Sono passati due anni dall’uscita su Netflix della bellissima Ripley, serie che ha adattato il bestseller di Patricia Highsmith con Andrew Scott negli abiti di Tom Ripley, magnetico e inquietante truffatore che cerca di sopravvivere nella New York dei primi anni ’60. Assunto da un uomo benestante per recarsi in Italia e cercare di convincere il figlio girovago a tornare a casa, Tom entra in una complessa realtà fatta di inganni, truffe e omicidi. Se nell’adattamento cinematografico di Anthony Minghella con Matt Damon e Jude Law la ‘queerness’ del personaggio scritto da Highsmith era rimasta sottotraccia, nel Ripley di Netflix è invece emersa più esplicitamente
Una miniserie sceneggiata e diretta da Steven Zaillian, 32 anni fa premio Oscar per lo script di Schindler’s List, ipnotica nel suo sviluppo, nel suo magnifico bianco e nero, nell’eleganza registica e produttiva, e nell’interpretazione mastodontica e inquietante di un Andrew Scott in stato di grazia. Non a caso Ripley ha vinto ben 4 premi Emmy, collezionando nomination ovunque. Ma rivedremo mai Scott interpretare Ripley?
Ripley 2 su Netflix, si farà mai?
Ospite del festival cinematografico SXSW in Texas, l’attore irlandese ha confessato che interpretare il famigerato criminale psicopatico è stato “molto impegnativo“.
“Non avevo mai recitato in una serie televisiva di lunga durata e questa è stata una vera sfida”. “Ho imparato molto. È stata un’esperienza difficile. Abbiamo girato in Italia durante la pandemia. Il mondo intero si stava fermando. Interpretavo un personaggio molto isolato. Ed è piuttosto insolito per una serie televisiva avere un solo personaggio.”
Scott, noto anche per le sue interpretazioni in serie TV di successo come Sherlock e Fleabag, ha trovato il personaggio di Tom Ripley “piuttosto difficile da interpretare“, poiché il killer a sangue freddo è, fortunatamente, “molto diverso” da lui.
A domanda diretta su un’eventuale 2a stagione di Ripley, Scott è stato purtroppo categorico: “No, non succederà”.

Nonostante l’ottima accoglienza da parte della critica, che l’ha definita “avvincente” e “magnifica”, Ripley non ha ottenuto particolare successo in termini di visualizzazioni. E si sa in casa Netflix non conta praticamente nient’altro. Nei suoi primi quattro giorni di messa in onda totalizzò solo 2,3 milioni di visualizzazioni, registrando il peggior debutto per una miniserie uscita di giovedì. Nella sua prima settimana la miniserie arrivò a quasi 17 milioni di ore di visualizzazione, rimanendo nella top ten delle serie in lingua inglese di Netflix per due settimane. Troppo poco per meritarsi un rinnovo, considerando anche gli alti costi produttivi.
Un vero peccato perché Patricia Highsmith scrisse 5 romanzi dedicati a Tom Ripley. Il talento di mister Ripley nel 1955, Il sepolto vivo nel 1970, L’amico americano nel 1974, Il ragazzo di Tom Ripley nel 1980 e infine Ripley sott’acqua nel 1991. Ma la saga tv non proseguirà.
Sempre più richiesto, e stanco di dover continuamente rispondere a domande sulla propria omosessualità, Andrew Scott ha recentemente terminato le riprese del thriller “A Place in Hell” e del biopic su Ian Charleson “Elsinore“, in cui reciterà al fianco di Olivia Colman, Billie Piper e Joe Locke.



