Ungheria, arriva il primo canale tv LGBTQIA+: Szivárvány TV (Arcobaleno Tv)

"Metterà in luce persone reali, famiglie reali ed esperienze reali, trattando anche di arte, salute, storia e cultura LGBTQIA+ internazionale". Szivárvány TV è un progetto nato nel 2014 ma a lungo reso impossibile da Viktor Orban.

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Ungheria, arriva il primo canale tv LGBTQIA+: Szivárvány TV (Arcobaleno Tv) - szivarvany tv - Gay.it
Szivarvany Tv, foto Media1
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Archiviato il regno del terrore di Viktor Orban, l’Ungheria volta pagina. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE che ha condannato ufficialmente la legge anti-LGBTQ+ dell’ex premier e le prime timide aperture alla comunità del neo primo ministro Péter Magyar, il Paese potrebbe a breve abbracciare il suo primo canale tv a tematica queer.

Secondo quanto riportato da Magyar Nemzet tramite Media1, Szivárvány TV (TV Arcobaleno) sta per arrivare, con il proprietario del nuovo canale televisivo che ha già presentato la documentazione necessaria all’Autorità Nazionale per i Media e le Comunicazioni (NMHH). Si tratta per ora di una proposta per un canale attivo 24 ore su 24 dedicato alla cultura, all’intrattenimento e alla storia queer.

Oltre ad essere un canale televisivo gratuito, Szivárvány TV offrirà lo streaming online e i contenuti classificati come 18+ saranno criptati.

Il pubblico ungherese merita storie equilibrate e umane che vadano oltre gli stereotipi e gli slogan politici. Rainbow TV metterà in luce persone reali, famiglie reali ed esperienze reali, trattando anche di arte, salute, storia e cultura LGBTQIA+ internazionale“, ha precisato un portavoce a Scenemag.

Una sorta di GayTv in salsa ungherese, in un Paese dove fino ad un mese fa la censura nei confronti di un’intera comunità era legge.

Chi è Tamás Pataki, fondatore di Szivárvány TV?

Il fondatore di Szivárvány TV è Tamás Pataki, proprietario del canale via cavo Eurocable Hungary e della società di servizi multimediali New Digital Media Kft. Pataki aveva in programma di lanciare un canale LGBTQ in Ungheria da 12 anni, dal 2014, come dichiarato a Media1. Il dominio szivarvanytv.hu è stato effettivamente registrato nel database del Consiglio dei Fornitori di Servizi Internet (CSP) proprio nel 2014. Pataki ha ideato anche la prima televisione ungherese per la comunità rom, è legato a Parlament TV, lanciata nel 2023, e al servizio mediatico inizialmente chiamato Pest Buda TV e poi recentemente rinominato Budapest TV, nonché a Első Kerület TV, HBTV, Fit HD, KonyhaTV, TotalDance TV e ad altri canali televisivi. Tamás Pataki è considerato un veterano del settore delle telecomunicazioni, fino a pochi mesi fa era anche vicepresidente dell’Associazione Ungherese delle Comunicazioni (MKSZ) ma si è dimesso dopo aver ricevuto pressioni inopportune.

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L’imprenditore ha precisato a Media1 che sta progettando un canale televisivo neutrale dal punto di vista politico, con contenuti culturali e di intrattenimento. “Non stiamo combattendo una battaglia politica, ma ci battiamo per la sopravvivenza e il futuro delle piccole e medie imprese ungheresi“, ha dichiarato. Per poi specificare:

“I nostri contenuti non criptati (disponibili gratuitamente) includeranno programmi culturali e di intrattenimento di alta qualità, accessibili a tutti durante il giorno, programmi di arte e musica (con artisti classici e moderni), specialità gastronomiche (sapori ed esperienze da tutto il mondo), talk show e interviste con conversazioni stimolanti e storie di vita, oltre a programmi sulla storia della comunità LGBTQI. Szívarvány TV offrirà anche contenuti criptati: nel caso di contenuti per maggiori di 18 anni, in quanto fornitore di media responsabile, garantiremo che la visione di tali contenuti sia disponibile solo per gli abbonati maggiorenni, con protezione tecnica conforme ai requisiti di legge.”

La sentenza della Corte UE contro la legge omobitransfobica di Orban

La scorsa settimana la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la legge anti-LGBTIQ+ approvata dall’Ungheria nel 2021, quella di ispirazione russo-putiniana che equiparava l’omosessualità alla pedofilia e vietava qualsiasi contenuto LGBTQ+ rivolto ai minori, viola il diritto dell’Unione. La Corte ha stabilito che l’identità di genere è protetta come motivo di discriminazione dall’Articolo 21 della Carta, che la legge ungherese stigmatizza e marginalizza le persone LGBTIQ+ e che nessuno stato membro può invocare la propria identità nazionale per giustificare misure di questo tipo.

Quel bacio di Budapest nel giorno della liberazione

 

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