Päivi Räsänen, deputata finlandese condannata per aver definito l’omosessualità un “disturbo dello sviluppo”

La sentenza della Corte Suprema contro l'ex presidente del partito cristiano-democratico finlandese ha diviso la politica, che vorrebbe ora rimettere mano alla legge contro l'omobitransfobia. E Päivi Räsänen vuole fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

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66enne deputata finlandese dal lontano 1995, Päivi Räsänen, celebre volto del partito cristiano-democratico, è stata ufficialmente multata dalla Corte Suprema per aver definito l’omosessualità un “disturbo dello sviluppo“. Una semplice opinione? Tutt’altro.

La storica sentenza contro l’odio di Päivi Räsänen

Medico di professione, Räsänen è stata condannata per alcune dichiarazioni pubblicate nel corso degli anni. Dal 2004 al 2015 Räsänen ha ricoperto la carica di presidente del partito cristiano-democratico finlandese, succedendo a Bjarne Kallis, mentre dal 2011 al 2015 ha ricoperto la carica di Ministro dell’Interno nei governi di Katainen e Stubb.

Nel 2004 Räsänen scrisse un opuscolo dal titolo “Maschio e femmina li creò: le relazioni omosessuali mettono in discussione il concetto cristiano di umanità. Nell’opuscolo, condiviso anche via social, Räsänen descriveva l’omosessualità come un disturbo dello sviluppo psicosessuale nonché un’anomalia sessuale.

La Corte Suprema ha stabilito che la sua affermazione secondo cui l’omosessualità sarebbe “scientificamente provata” come disturbo dello sviluppo ha raggiunto la soglia legale per l’incitamento all’odio.  A detta dei giudici le dichiarazioni della parlamentare hanno offeso gli omosessuali come gruppo di persone sulla base del loro orientamento sessuale. “L‘affermazione secondo cui l’omosessualità è un disturbo dello sviluppo psicosessuale è (pertanto) errata alla luce delle attuali conoscenze mediche, e può essere considerata offensiva nei confronti degli omosessuali“, si legge nella sentenza della Corte Suprema.

Päivi Räsänen è stata condannata al pagamento di una multa di 1.800 euro. Il giudice ha dichiarato: “Bisogna tenere conto del fatto che il testo su cui si basa la condanna non conteneva incitamento alla violenza o minacce analoghe di istigazione all’odio. Pertanto, la condotta non è particolarmente grave in termini di natura del reato“.

La storica sentenza ribalta le precedenti decisioni prese dal tribunale di primo grado e della corte d’appello, che l’avevano assolta da tutte le accuse. Il caso è stato eccezionale perché per la prima volta in Finlandia il diritto fondamentale alla libertà di religione è stato messo a confronto con altri diritti fondamentali come l’uguaglianza. Il procedimento giudiziario è durato quasi sette anni. La Corte Suprema ha emesso la sua sentenza con un voto di 3 a 2.  Räsänen è storicamente recidiva, avendo costruito una carriera politica attaccando a testa bassa i diritti LGBTQIA+.

Contraria all’aborto e alla maternità surrogata, la parlamentare finlandese ha definito la decisione “uno shock”, aggiungendo che probabilmente presenterà ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. “Mi sto consultando con un legale per valutare un possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Non si tratta solo della mia libertà di espressione, ma di quella di ogni persona in Finlandia. Una sentenza favorevole contribuirebbe a impedire che altre persone innocenti subiscano la stessa sorte per il semplice fatto di aver condiviso le proprie convinzioni“. La sentenza ha suscitato reazioni da parte di diverse personalità politiche finlandesi. Membri del partito di Räsänen e rappresentanti del Partito dei Finlandesi hanno espresso preoccupazione per l’attuale legge in materia di incitamento all’odio. Ville Tavio, Ministro finlandese per il commercio estero e lo sviluppo, ha dichiarato: “La legge sull’incitamento all’odio dovrebbe essere modificata“.

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L’ultracristiana Päivi Räsänen

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Päivi Räsänen e Orban

Secondo Räsänen, la famiglia è l’istituzione della società e l’unità fondamentale a cui è stato “affidato il compito di produrre amore”. Ma a suo dire la società è incapace di questo, perché nella vita familiare vi è molta peccaminosità e povertà spirituale. Räsänen considera il matrimonio come il nucleo centrale della famiglia. A suo avviso Dio creò originariamente gli esseri umani per le relazioni eterosessuali, ovvero per il matrimonio tra un uomo e una donna. Secondo Räsänen il matrimonio eterosessuale racchiude la ricchezza e l’essenza della sessualità: la tensione derivante dalle differenze tra uomo e donna e la possibilità fondamentale di avere figli insieme. A suo avviso, le relazioni omosessuali e altre “deviazioni sessuali” ne sono prive. Secondo Räsänen, l’istituzione di un istituto ufficiale per le unioni tra persone dello stesso sesso non è una questione che riguarda solo una piccola frangia di persone, ma ha un profondo impatto sull’intera società. Nel novembre 2014 Räsänen votò contro la legge sul matrimonio egualitario (poi approvato) insieme ad altri membri del parlamento del suo partito. Secondo Räsänen praticare l’omosessualità è un peccato e le relazioni tra persone dello stesso sesso sono contrarie agli insegnamenti della Bibbia.

Il governo finlandese attuale è il Governo Orpo, in carica dal 20 giugno 2023. Si tratta di una coalizione di centro-destra guidata dal Primo Ministro Petteri Orpo (Partito di Coalizione Nazionale).

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