L’Iran non è quello che pensi: il suo compagno trans Azad è sparito, ma Nora non si arrende

Perché va visto il bellissimo "Between dreams and hope" della regista iraniana Farnoosh Samadi proiettato al Lovers FF di Torino.

Ascolta:
0:00
-
0:00
L'Iran non è quello che pensi: il suo compagno trans Azad è sparito, ma Nora non si arrende - between dreams and hope lovers torino film trans iran - Gay.it
2 min. di lettura

Proiettato al Lovers Film Festival di Torino, “Between Dreams and Hope” della regista iraniana Farnoosh Samadi cambia in corso le coordinate di chi guarda: un incipit rom-com sull’amore tra Azad (FereshtehHosseini), ragazzo trans, e la sua compagna Nora (Sadaf Asgari) accelera verso un dramma transfobico che fa virare il film verso uno sviluppo crime-investigativo avvincente.

Siamo nell’Iran contemporaneo, tra la metropoli Teheran e la provincia rurale di pascoli e villaggi. Azad e Nora vivono nella capitale, hanno amici, hanno un gatto, hanno progetti. La quotidianità della loro intimità è descritta con calore quasi domestico. Una normalità che è già proposizione politica del film, contro-narrazione di realtà rispetto alla corrente propaganda guerrafondaia anti-iraniana.

La coppia vive in una comunità queer sotterranea di Teheran, un’oasi di autoespressione e accettazione. Quando Azad decide di intraprendere il percorso di riassegnazione di genere, però, emerge l’ostacolo che spezza la bolla: le chirurgie di affermazione di genere sono disponibili in Iran, ma con restrizioni severe che includono il consenso dei genitori, anche per chi ha già raggiunto l’età universitaria. Azad deve tornare al villaggio di origine, dalla famiglia che non vede da anni, da un padre che non lo riconosce.

Qui il film cambia registro. Il racconto d’amore mutua in thriller claustrofobico di pregiato ritmo che segue l’investigazione di Nora, protagonista assoluta di una caccia disperata che la regista ammanta di una luce bluastra sferzante. Qualcosa è andato terribilmente storto nella casa del padre di Azad, che è sparito tra le bugie del muro di gomma che anche la solerzia di un volenteroso agente di polizia non riesce a penetrare.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

La regista Samadi sta ben lontana dalla narrazione attesa della liberazione occidentale a cui un certo cinema queer degli ultimi decenni ci aveva abituati dietro la lente israeliana, e ci offre il ritratto di una coppia queer che sceglie di restare dentro una cultura che al tempo stesso la nega e la definisce.

L’Iran rurale che vediamo non è arretrato per mancanza di risorse, ma per scelta culturale: una misoginia e un autoritarismo patriarcale che non hanno bisogno dell’islam per sopravvivere. L’aspetto religioso non è mai citato, ma è il patriarcato che da crudele cultura arcaica si consolida in ferocia istituzionalizzata, per assediare l’affermazione di Azad come persona e come legittimo componente di una coppia.

Sadaf Asgari nei panni di Nora è straordinaria: ogni suo gesto porta il peso di una donna che non cede, mai, anche quando tutto intorno a lei provoca smottamenti destinati a seppellire per sempre il suo Azad e la loro storia d’amore. Un ritratto convincente che riporta alla memoria la tenacia delle donne d’Iran.

Between Dreams and Hope” era stato presentato in anteprima mondiale al TIFF 2025 nella sezione Platform. La sua presenza al Lovers di Torino conferma quanto il cinema queer internazionale stia guardando sempre più verso voci fuori dall’asse occidentale, e quanto abbia ragione a farlo.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.