Un altro schiaffo ad una comunità, ancora una volta arrivato dalla Corte Suprema USA a maggioranza conservatrice.
Una transfobica legge dello stato del Tennessee che vieta l’assistenza sanitaria per le persone transgender minori di 18 anni è stata confermata dalla Corte Suprema. I giudici hanno dato il via libera al Tennessee, che potrà ora continuare a vietare l’assistenza sanitaria per le persone transgender di età inferiore ai 18 anni, con una sentenza a maggioranza di 6 a 3.
La decisione potrebbe trasformarsi in un pericoloso precedente legale per i futuri casi relativi ai divieti di assistenza sanitaria per le persone trans negli Stati Uniti. È la prima volta che l’Alta Corte si pronuncia sulla costituzionalità dei divieti che prendono di mira l’assistenza medica per l’affermazione di genere. E potrebbe pesare come un macigno.
United States v. Skrmetti, la sentenza choc della Corte Suprema
Il caso US contro Skrmetti è finito in tribunale nel 2024, grazie a tre famiglie con figli transgender e ad un fornitore di servizi di assistenza sanitaria per le persone transgender che hanno citato in giudizio lo Stato del Tennessee per la sua legge che limita l’assistenza sanitaria per i giovani transgender.
Secondo questa legge, un bambino può ricevere i bloccanti della pubertà e la relativa terapia ormonale se i farmaci gli vengono forniti per aiutarlo a conformarsi al sesso assegnato alla nascita, ma non per trattare la disforia di genere. Secondo i querelanti questo costituisce una chiara discriminazione basata sul sesso. Secondo lo Stato del Tennessee, invece, la legge non tratterebbe le persone in modo diverso in base al loro sesso, ma piuttosto in base alla loro età e alle loro esigenze mediche.
Il presidente della Corte Suprema John Roberts, 70enne nominato giudice nel 2005 da George W. Bush, scrivendo a nome della maggioranza ha sostenuto che il divieto non violerebbe la clausola di uguale protezione del XIV Emendamento, che mira a impedire alle autorità di approvare leggi discriminatorie. Secondo Roberts il disegno di legge n. 1 del Senato del Tennessee non innescherebbe un controllo giudiziario più rigoroso perché “non traccia una linea di demarcazione basata sul sesso (o sullo status trans)”.
“[Il disegno di legge] vieta agli operatori sanitari di somministrare bloccanti della pubertà o ormoni ai minori per trattare la disforia di genere, il disturbo dell’identità di genere o l’incongruenza di genere, indipendentemente dal sesso del minore”, ha scritto Roberts. “La clausola di uguale protezione non risolve questi disaccordi”.
I 6 giudici hanno inoltre affermato che il disegno di legge, che si rivolge specificamente ai giovani transgender, non discriminerebbe le persone transgender e non binarie. Un tribunale distretturale aveva bloccato la legge, ora blindata dalla Corte Suprema.
La giudice della Corte Sonia Sotomayor, nel 2009 nominata da Barack Obama, ha pubblicamente dissentito: “Questo caso riguarda la possibilità per il Tennessee di vietare ai medici di fornire le cure mediche necessarie agli adolescenti transgender. La risposta dovrebbe essere un sonoro no”. “Queste leggi intromettono il cuore del rapporto medico-paziente”. “Le persone transgender meritano pari dignità agli occhi della legge. La Costituzione non esige nulla di meno”. “La maggioranza ha sottoposto una legge che discrimina chiaramente in base al sesso a una mera revisione basata sulla razionalità”. “Rinunciando a un controllo giurisdizionale significativo proprio lì dove conta di più, la Corte abbandona i bambini transgender e le loro famiglie ai capricci della politica. Con tristezza, dissento.”
Al fianco di Sotomayor si sono schierati la giudice Kentanji Brown Jackson e la giudice Elena Kagan, nominate da Joe Biden e Barack Obama.
Le sconcertate reazioni alla sentenza della Corte Suprema
“L’odierna sentenza della Corte Suprema è un colpo devastante per i giovani transgender e per le famiglie che li amano“, ha dichiarato Kelley Robinson, Presidente della Human Rights Campaign. “Questa Corte ha scelto di permettere ai politici di interferire nelle decisioni mediche che dovrebbero essere prese da medici, pazienti e famiglie: un crudele tradimento nei confronti dei bambini che avevano bisogno di loro per chiedere giustizia quando era più importante”.
“La sentenza di oggi è una perdita devastante per le persone transgender, le nostre famiglie e tutti coloro che hanno a cuore la Costituzione”, ha dichiarato Chase Strangio, co-direttore del Progetto LGBTQ & HIV dell’ACLU, che ha sostenuto il caso davanti alla Corte. “Sebbene si tratti di una battuta d’arresto dolorosa, non significa che le persone transgender e i nostri alleati non abbiano altra scelta per difendere la nostra libertà, la nostra assistenza sanitaria o le nostre vite.”
Sasha Buchert, direttrice del Progetto per i Diritti Non Binari e Transgender di Lambda Legal, ha aggiunto: “Questa è una sentenza straziante, che rende più difficile per i giovani transgender sfuggire al pericolo e al trauma di vedersi negata la possibilità di vivere e prosperare. Ma continueremo a lottare con forza per proteggerli“.
La Dott.ssa Susan J. Kressly, presidente dell’American Academy of Pediatrics, ha confermato che la sentenza “avrà conseguenze profonde e di vasta portata per la salute e il benessere dei giovani transgender in tutto il Paese e per i medici che si prendono cura di loro. La scienza continua a supportare l’assistenza di genere. I bambini ne avranno ancora bisogno“. “L’AAP, che rappresenta 67.000 pediatri, ha ribadito il suo sostegno affinché i giovani transgender e di genere diverso possano accedere a cure compassionevoli e basate sull’evidenza scientifica, senza interferenze politiche. L’assistenza che afferma il genere è necessaria dal punto di vista medico per il trattamento della disforia di genere ed è supportata da decenni di ricerca peer-reviewed, esperienza clinica e consenso scientifico. Troppo spesso erroneamente descritta come basata esclusivamente su interventi chirurgici e ormoni, questa assistenza viene fornita con attenzione e con il coinvolgimento di team multidisciplinari di medici, professionisti della salute mentale, famiglie e, soprattutto, dei giovani stessi”. “Negare ai pazienti l’accesso a queste cure non solo compromette la loro salute e sicurezza, ma li priva anche della dignità umana fondamentale”.
“Siamo indignati”, ha dichiarato Kimberly Inez McGuire, direttrice esecutiva di URGE. “Questa decisione conferma una legge pericolosa e profondamente ingiusta che priva le famiglie dei loro diritti, criminalizza l’amore e il sostegno e mette a rischio la vita dei giovani”.
La presidente di GLAAD, Sarah Kate Ellis, ha definito la sentenza “un passo agghiacciante verso un’ingerenza governativa incontrollata”. “Ogni famiglia merita la libertà di prendere le decisioni mediche che aiutano i propri figli a vivere, prosperare e stare bene”.
L’HRC, che ha organizzato una protesta davanti alla Corte Suprema, ha sottolineato come 27 Stati d’America abbiano ora leggi in vigore che limitano o vietano le cure di affermazione di genere per i minori. Ventitré di questi divieti sono attualmente in vigore, secondo l’HRC. Secondo l’American Civil Liberties (ACLU), solo nel 2025 sono state proposte almeno 530 proposte di legge anti-LGBTQ+, di cui 112 che puntano a limitare in qualche modo l’assistenza sanitaria.
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Cosa ne pensi?
Prima si parla di assistenza sanitaria, poi sembra si tratti solo delle cure di affermazione di genere. Qualcuno potrebbe pensare sia stata un'esagerazione accidentale, ma visti i continui tentativi di disinformazione e' facile sia stata intenzionale. Comunque neanche la peggiore. Consoliamoci cosi' :-)