Catanzaro, primo storico Pride l’8 agosto: “La Calabria esiste e resiste”

Per la prima volta Catanzaro avrà il suo Pride: corteo l’8 agosto sul lungomare di Lido. Il Comune: “Una svolta importante verso una città più aperta”.

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Catanzaro Pride, la prima storica manifestazione, l'8 agosto 2026
Catanzaro Pride, la prima storica manifestazione, l'8 agosto 2026
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Meno di un mese fa, la Calabria si avvicinava alla stagione dei Pride con una mappa quasi vuota. Il Cosenza Pride aveva annunciato un anno di pausa, Reggio Calabria non aveva ancora confermato una nuova edizione e Catanzaro, nonostante fosse il capoluogo di regione, non aveva mai ospitato una parata LGBTQIA+. A resistere era soprattutto il piccolo Pride nato dal basso a Castrovillari, intorno all’esperienza di EMI’S Bakery, locale diventato negli anni uno spazio sicuro e un presidio per la comunità del territorio.

Quel quadro, però, è cambiato. Per la prima volta nella sua storia, anche Catanzaro avrà il suo Pride. L’appuntamento è fissato per l’8 agosto 2026 sul lungomare del quartiere Lido, al termine di un percorso che il comitato organizzatore ha chiamato “Road to Pride” e che comprende incontri, iniziative culturali, momenti di confronto e appuntamenti pubblici dedicati ai diritti e all’inclusione.

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Dal vuoto di spazi al primo Pride nel capoluogo calabrese

La notizia segna una svolta per una città che fino a poche settimane fa rappresentava uno dei vuoti più evidenti della Calabria LGBTQIA+. A Gay.it, la drag performer catanzarese Odile LeNoir aveva definito “assurdo” che il capoluogo non avesse mai avuto un Pride, denunciando nello stesso tempo l’assenza di una sede, di una rete strutturata e di luoghi in cui le persone potessero incontrarsi e trovare ascolto anche al di fuori delle serate e dei momenti di intrattenimento.

Dopo la conferenza del 21 maggio e le successive interlocuzioni con l’amministrazione comunale, quello spiraglio si è trasformato in un progetto ufficiale. Il primo Catanzaro Pride nasce quindi in un territorio che continua a fare i conti con servizi insufficienti, reti associative ancora da consolidare e una visibilità spesso intermittente, ma anche con un insieme di persone e realtà che prova a non lasciare più sola la comunità.

“Il Catanzaro Pride è il Pride di una Calabria che esiste e resiste”, afferma Giovanni Carpanzano, portavoce di Road to Pride, presidente di Arci Equa e tra i promotori dell’iniziativa. Il corteo dell’8 agosto non sarà l’unico Pride calabrese del 2026, vista l’esperienza già avviata a Castrovillari, ma rappresenterà il debutto della manifestazione nel capoluogo e il tentativo di trasformare una presenza rimasta a lungo sommersa in un appuntamento pubblico, politico e continuativo.

Dal percorso Road to Pride al corteo dell’8 agosto a Catanzaro Lido

La prima edizione del Catanzaro Pride è stata presentata ufficialmente giovedì 11 giugno nella Sala dei Concerti del Comune. Durante la conferenza stampa, il comitato ha illustrato le tappe del percorso che accompagnerà la città fino alla parata dell’8 agosto. Il calendario rimane aperto e in evoluzione, con iniziative pensate non solo per avvicinare il pubblico al Pride, ma anche per costruire una discussione continuativa sul territorio.

“Il percorso è cominciato un anno fa, con un presidio che ha dato il via a questa esperienza”, ha spiegato Carpanzano a ilfattoquotidiano.it. La scelta di Catanzaro, secondo il portavoce, assume un valore particolare proprio perché si tratta del capoluogo regionale: “L’importanza di farlo a Catanzaro è molteplice: è il capoluogo di regione ed è un punto di riferimento per tutta la Calabria”.

L’idea di organizzare un Pride in città, ha aggiunto, era già stata valutata in passato, senza però trovare un contesto favorevole. “Ci siamo sempre chiesti se fosse arrivato il momento di organizzare un Pride qui, ma prima non c’erano le condizioni. Con l’attuale amministrazione siamo riusciti ad aprire un dialogo e a costruire un percorso condiviso”.

Tra gli appuntamenti annunciati rientrano l’Aperipride al Fabric, l’incontro del 17 giugno dedicato all’educazione sessuo-affettiva presso il Centro Polivalente di Catanzaro, organizzato con la collaborazione del Collettivo Aurora, e il drag cabaret previsto per il 4 luglio. Iniziative diverse, ma collegate dall’obiettivo di non ridurre il Pride alla sola giornata della parata.

“Abbiamo ragionato su cosa fare concretamente sul territorio e quest’anno siamo riusciti a costruire qualcosa di importante”, ha affermato Carpanzano. “È una soddisfazione vedere quante persone stanno entrando nell’onda del Pride”.

Le rivendicazioni del Catanzaro Pride

Catanzaro Pride

Tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di ribaltare la rappresentazione di una Calabria estranea alle battaglie per i diritti civili. Negli anni precedenti le manifestazioni Pride si erano svolte in modo discontinuo tra Cosenza e Reggio Calabria. La nascita dell’appuntamento catanzarese punta ora a dare continuità a una rete regionale che, secondo i promotori, è presente da tempo, anche se non sempre riesce a essere visibile.

“Non è vero che i diritti civili qui non sono arrivati. Esiste una rete di persone, associazioni e realtà che lavora ogni giorno. Il nostro obiettivo è fare cultura, far comprendere cosa significhi combattere per l’uguaglianza e costruire una società più inclusiva”, ha spiegato il presidente di Arci Equa.

Il manifesto politico collega le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere ad altre forme di esclusione, dal razzismo al classismo, fino all’abilismo. Tra le rivendicazioni compaiono la tutela delle famiglie omogenitoriali, il matrimonio egualitario, una legge nazionale contro l’omolesbobitransfobia e procedure più accessibili per i percorsi di affermazione di genere.

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La prospettiva scelta dal comitato allarga quindi il campo del Pride oltre la sola comunità LGBTQIA+. “Spesso si pensa che il Pride riguardi soltanto le persone LGBTQIA+, ma non è così”, ha sottolineato Carpanzano. “Il Pride parla a tutte le persone che subiscono discriminazioni, esclusioni e disuguaglianze. Finché esisteranno cittadini trattati diversamente nell’accesso ai diritti, continuerà a esserci bisogno del Pride”.

La manifestazione rivendica anche una collocazione politica esplicita. “Il nostro Pride è antifascista, antirazzista e antisionista”, ha spiegato il portavoce. Nel corso della presentazione ufficiale, il comitato ne ha inoltre sottolineato l’impronta transfemminista, anticapitalista, intersezionale e popolare.

Nel manifesto si afferma che non può esserci spazio per chi alimenta l’odio contro le persone migranti e razzializzate e vengono contestate le politiche fondate su muri, respingimenti e controllo securitario. Il Catanzaro Pride aderisce inoltre alla campagna internazionale No Pride in Genocide, prendendo posizione contro le violenze sulla popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e contro ogni forma di colonialismo, apartheid e genocidio.

“Esistiamo, siamo qui”: il Pride contro la paura di mostrarsi

La sfida forse più complessa, per chi ha costruito il primo Pride di Catanzaro, riguarda la visibilità. In Calabria, sostengono gli organizzatori, molte persone LGBTQIA+ continuano a non vivere apertamente la propria identità per paura delle conseguenze familiari, sociali o lavorative. Portare il corteo sul lungomare di Catanzaro Lido significa allora scegliere uno degli spazi più frequentati e riconoscibili della città per affermare pubblicamente una presenza.

“Abbiamo voluto il Pride perché tante persone continuano a nascondersi per paura”, ha raccontato Carpanzano. “Noi vogliamo dire che non bisogna avere paura. Esistiamo, siamo qui ed è importante mostrarlo”.

Il passaggio dalla rete associativa alla manifestazione pubblica non è stato automatico. “La difficoltà più grande è stata proprio far comprendere alla comunità LGBTQIA+ che era arrivato il momento di uscire allo scoperto e fare questo salto”, ha spiegato il portavoce.

Il percorso Road to Pride ha già permesso al comitato di entrare in contatto con persone provenienti da diverse province calabresi. “Molte persone provenienti dalle province ci hanno contattato per chiedere aiuto o semplicemente per raccontare la propria esperienza. Il percorso ci ha resi più visibili”, ha aggiunto Carpanzano.

Anche la scelta del luogo assume quindi un significato preciso: “Il fatto di svolgere il Pride sul lungomare, una delle zone più attraversate della città, ci permetterà di dire pubblicamente: ci siamo e possiamo aiutarci”.

Nel manifesto emerge inoltre il tema dell’emigrazione forzata di chi lascia la Calabria non soltanto per ragioni economiche, ma anche per poter vivere più liberamente. “Rivendichiamo il diritto di esistere, di essere visibili e di vivere pienamente qui”, si legge nel documento. Una richiesta che intreccia i diritti LGBTQIA+ con la necessità di creare opportunità, spazi di aggregazione e condizioni di vita capaci di trattenere le persone sul territorio.

Il sostegno del Comune e l’obiettivo di rendere il Pride annuale

A sostenere il Catanzaro Pride c’è anche l’amministrazione comunale. Carpanzano ha spiegato che il Comune sta partecipando sia alla costruzione organizzativa sia alle spese necessarie per la realizzazione dell’evento. “L’amministrazione ci crede fortemente e sta facendo di tutto per aiutarci”, ha dichiarato. “Partecipa alle spese organizzative e all’organizzazione in modo significativo”.

Durante la presentazione sono intervenuti anche il presidente di Arci Calabria Rosario Bressi, il presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco e Daniela Palaia, delegata del sindaco in rappresentanza del Comune.

“Il primo Pride di Catanzaro è un passaggio storico per la nostra città”, ha affermato Bressi, come riporta CalabriaPost. “Non è soltanto un evento, ma un segnale forte di libertà, inclusione e partecipazione: un’occasione per dire con chiarezza che i diritti delle persone LGBTQIA+ sono diritti di tutte e tutti”.

Bosco e Palaia hanno evidenziato il valore collettivo dell’iniziativa: “Essere qui per il primo Pride di Catanzaro significa riconoscere il valore di un percorso collettivo che parla di dignità, rispetto e comunità. Questo appuntamento rappresenta una svolta importante per la città, perché rende visibile un impegno condiviso verso una Catanzaro più aperta e accogliente”.

Accanto al contributo comunale proseguono la raccolta fondi dal basso e la ricerca di sponsor ritenuti coerenti con i valori politici della manifestazione. Il comitato ha annunciato anche l’intenzione di chiedere il patrocinio della Regione Calabria, mentre sono in corso interlocuzioni con l’Università e con altre realtà associative.

Tra le adesioni figurano Arcigay Cosenza, Arcigay Reggio Calabria e Agedo Reggio Calabria, un coinvolgimento che rafforza la dimensione regionale dell’appuntamento. L’obiettivo, infatti, non è limitarsi a una sola edizione.

“Catanzaro è matura per questo passo avanti verso una comunità più solidale e inclusiva”, ha concluso Carpanzano. “E soprattutto questa non sarà un’esperienza isolata: l’idea è non fermarci più e rendere il Pride un appuntamento annuale”.

Catanzaro Pride 2026: come restare aggiornatə

Con la data fissata per sabato 8 agosto, il Catanzaro Pride 2026 segna un passaggio storico per il capoluogo calabrese. Tra visibilità, rivendicazioni e costruzione di comunità, la manifestazione nasce con l’obiettivo di rendere più riconoscibile e continuativa la presenza LGBTQIA+ sul territorio. Per aggiornamenti sul programma, sul percorso del corteo e sulle iniziative che accompagneranno la parata, tutte le informazioni saranno disponibili sui canali ufficiali del Catanzaro Pride e di Road to Pride (IG).

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