Una coalizione di oltre 80 operatori sanitari e attivisti LGBTQ+ ha chiesto al sindaco di New York, Zohran Mamdani, di destinare maggiori fondi ai servizi per persone queer e transgender nel prossimo bilancio cittadino. Ne dà notizia ThemUs.
Il 30 aprile la New York City Trans & Queer Coalition si è riunita a City Hall Park per sollecitare Mamdani a stanziare 10 milioni di dollari a sostegno dei servizi di assistenza per l’affermazione di genere per i giovani trans, i servizi legali per l’immigrazione LGBTQ+, e investimenti in risorse per le comunità trans, non conformi al genere e non binarie.
Gay City News riporta che i fondi proposti si baserebbero sul Lorena Borjas Transgender and Non-Binary Wellness and Equity Fund, che ha stanziato 15 milioni di dollari per finanziare cure di affermazione di genere per i giovani trans e 10 milioni di dollari per sostenere le persone coinvolte nel commercio sessuale. Gli operatori sanitari e gli attivisti puntano inoltre a ottenere 4 milioni di dollari per un fondo di emergenza per l’assistenza alle persone trans e 15 milioni di dollari per i migranti LGBTQ+.
“Le nostre comunità meritano di meglio”, appello a Mamdani
“È ora di agire”, si legge nel post Instagram della coalizione. “Le nostre comunità meritano di meglio”.
La coalizione include il supporto del Callen-Lorde Community Health Center, dell’Ali Forney Center, del The LGBT Center, di G.L.I.T.S., di Destination Tomorrow, di Decriminalize Sex Work NYC e dell’Audre Lorde Project. L’anno scorso la New York City Trans & Queer Coalition aveva ottenuto 13 milioni di dollari dal bilancio cittadino. La richiesta di stanziamenti arriva nel pieno delirio transfobico alimentato dall’amministrazione Trump, che sta limitando l’accesso a cure salvavita di affermazione di genere in tutto il paese, in particolar modo per i più giovani.
Durante la sua campagna elettorale per la carica di sindaco, Mamdani si era impegnato a stanziare 57 milioni di dollari a sostegno dell’assistenza sanitaria per le persone trans e 8 milioni di dollari per lo sviluppo di nuovi centri di risorse LGBTQ+. La candidatura a sindaco del trentaquattrenne socialista democratico è stata fortemente sostenuta dai principali membri della comunità queer e trans della città, con Mamdani che ha partecipato a eventi LGBTQ+ come Papi Juice e ha incontrato leader come la fondatrice di G.L.I.T.S., Ceyenne Doroshow. Durante la sua campagna elettorale Mamdani ha specificamente dichiarato che avrebbe sostenuto il Cecilia’s Occupational Inclusion Network (COIN), un programma sanitario gratuito per la comunità LGBTQ+ presso il Callen-Lorde, fondato dalla defunta attivista e madre Cecilia Gentili.
Da quando si è insediato, Mamdani ha riunito un team di esperti LGBTQ+ di alto profilo per guidare vari dipartimenti della sua amministrazione, tra cui l’avvocata trans Taylor Brown a capo del primo Ufficio per gli Affari LGBTQIA+ di New York, Shawn(ta) Smith-Cruz, archivista lesbica nera, come Capo degli Archivi di New York, e la pompiera lesbica Lillian Bonsignore come Capo dei Vigili del Fuoco della città. Ora gli attivisti queer e trans chiedono che vengano allocate le risorse necessarie, facendo riferimento ai punti cardine della campagna elettorale. La prossima scadenza per l’approvazione del bilancio esecutivo di New York è il 12 maggio.
Lo scorso aprile Mamdani ha festeggiato il giorno della visibilità trans con il LGBTCenter di New York, per poi aggiungere sui social: “Le persone trans, non binarie e non conformi al genere sono sempre state qui, la vostra esistenza non è in discussione. Le tue vite non sono una questione politica. Stiamo lottando per una città in cui ogni newyorkese trans possa vivere apertamente, in sicurezza e con gioia”.
