C’è anche il nome di Mahmood nel procedimento giudiziario che coinvolge il designer Riccardo Tisci, accusato da Patrick Cooper di averlo drogato e aggredito sessualmente a New York durante il Pride Weekend del 2024. 

Il cantante, è bene chiarirlo subito, non è indagato né accusato di alcun reato. Il suo nome compare negli atti esclusivamente come possibile testimone di quanto accaduto quella notte.

La vicenda, emersa negli Stati Uniti già mesi fa, sta tornando sotto i riflettori dopo la decisione del team legale di Tisci di convocare proprio Mahmood per una deposizione formale sotto giuramento attraverso la Convenzione dell’Aia, procedura utilizzata quando una persona risiede fuori dagli USA e non testimonia volontariamente davanti a un tribunale americano.

Mahmood
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Mahmood: cosa sarebbe successo la notte del Pride Weekend a New York

Secondo quanto riportato negli atti depositati presso la New York Southern District Court, Patrick Cooper avrebbe incontrato Riccardo Tisci la notte tra il 29 e il 30 giugno 2024. Era uscito con un amico, Michael Alexander, per festeggiare il Pride Weekend a Manhattan quando i due si sarebbero imbattuti nello stilista e in Mahmood.

Alexander, che conosceva già Tisci, avrebbe presentato Cooper al gruppo. Da lì la serata sarebbe proseguita in un locale di Harlem, dove Cooper sostiene di aver bevuto un solo drink. 

Un dettaglio che oggi pesa particolarmente nella ricostruzione dell’accusa, perché quel cocktail, secondo la denuncia, gli sarebbe stato consegnato proprio da Mahmood.

Cooper sostiene di non aver assunto droghe volontariamente e di avere un’alta tolleranza all’alcol. Eppure, poco dopo, avrebbe avuto un blackout totale.

In un’intervista rilasciata a The Independent, Cooper ha raccontato: 

“Ricordo di aver sorseggiato la bevanda, e non ricordo nient’altro. Ancora oggi non ricordo nulla”.

Il risveglio nell’appartamento di Riccardo Tisci

Il racconto di Cooper prosegue nelle ore successive. L’uomo sostiene di essersi risvegliato completamente nudo nell’appartamento di Riccardo Tisci, senza memoria di quanto successo durante la notte.

Negli atti si legge che avrebbe ritrovato i propri vestiti piegati ordinatamente in un’altra stanza insieme al telefono spento. Un dettaglio che lui stesso definisce insolito rispetto alle sue abitudini.

Cooper afferma inoltre: 

“Quando mi sono svegliato, mi stava baciando”.

Secondo la ricostruzione depositata in tribunale, Michael Alexander si sarebbe assentato per circa quindici minuti dal locale e, al ritorno, non avrebbe più trovato Cooper, Mahmood e Tisci. L’ultimo ricordo della presunta vittima sarebbe congruente: Cooper racconta che l’ultima immagine che ha di quella sera sarebbe proprio quella di trovarsi seduto con Tisci e Mahmood mentre l’amico Alexander era fuori.

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Perché Mahmood è stato convocato come testimone

Il coinvolgimento di Mahmood nasce proprio da quel passaggio della denuncia. Il cantante viene citato come persona presente quella sera e indicato da Cooper come colui che gli avrebbe consegnato il drink bevuto nel locale di Harlem.

Per questo motivo gli avvocati di Tisci hanno chiesto ufficialmente di ascoltarlo sotto giuramento. La richiesta sarebbe stata depositata nei giorni scorsi attraverso le procedure previste dalla Convenzione dell’Aia.

Si tratta di una pratica utilizzata nei procedimenti internazionali quando il testimone vive all’estero. Non implica responsabilità penali né accuse nei confronti della persona convocata.

Ad anticipare l’aggiornamento è stato il giornalista francese Louis Pisano, che segue il caso fin dall’inizio attraverso la sua newsletter indipendente.

Il rapporto tra Mahmood e Riccardo Tisci

Il nome di Mahmood non è estraneo all’universo creativo di Riccardo Tisci. I due si conoscono da anni, si frequentano assiduamente e hanno collaborato più volte.

Il cantante era apparso anche nella campagna natalizia “What is Love?” realizzata da Tisci per Burberry insieme a Carla Bruni. Negli anni la loro amicizia era stata spesso raccontata anche dalla stampa italiana tra campagne fashion, eventi esclusivi e compleanni festeggiati insieme.

Dal 2024 in poi, però, i loro nomi non sono più comparsi insieme nelle cronache mondane o nei contenuti legati al fashion system.

A che punto è il procedimento contro Riccardo Tisci

Il giudice distrettuale Lewis Kaplan ha ritenuto plausibili diverse accuse presentate da Cooper, consentendo al procedimento di andare avanti per aggressione, percosse, falsa prigionia e violazione della legge di New York sulla violenza di genere.

È stata invece esclusa, per ragioni tecniche, l’accusa relativa all’inflizione intenzionale di sofferenza emotiva, considerata sovrapposta agli altri capi contestati.

Riccardo Tisci continua a negare tutto. Attraverso i suoi legali ha definito le accuse: “categoricamente false”, sostenendo di voler dimostrare la propria innocenza davanti alla giustizia americana.

Mahmood, almeno per ora, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda.

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