Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato l’11 giugno che in Ucraina ci deve essere una discussione pubblica aperta sui diritti della comunità LGBTQ+, affermando che tutti i cittadini del Paese hanno gli stessi diritti. Le dichiarazioni, definite dal Kyiv Independent «un raro riferimento al tema» da parte del capo dello Stato, sono arrivate durante un evento culturale a Kyiv, alla presentazione dello spettacolo Tysyachovesna. A porre la domanda è stato Oleksandr Demenko, veterano e presidente di una ONG che supporta i militari LGBTQ+, che ha chiesto a Zelensky se l’Ucraina abbia bisogno di prodotti culturali in grado di «normalizzare il tema LGBTQ+» e aumentare la tolleranza nel Paese. Un intervento che ha fornito al presidente ucraino l’occasione di prendere le distanze dalla legge della Russia di Putin contro la propaganda LGBTIQ+.
«Credo che tutto debba essere discusso apertamente con la società, ed è del tutto normale», ha risposto Zelensky. «Siamo tutti qui insieme, difendiamo lo Stato, siamo uguali e abbiamo assolutamente gli stessi diritti, indipendentemente dai pregiudizi di persone rimaste al XV secolo. Siamo persone moderne».
«Per noi è importante mantenere un dialogo aperto e responsabile su questioni relative all’individuo, alla dignità umana, alla vita privata e all’uguaglianza dei diritti», ha aggiunto il Presidente ucraino «Tutte le proposte devono essere attentamente esaminate, tenendo conto della Costituzione ucraina, della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, degli standard europei e della necessità di un adeguato equilibrio sociale». Un discorso chiaro, che risuona come un’indicazione politica per la discussione pubblica dei diritti LGBTI+, e che la connette direttamente al processo di avvicinamento all’Unione Europea.

Le parole di Zelensky giungono in una fase critica per i diritti LGBTI+ a livello legislativo. Lo scorso aprile, la Verkhovna Rada ha approvato in prima lettura il disegno di legge n. 15150, versione alternativa del nuovo Codice Civile, che esclude qualsiasi riconoscimento per le coppie dello stesso sesso. Una decisione che ha mobilitato le organizazioni LGBT ucraine. Per molti attivisti, il testo rischia di allontanare l’Ucraina dall’Unione Europea, avvicinandola paradossalmente al modello legislativo della Russia di Putin.
Il quadro giuridico resta ad oggi immutato: né il matrimonio né le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono riconosciuti dalla legge ucraina. Nel maggio 2025, il governo aveva approvato una roadmap per l’adesione UE che prevedeva l’adozione di una legge sulle partnership registrate entro il terzo trimestre dello stesso anno. La scadenza non è stata rispettata. Unico segnale positivo sul fronte giudiziario: la Corte Suprema ha confermato che due uomini gay sposati in USA, Zoryan e Tymur, sono una famiglia, con la ratifica di una sentenza del tribunale distrettuale di Kyiv del giugno 2025. Un precedente storico, valido però solo per quel caso specifico, che aveva fatto il giro del mondo, suscitando le speranze che il Paese iniziasse il suo reale percorso di adesionei ai valori dell’UE.

A pesare sul dibattito è anche la componente militare, in un Paese militarizzato a seguito dell’invasione della Russia. Centinaia di soldati LGBTQ+ combattono in prima linea senza poter beneficiare dei diritti riservati alle coppie legalmente riconosciute: impossibile visitare il partner in ospedale, recuperarne il corpo in caso di morte, accedere ai risarcimenti di Stato. Su questo argomento, si legga l’intervista di Gay.it a Viktor Pylypenko, presidente dell’associazione dei militari e veterani LGBTIQ+ ucraini.

Sul piano dell’opinione pubblica, un sondaggio del 2024 del Kyiv International Institute of Sociology rilevava che oltre il 70% degli ucraini ritiene che le persone LGBTQ+ debbano godere degli stessi diritti di qualsiasi altro cittadino. I progressi legislativi, tuttavia, restano molto indietro rispetto all’orientamento della società, come ha documentato anche la Commissione Europea nel suo ultimo rapporto sull’Ucraina.
Sul discorso del presidente Zelensky si legga Kyiv Independent.
