Tennessee primo Stato d’America a vietare ufficialmente gli spettacoli drag

Le associazioni LGBTQI+ d'America sono già sul piede di guerra, parlando di chiara incostituzionalità.

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Il Boise Pride Festival ha dovuto cancellare il Drag Show per bambini
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Il Tennessee è ufficialmente diventato il primo Stato degli Stati Uniti a vietare le esibizioni pubbliche di drag queen. Nella giornata di ieri il Senato dello Stato ha approvato un disegno di legge che vieta gli spettacol drag in pubblico, con la firma del governatore repubblicano Bill Lee attesa a giorni.

La nuova legge del Tennessee mira ad aggiornare una legge statale già esistente che impedisce alle “imprese per adulti” di operare entro 300 metri da scuole, parchi pubblici o luoghi di culto, inclusi ora “cabaret per adulti”, che la legge definisce come show che presentano “imitatori di sesso maschile o femminile che forniscono intrattenimento che si appella ad interessi pruriginosi”.

Oltre a simile divieto, i legislatori del Tennessee hanno votato anche un disegno di legge che vieta ai medici dello Stato di fornire cure mediche di affermazione di genere per i minori transgender.

Negli ultimi 3 mesi oltre 300 leggi omotransfobiche sono state presentate in tutti gli Stati d’America. La stragrande maggioranza di queste contro i minori trans e le drag queen, costrette in alcuni casi a pagarsi la scorta prima e dopo uno show a causa dell’insensato odio esploso nei loro confronti.

Jack Johnson, leader repubblicano dello stato, ha difeso la contestatissima legge contro gli spettacoli drag, perché a suo dire darebbe maggiore “sicurezza” e “fiducia” ai genitori che potranno così “portare i propri figli a uno spettacolo pubblico o privato” senza essere “accecati da una performance sessualizzata“.

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Secondo la nuova legge del Tennessee, la prima infrazione sarebbe trattata come reato minore, ma con la seconda scatterebbe il crimine. Erin Reed – attivista per i diritti dei transgender – ha sottolineato come il linguaggio utilizzato all’interno del disegno di legge sia volutamente “molto ampio”, tanto da non fare distinzioni tra persone trans e drag performer, parlando di divieto nei confronti di “imitatori di uomini e donne“.

Le associazioni LGBTQI+ d’America sono già sul piede di guerra, parlando di chiara incostituzionalità, ma diversi altri Stati d’America sono pronti a seguire l’esempio del Tennessee.

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