Anche quest’anno Regione Lombardia non patrocinerà il Milano Pride. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha votato a maggioranza contro la richiesta avanzata dagli organizzatori: tre voti contro due, con lo stesso esito delle edizioni precedenti.
Hanno votato contro Federico Romani (Fratellid’Italia), presidente del Consiglio regionale, Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale, lista civica del presidente Attilio Fontana) e Alessandra Cappellari (Lega). A favore si sono espressi i due rappresentanti del Partito Democratico, Emilio Del Bono e JacopoScandella.

La motivazione della maggioranza ricalca quella degli anni scorsi: il Pride viene definito una manifestazione «divisiva, provocatoria e discriminante verso il nucleo generatore della vita umana, formato da una donna e da un uomo».

«Dovrei dirmi sorpreso ma in realtà non lo sono», ha dichiarato Luca Paladini, consigliere regionale del Patto Civico e fondatore de I Sentinelli di Milano che proprio qualche giorno fa aveva esultato per la mostra fotografica “Ritratti di Famiglie” organizzata nella sala consiliare della Regione Lombardia insieme ad Agedo. «Il mancato patrocinio è il segno non di semplice disattenzione ma di vero e proprio ostracismo verso la comunità Lgbtqia+. Nessuna politica inclusiva, nessun segnale che marchi un cambio di sensibilità sui diritti». Paladini ha ricordato che giace da quindici mesi in Consiglio regionale una sua proposta di legge contro le discriminazioni, ancora priva di data di calendarizzazione.

La frattura con il Comune di Milano resta invariata. Dal 2011 Palazzo Marino ha sempre concesso il patrocinio al Pride cittadino e anche per il 2026 è attesa la conferma del sostegno.

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Il Milano Pride 2026 è alla sua venticinquesima edizione. Il corteo partirà da via Pisani il 27 giugno e si concluderà all’Arco della Pace, come momento finale di un mese di eventi diffusi in tutta la città, con oltre cento appuntamenti tra talk, presentazioni, musica, sport e iniziative politiche.

Sono attese circa 350mila persone. «In venticinque edizioni il Milano Pride è cresciuto e con lui è cresciuta la città», ha commentato Alice Redaelli, presidente di Cig Arcigay Milano che organizza la manifestazione insieme alle realtà del Coordinamento Arcobaleno. «Oggi è una manifestazione che vede la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, di ogni generazione, identità e provenienza. Partecipare significa prendere posizione e non restare a guardare mentre i diritti e le libertà vengono messi in discussione».

Dura anche la comunicazione social del Milano Pride: “Il dovere delle istituzioni dovrebbe essere quello di promuovere il rispetto verso tuttə lə cittadinə, incluse le persone LGBTQIA+. Ma a quanto pare per Regione Lombardia non è così“.

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