Romania, sentenza storica per i diritti delle persone trans

Arian Mirzarafie-Ahi è riuscito a vincere la lunga battaglia legale contro il proprio Paese, che non voleva riconoscergli la sua identità.

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Al termine di una lunga battaglia legale un tribunale rumeno ha stabilito che la Romania deve riconoscere le identità trans fino ad oggi negate.

Arian Mirzarafie-Ahi, uomo transgender con cittadinanza rumena e britannica, è nato in Romania e si è trasferito nel Regno Unito nel 2008. Nonostante nel 2020 avesse ottenuto la documentazione legale relativa alla sua affermazione di genere nel Regno Unito, all’epoca considerato ancora Stato membro UE perchè in pieno periodo di transizione post-Brexit, l’identità di genere di Mirzarafie-Ahi non è mai stata riconosciuta dal governo rumeno. Questo vuol dire che era Arian legalmente un uomo nel Regno Unito e una “donna” in Romania, Paese UE.

Nel 2023 ha preso forma la battaglia legale che ha coinvolto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE). Nel 2024 la Corte diede ragione ad Arian, obbligando lo Stato rumeno a riconoscere automaticamente i documenti di stato civile acquisiti in un altro Stato membro dell’UE, senza dover ricominciare l’intera procedura nel proprio Paese. A detta della Corte il rifiuto rumeno di riconoscere l’identità di genere di un suo cittadino ostacolava la libertà di movimento di Mirzarafie-Ahi tra gli Stati membri, configurandosi come una forma di discriminazione. Al fianco di Arian c’è sempre stata l’avvocata Iustina Ionescu, con il supporto di ACCEPT Romania, ovvero una delle principali ONG rumene per i diritti LGBTQ+ che via social ha ora comunicato la definitiva vittoria.

La Romania riconoscerà automaticamente le identità trans in altri Paesi UE già riconosciute

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Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il caso di Arian è tornato al tribunale rumeno che inizialmente l’aveva preso in esame. Il Tribunale distrettuale del VI distretto ha emesso una sentenza favorevole ad Arian, attuando la soluzione della Corte europea, ma la Direzione dello Stato Civile di Cluj, il Servizio di Stato Civile e la Direzione Generale dello Stato Civile hanno presentato ricorso. Ebbene ora la sentenza è diventata definitiva dopo che il Tribunale di Bucarest ha respinto quel ricorso.

Le autorità sono obbligatoriamente chiamate a rilasciare con urgenza un nuovo certificato di nascita ad Arian. Se dovessero continuare a negarlo rischieranno sanzioni per ogni giorno di ritardo.

Le reazioni alla sentenza Arian Mirzarafie-Ahi

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In una dichiarazione pubblicata da ACCEPT, Mirzarafie-Ahi ha espresso la propria gioia per la storica vittoria.

“Oggi, 31 marzo, celebriamo la Giornata della Visibilità Trans, e sono felice di cogliere questa opportunità per rivolgermi alla mia comunità e darle una buona notizia. Finalmente ho vinto nei tribunali rumeni! Non è solo una mia vittoria, ma anche la nostra, quella di coloro che ancora aspettano di essere visti, ascoltati e riconosciuti. Ringrazio l’avvocata Iustina Ionescu e consiglio a tutti coloro che si trovano nella mia situazione di contattare l’associazione ACCEPT per ottenere la trascrizione dei documenti in Romania”.

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Il percorso che ho seguito con Arian negli ultimi anni ha finalmente trovato una conclusione che gli rende giustizia“, ha dichiarato l’avvocata Iustina Ionescu. “Più che una vittoria personale, la sentenza confermata dal Tribunale di Bucarest rappresenta un passo fondamentale verso il rispetto dei diritti di tutte le persone transgender in Romania. I rumeni che hanno ottenuto una decisione definitiva sul riconoscimento di genere in un altro Stato membro non dovranno più affrontare la complessa procedura rumena. Chiediamo al Ministero dell’Interno e al Ministero della Giustizia di adottare una procedura chiara, rapida e accessibile per il cambio di identità di tutti i cittadini transgender rumeni, indipendentemente dal fatto che abbiano vissuto o meno in altri Stati membri dell’UE, come richiesto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo fin dal 2021, nel caso X e Y contro Romania”.

La sentenza del tribunale di Bucarest cancella un significativo onere amministrativo per le persone trans rumene che hanno già ottenuto il riconoscimento legale di genere in un altro paese UE, eliminando la necessità di ripetere a livello nazionale lunghe procedure che a volte non sono conformi al quadro normativo europeo in materia di diritti umani. Il Tribunale di Bucarest ha inoltre ordinato alle istituzioni responsabili di coprire le spese legali e di attuare con urgenza la sentenza, rilasciando il certificato di nascita aggiornato di Arian.

Congratulandosi con Arian, ACCEPT e Iustina, Marie Hélène Ludwig, Senior Strategic Litigation Advisor di ILGA-Europe, ha dichiarato: “Questa sentenza rappresenta una vittoria per le numerose persone transgender nell’UE a cui viene ancora negato il rilascio di documenti d’identità corrispondenti alla propria identità di genere e che sono costrette a vivere con identità diverse quando attraversano le frontiere. Poiché la Romania ha resistito per otto anni all’attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’UE nel caso Coman, è particolarmente importante vedere un tribunale rumeno dare effetti concreti a una sentenza della Corte. Ora attendiamo che l’ufficio anagrafe rilasci rapidamente il nuovo certificato di nascita di Arian, noi continueremo a monitorare l’attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’UE negli altri paesi dell’UE”.

La Romania è uno degli ultimi 5 paesi appartenenti all’Unione Europea a non avere alcuna legge sulle unioni civili o sulle coppie di fatto assieme a Polonia, Bulgaria, Lituania e Slovacchia.

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