E venne il giorno. Dopo mesi di campagna elettorale New York si ritrova oggi alle urne per eleggere il futuro sindaco. Da una parte Andrew Cuomo, ex governatore di New York in corsa come candidato indipendente dopo aver perso le primarie democratiche, e dall’altra colui che proprio alle primarie l’ha sconfitto, Zohran Mamdani, giovane deputato statale del Queens, democratico-socialista che Donald Trump ha minacciato di arrestare e deportare nel caso in cui dovesse trionfare, perché “non abbiamo bisogno di un comunista in questo Paese“.
Ma il grande favorito della vigilia è proprio Zohran Mamdani, nato in Uganda e naturalizzato statunitense nel 2018, uomo di sinistra appoggiato pubblicamente da Alexandria Ocasio-Cortez, Cynthia Nixon, Ben Platt, Bowen Yang. Se eletto, Mamdani sarebbe il primo musulmano e indiano americano a guidare la città più grande del Paese. Convinto progressista, Mamdani si è candidato con la promessa di migliorare il benessere economico e sociale della classe operaia, di affrontare il costo della vita abbassando gli affitti, di contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico e di lottare per i diritti delle persone LGBTQIA+.
Zohran Mamdani, campagna elettorale nei locali LGBTQIA+
Nel weekend di Halloween Zohran si è recato in diversi locali notturni, con tanto di discorso al Papi Juice, serata LGBTQIA+ che da oltre 10 anni celebra la vita delle persone queer e trans di colore. Guest star dell’evento, ospitato presso il locale di Brooklyn Elsewhere, Mamdani ha implorato il pubblico presente a tarda notte di votare.
“Siete pronti a vincere questa corsa? Siete pronti a battere Andrew Cuomo? Siamo pronti a conquistare una città che possiamo permetterci? Siete pronti a fare la storia? Andiamo là fuori e facciamola. Grazie, amici miei.”
Il video di Mamdani pubblicato dall’influencer Matt Bernstein ha superato le 10 milioni di visualizzazioni. Il breve discorso è stato accolto da applausi e grida di gioia da parte dei presenti. La serata Papji Juice non è stata la sua unica tappa LGBTQIA+. Zohran ha poi fatto anche un’apparizione al Mood Ring di Bushwick, e anche qui ha fatto suo il microfono chiedendo di votare e di “bussare a qualche porta“.
Lo scorso maggio, dopo una visita alla Trans Community Town Hall, Mamdani si è impegnato a fare di New York una “città santuario” per le persone LGBTQ+.“Le persone queer e trans negli Stati Uniti si trovano ad affrontare un ambiente politico sempre più ostile“, scrisse su Facebook. “New York City deve essere un rifugio per le persone LGBTQIA+, ma le istituzioni private della nostra città hanno già iniziato a capitolare di fronte all’attacco di [Donald Trump] ai diritti delle persone trans”.
Le minacce di Trump a Zohran Mamdani
Mamdani, figlio della regista Mira Nair e dell’accademico della Columbia Mahmood Mamdani, ha riconosciuto che le questioni economiche, come l’esplosione del costo della vita, hanno colpito la comunità LGBTQ+ “particolarmente duramente“, tanto da voler gestire i tassi più elevati di disoccupazione e senzatetto che la comunità si trova ad affrontare. Ha inoltre promesso di espandere e proteggere l’assistenza sanitaria di genere e di garantire che “ogni newyorkese abbia accesso alle cure mediche di cui ha bisogno“, promettendo di stanziare 65 milioni di dollari per l’assistenza sanitaria pubblica per le persone trans. “Con Trump che minaccia ogni giorno la comunità LGBTQ+ della nostra città, i newyorkesi hanno bisogno di un sindaco che non abbia paura di difenderli“, ha affermato.
Il tycoon, dal canto suo, ha minacciato tagli di miliardi di dollari alla città se Zohran dovesse diventare sindaco, chiedendo nella notte agli elettori repubbicani di votare Cuomo, seppur democratico, pur di non far vincere “un comunista” come Mamdani.
Gli ultimi sondaggi danno Zohran Mamdani in trionfo su Cuomo, con un vantaggio che oscillerebbe tra il 10% e il 20%. Un volto ai più sconosciuto fino ad un anno fa ora pronto a guidare la città più importante del mondo, potenziale laboratorio politico di una nuova sinistra che punta alla Casa Bianca del 2028.