano visibilità lesbica e queer e giustizia di genere”.

Il riferimento alla “giustizia di genere” evidenzia la dimensione strutturale del progetto, che non si limita a rispondere a un bisogno abitativo ma si configura come un’affermazione concreta di diritti, riconoscimento e autodeterminazione.

Dieci anni di lavoro e compromessi

Il percorso per arrivare all’apertura delle candidature non è stato lineare. Il progetto è rimasto in cantiere per oltre un decennio e non tutte le richieste dell’organizzazione partner sono state accolte.

Tra le proposte simboliche avanzate da RuT vi era quella di dipingere l’edificio di viola o con i colori dell’arcobaleno. Alla fine, però, la costruzione è rimasta di un bianco luminoso, scelta che riflette un compromesso tra visibilità e integrazione nel contesto architettonico del quartiere.

Nonostante questo, l’obiettivo centrale, ovvero quello di creare uno spazio abitativo sicuro e riconoscibile, è stato mantenuto.

Candidature aperte: come funziona

Le candidature per gli appartamenti sono ufficialmente aperte (qui il link). Il progetto si rivolge a lesbiche e donne queer nella loro diversità, con un’attenzione particolare alla dimensione intergenerazionale e alla possibilità di invecchiare in un ambiente inclusivo.

La presenza di un appartamento condiviso con assistenza per otto donne evidenzia una riflessione più ampia sul tema dell’invecchiamento LGBTQIA+. Molte persone lesbiche e queer, soprattutto appartenenti alle generazioni più anziane, hanno vissuto periodi di forte stigmatizzazione e possono temere il ritorno in contesti assistenziali tradizionali non inclusivi. Il nuovo edificio di Berlino prova a offrire un’alternativa concreta.

Un modello replicabile?

La nascita di questo complesso abitativo pone una questione che riguarda anche altri Paesi europei, Italia compresa: è possibile immaginare modelli simili nelle nostre città?

Mentre i diritti LGBTQIA+ tornano al centro del confronto pubblico e la questione abitativa si impone come una delle grandi sfide europee, l’esperienza berlinese dimostra che la collaborazione tra istituzioni, società municipali e realtà della società civile può tradursi in soluzioni concrete, capaci di coniugare sicurezza, accessibilità e riconoscimento.

Non si tratta di un caso isolato. A Lione, nel quartiere Croix-Rousse, è nata la Maison de la Diversité, il primo progetto europeo di coabitazione dedicato a persone anziane LGBTQIA+ e che vivono con HIV. Anche lì l’obiettivo è offrire un ambiente sicuro, inclusivo e solidale, dove invecchiare senza paura di discriminazioni o invisibilità. Due modelli diversi per struttura e target, ma accomunati dalla stessa idea di fondo: garantire spazi abitativi pensati a partire dai bisogni reali delle persone queer.

Il progetto berlinese segna così un passo avanti verso una forma di coabitazione capace di garantire sicurezza, inclusione e sostegno reciproco alle donne lesbiche e queer, inserendosi in una più ampia trasformazione dell’housing LGBTQIA+ in Europa.

Sarà il tempo a stabilire se si tratti dell’inizio di una nuova stagione per l’abitare queer nel continente. Intanto Berlino riafferma la propria vocazione di laboratorio sociale e politico, trasformando un’idea in uno spazio reale fatto di case, servizi e, soprattutto, diritti.

© Riproduzione riservata.

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