La causa civile che coinvolge lo stilista Riccardo Tisci entra in una nuova fase e il nome di Mahmood continua a occupare un ruolo centrale nello scontro tra accusa e difesa. 

Nelle ultime ore il giornalista freelance Louis Pisano ha pubblicato su X alcuni estratti del cosiddetto “Documento 48”, depositato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York, che fotografa una battaglia procedurale sempre più dura tra le parti.

Al centro della questione c’è la richiesta avanzata dai legali di Tisci di interrogare Mahmood in Italia attraverso una rogatoria internazionale prevista dalla Convenzione dell’Aia. 

Una possibilità che l’accusa non sta cercando di bloccare, ma che vorrebbe rinviare finché non verranno consegnati altri materiali considerati fondamentali.

Mahmood e Riccardo Tisci
Mahmood e Riccardo Tisci

Perché l’accusa vuole fermare la rogatoria su Mahmood

Nel documento datato 20 maggio 2026, l’avvocato Uri Nazryan dello studio Held & Hines LLP, che rappresenta Cooper, spiega che la parte attrice ha presentato una “opposizione parziale” alla richiesta della difesa di Tisci.

In pratica, Cooper non si oppone all’audizione di Mahmood in Italia. Chiede però che la Corte aspetti prima di inviare la lettera rogatoria alle autorità italiane. Secondo i legali dell’accusa, infatti, la documentazione consegnata finora sarebbe incompleta e renderebbe impossibile preparare un interrogatorio adeguato.

Nel testo depositato in tribunale si legge: 

“Plaintiff presents this short memorandum in partial opposition to Defendant’s motion for the Court to issue a Letter of Request directing the appropriate judicial authority in Italy to order and execute the oral examination of Alessandro Mahmoud”.

L’obiettivo dell’accusa è ottenere prima accesso completo ai materiali della discovery, compresi eventuali messaggi e contenuti audio, per poter poi formulare domande più precise da rivolgere al cantante.

Il nodo delle chat tra Tisci e Mahmood

Uno dei punti più delicati riguarda proprio gli scambi tra Tisci e Mahmood. Secondo i legali di Cooper, la difesa avrebbe prodotto soltanto una parte delle conversazioni.

Nel documento viene riportato: 

“Il Convenuto ha rivelato solo un singolo scambio di messaggi”. 

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Subito dopo arriva il dettaglio che sta facendo discutere di più: 

“Le registrazioni vocali, chiaramente identificate nello scambio, non sono state incluse e non vi erano messaggi precedenti o successivi allo scambio”.

Per Cooper, quindi, il materiale consegnato non sarebbe sufficiente a ricostruire davvero il rapporto e le comunicazioni tra lo stilista e il cantante. L’avvocato Nazryan scrive che sarebbe “virtualmente impossibile” pensare che quello depositato rappresenti l’intero contenuto rilevante delle conversazioni tra le due parti.

L’accusa sostiene inoltre che le comunicazioni tra Tisci e Mahmood siano “essenziali” per il procedimento e chiede di poter inviare richieste documentali e interrogatori a cui rispondere sotto giuramento prima dell’audizione del cantante.

La difesa di Tisci chiede tempi rapidi

Secondo i legali di Tisci, invece, la testimonianza di Mahmood sarebbe urgente e importante per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Cooper contesta però questa presunta fretta e sostiene che il rischio di arrivare fuori tempo massimo sarebbe solo teorico.

Nel documento, la parte attrice definisce “speculative” le preoccupazioni della difesa sul fatto che un rinvio possa compromettere la possibilità di sentire Mahmood entro la fine della fase istruttoria.

L’accusa sottolinea anche un altro elemento temporale. Il singolo scambio di messaggi sarebbe stato consegnato soltanto il 7 maggio 2026, mentre Cooper afferma di aver già condiviso da mesi documenti medici e referti della polizia.

Per questo motivo, i legali chiedono al giudice di aspettare almeno fino al 10 luglio 2026 prima di autorizzare ufficialmente la rogatoria internazionale.

Cosa rischia di cambiare nella causa

La questione, almeno per ora, non riguarda l’eventuale coinvolgimento di Mahmood nel procedimento civile. Il cantante non risulta imputato né accusato. La sua posizione resta quella di possibile testimone ritenuto rilevante dalla difesa di Tisci.

Nella precedente amended complaint depositata da Cooper, però, il nome dell’artista era già comparso. L’attore civile aveva sostenuto che il drink ricevuto quella sera gli sarebbe stato consegnato proprio da Mahmood e che sarebbe stato alterato con una sostanza incapacitante “dal convenuto o da Mahmoud agendo su indicazione del convenuto”.

Riccardo Tisci continua a negare tutte le accuse. Cooper, invece, sostiene di essere stato drogato e aggredito sessualmente a New York nel giugno 2024.

Ora sarà il giudice a decidere se autorizzare subito la rogatoria per ascoltare Mahmood oppure se attendere che la discovery venga completata con la consegna di nuovi materiali, comprese le registrazioni vocali e gli eventuali messaggi mancanti.

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