Da una parte Gandalf il bianco, dall’altra Obi-Wan Kenobi. Intervistato dal The Guardian, Ian McKellen ha rivelato che l’indimenticato Alec Guinness, deceduto nel 2000, gli consigliò di non prendere pubblicamente posizione sui diritti dei gay. Secondo l’86enne McKellen, Guinness gli avrebbe detto di “ritirare” il proprio sostegno al gruppo LGBTQIA+ britannico Stonewall, che all’epoca si batteva per ottenere tutele governative che garantissero la parità di trattamento legale ai cittadini omosessuali.

Ian McKellen e il “caso” Alec Guinness

Mi portò a pranzo in un ristorante italiano a Pimlico, dove chiacchierammo del più e del meno finché non tirò fuori il vero motivo del suo invito“, ha raccontato McKellen. “Aveva sentito parlare del mio lavoro per la creazione di Stonewall, gruppo di pressione per presentare al governo e al mondo intero la necessità di garantire ai gay e alle lesbiche del Regno Unito pari diritti rispetto al resto della popolazione. Riteneva alquanto sconveniente che un attore si intromettesse in questioni pubbliche o politiche e mi consigliò, anzi mi supplicò, di tirarmi indietro. Un consiglio di una generazione più anziana, che non seguii”.

McKellen ha precisato di essersi recentemente ricordato del suo incontro con Guinness dopo aver visto lo spettacolo itinerante “Two Halves of Guinness“, spettacolo solista con Zeb Soanes nei panni dell’attore di “Star Wars” che, secondo McKellen, “accenna alla latente bisessualità di Sir Alec in un modo che lo avrebbe turbato, suppongo”.

L’orgoglio di Ian McKellen

McKellen fece pubblicamente coming out come gay nel 1988, all’età di 48 anni, nel corso di un’intervista radiofonica alla BBC. Da allora non ha mai smesso di battersi per i diritti LGBTQIA+. L’anno scorso, in un’intervista al Times di Londra, ha espresso dispiacere per i colleghi attori che ancora oggi sentono di non poter dichiarare apertamente la propria omosessualità, incoraggiando le star che non hanno ancora fatto coming out a riconsiderare la propria posizione. “Non ho mai conosciuto nessuno che, dopo aver fatto coming out, se ne sia pentito”. “Mi dispiace per qualsiasi personaggio famoso che senta di non potersi dichiarare. Nascondere la propria omosessualità è sciocco, non ce n’è bisogno. Non ascoltate i vostri consiglieri, ascoltate il vostro cuore. Ascoltate i vostri amici gay, che ne sanno di più. Fate coming out. Godetevi la vita.”

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Un mito chiamato Alex Guiness

Considerato tra i maggiori attori inglesi del XX secolo, Alex Guiness è stato “uno dei più completi interpreti shakespeariani” del teatro britannico, oltre ad aver interpretato un’infinità di iconici personaggi sul grande schermo. Da Herbert Pocket in Grandi speranze a Fagin in Le avventure di Oliver Twist, passando per il colonnello Nicholson de Il ponte sul fiume Kwai che gli valse il premio Oscar come miglior attore, il principe Faisal di Lawrence d’Arabia, Yevgraf ne Il dottor Živago, il professor Godbole in Passaggio in India, Adolf Hitler in Gli ultimi 10 giorni di Hitler, il Conte di Dorincourt ne Il piccolo Lord e il mitologico maestro jedi Obi-Wan Kenobi nell’originale trilogia di Guerre stellari. Nel 1980 Guiness è stato celebrato dall’Academy con un premio Oscar onorario. Nel 1938 sposò l’attrice Merula Sylvia Salaman, dalla quale nel 1940 ebbe un figlio, Matthew.

Secondo la biografia “Alec Guinness: The Unknown” di Garry O’Connor, l’attore fu arrestato e multato di 10 ghinee per un atto omosessuale in un bagno pubblico. L’episodio si inquadra nel contesto storico in cui le relazioni omosessuali erano criminalizzate nel Regno Unito, un’intera generazione di persone queer ‘costrette’ a nascondersi.

McKellen ha recentemente recitato in “The Christophers” di Steven Soderbergh, regista che nel 1991 diresse proprio Guinness in uno dei suoi ultimi film, Delitti e segreti. L’87enne Ian sarà presto di nuovo Magneto in Avengers: Doomsday, in sala questo Natale, e ritroverà anche il suo Gandalf in Il Signore degli Anelli: la caccia a Gollum di Andy Serkis, in uscita il 17 dicembre 2027.

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