Tennessee, i repubblicani ad un passo dalla creazione di un registro dei cittadini trans

Chi sostiene la "legge schedatura" l'ha definita utile per monitorare i risultati e garantire l'accesso alle cure per la detransizione di genere, partendo però da presupposti che non sono supportati dalla ricerca.

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Stato del Sud degli Stati Uniti con poco più di 7 milioni di abitanti e Nashville capitale, il Tennessee guidato dal repubblicano Bill Lee ha approvato un disegno di legge che autorizzerebbe la raccolta dei dati sui pazienti transgender. Approvato al Senato, il ddl torna ora alla Camera dei Rappresentanti, dove i legislatori dovranno decidere se accettare le modifiche proposte prima di inviarlo al governatore per la firma definitiva.

L’ennesima legge transfobica del Tennessee

Il disegno di legge chiede a cliniche e compagnie assicurative di fornire informazioni dettagliate sui pazienti che ricevono cure di affermazione di genere, inclusi prescrizioni, tempistiche del trattamento e dati demografici, che verrebbero poi schedati.

Inevitabili le polemiche degli attivisti LGBTQIA+ d’America, sempre più sbalorditi da un partito repubblicano che Stato dopo Stato, giorno dopo giorno, partorisce leggi da regime.

Questo disegno di legge raccoglie dati sui pazienti trans e di genere non conforme in tutto lo stato, così come sui fornitori di servizi sanitari“, ha denunciato ai giornalisti Dahron Annelise Johnson, co-presidente del Tennessee Equality Project. “Richiede dettagli sulle prescrizioni mediche, su ciò che viene discusso durante le visite, sulla durata del trattamento”. “Il solo fatto che possa esistere una simile lista è problematico”.

Lo Stato del Tennessee ha precisato che tutti i dati raccolti saranno infine riportati in forma anonima, ma l’atto stesso di raccogliere, assemblare, archiviare e strutturare questi dati comporta dei rischi.

Nelle comunità più piccole o rurali, dove la popolazione di pazienti è esigua e gli operatori sanitari sono pochi, anche i dati anonimizzati potranno diventare leggibili, rivelando schemi riconoscibili a sufficienza per identificare le persone che li hanno generati. Chi sostiene la legge l’ha definita utile per monitorare i risultati e garantire l’accesso alle cure per la detransizione di genere, partendo però da presupposti che non sono supportati dalla ricerca.

Uno studio del 2021 condotto su oltre 17.000 adulti transgender ha rilevato che, sebbene alcuni intervistati abbiano dichiarato di aver intrapreso un percorso di detransizione (2242, il 13,1%), la stragrande maggioranza (l’82.5%) lo ha fatto a causa di pressioni esterne come lo stigma, il rifiuto familiare o le difficoltà di accesso alle cure, piuttosto che per un cambiamento di identità. Solo una piccolissima percentuale ha espresso dubbi sulla propria identità transgender, con molti che hanno poi ripreso la transizione.

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“Dobbiamo raccogliere dati su tutti coloro che assumono ormoni?”, si è domandata Johnson. “Nonostante tutte le definizioni contenute in questo disegno di legge, domande come questa, fondamentali per capire a chi si rivolge, rimangono ancora del tutto ambigue”.

L’emendamento approvato lunedì ha eliminato alcuni elementi identificativi, come ad esempio i dettagli geografici, restringendo ulteriormente le circostanze in cui le informazioni sui fornitori di servizi sanitari possano essere divulgate. Secondo i repubblicani queste modifiche sarebbero la prova che il disegno di legge risponde alle preoccupazioni sulla privacy, mentre a detta dell’opposizione non farebbero altro che riconoscere il problema. “La domanda sorge spontanea: perché stanno proponendo questa legge?”, si è chiesta Johnson. Il disegno di legge era stato approvato alla Camera il mese scorso, per poi arrivare al Senato ed essere modificato. Ora tornerà alla Camera, dove i legislatori saranno chiamati ad approvare le modifiche votate in Senato. In caso affermativo, il disegno di legge arriverà sulla scrivania del governatore Lee e successivamente quasi certamente in tribunale.

Abbiamo bisogno che le persone contattino il governatore Bill Lee per chiedergli di porre il veto su questo disegno di legge“, ha detto Johnson a The Advocate. “Chiediamo inoltre ai nostri partner legali di esaminare questo disegno di legge“. Perché negli USA di Donald Trump i tribunali di tutto il Paese sono ormai invasi da leggi evidentemente discriminatorie che i repubblicani continuano a proporre e nella maggioranza dei casi ad approvare con la chiara intenzione di cancellare un’intera comunità.

In tal senso proprio il Tennessee era diventato il primo Stato d’America a vietare ufficialmente gli spettacoli drag, con un giudice che ha stoppato la legge perché incostituzionale, mentre  nel giugno del 2025 la Corte Suprema ha confermato il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans approvato dal Tennessee,  dando di fatto l’ok definitivo alla transfobia imposta al Paese da Donald Trump, suscitando lo sconcerto di associazioni LGBTQIA+, medici, pediatri e famiglie con figliə trans.

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