Ucciso Semen Skrepetsky artista russo che faceva satira anti-Putin

L'avevamo conosciuto durante la Biennale del Dissenso lo scorso 9 maggio. Chi era Semen Skrepetsky, freddato da due killer.

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Semen Skrepetsky ucciso da due killer. Qui ritratto a Venezia alla Biennale del Dissenso lo scorso 9 Maggio.
Semen Skrepetsky ucciso da due killer. Qui ritratto a Venezia alla Biennale del Dissenso lo scorso 9 Maggio.
4 min. di lettura

Aveva marciato al nostro fianco a Venezia lo scorso 9 maggio per la Biennale del Dissenso, organizzata da Europa Radicale e Certi Diritti per protestare contro la volontà del direttore Buttafuoco di dare spazio al Padiglione Russia.

Il suo nome anagrafico era Robert Kuzovkov, 44 anni, originario della regione russa dell’Altai. Aveva scelto come nome d’arte Semen Skrepetsky, ed era diventato una delle voci più riconoscibili della satira politica antiputiniana in esilio. Viveva in Polonia dal 2021, dopo aver lasciato la Russia a causa della repressione politica. Le sue caricature prendevano di mira Putin, il leader bielorusso Lukashenko, il ceceno Kadyrov e lo stesso Navalny, con un approccio provocatorio e senza risparmiare nessuno.

Semen Skrepetsky
Semen Skrepetsky a Venezia per la Biennale del Dissenso lo scorso 9 maggio

Guadagnava circa 500 dollari al mese dalla monetizzazione dei contenuti su YouTube e sui social, e viveva principalmente della sua arte. Poche ore prima di essere ucciso, stava pianificando con il blogger Vladislav Bohan una nuova azione a Berlino o Varsavia, dopo la performance che aveva appena tenuto nei pressi dell’ambasciata russa in Germania il 12 giugno, Giornata della Russia. Non hanno fatto in tempo a finalizzare i piani.

L’omicidio a Biała Podlaska

Ucciso Semen Skrepetsky artista russo che faceva satira anti-Putin - Semen Skrepetsky Opere - Gay.it

Lunedì 15 giugno 2026, intorno alle 10 del mattino, Skrepetsky è stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco in via Regina Jadwiga a Biała Podlaska, città polacca nella regione di Lublino, a pochi chilometri dal confine con la Bielorussia. L’assalitore o gli assalitori lo hanno colpito a distanza ravvicinata e sono fuggiti. I paramedici intervenuti sul posto non hanno potuto fare nulla: l’artista è morto sul luogo dell’attacco.

La polizia polacca ha immediatamente avviato un’operazione su larga scala: blocchi stradali, controlli sui veicoli in uscita dalla città, pattugliamento delle scuole e degli asili dove si trovavano i figli della vittima. Il portavoce della polizia Andrzej Fijolek ha dichiarato che le circostanze fanno pensare a un omicidio mirato.

Uno o due killer? Il nodo degli arresti

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La ricostruzione degli esecutori è ancora in evoluzione. Secondo il canale televisivo polacco wPolsce24, i presunti killer erano probabilmente due. Secondo le prime ricostruzioni, un tassista bielorusso avrebbe portato i sicari sul luogo dell’attacco, per poi fuggire in preda al panico verso il consolato bielorusso quando questi gli hanno puntato la pistola addosso.

Nelle ore successive sono circolate notizie di un fermo nei pressi del consolato bielorusso, con il sospettato identificato ufficiose come cittadino bielorusso. Tuttavia, l’emittente RMF ha riferito che la polizia ha smentito la notizia dell’arresto, e Polsat News ha riportato, citando fonti anonime, che alcune persone fermate sarebbero state tutte rilasciate. Polizia e procura non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sui fermati, e hanno fatto appello a chiunque abbia assistito all’accaduto di farsi avanti.

Il contesto politico: minacce e lista Myrotvorets

Ucciso Semen Skrepetsky artista russo che faceva satira anti-Putin - Skrepetsky ucciso artista russo dissidente Russia Putin - Gay.it

Skrepetsky riceveva minacce con regolarità da anni. La sua satira, rivolta principalmente contro il regime di Mosca e Minsk, lo aveva reso un bersaglio. C’è però un elemento che complica la lettura politica della vicenda: l’artista aveva esteso le sue critiche anche alle autorità ucraine, e per questo era stato inserito nel database Myrotvorets, la lista non ufficiale ucraina degli “individui accusati di crimini contro l’Ucraina“. Alcune fonti hanno sollevato questo punto, ma al momento non esiste nessun elemento verificato che colleghi la sua presenza su quella lista all’omicidio.

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Le indagini sono agli inizi. Nessun elemento è stato reso pubblico che colleghi ufficialmente il delitto ad attori statali russi o bielorussi, anche se le modalità, un’esecuzione in pieno giorno in una città di confine, evocano un pattern già visto nei casi di dissidenti russi eliminati all’estero.

La Biennale del Dissenso e il legame con l’Italia

 

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Pochi giorni prima di essere ucciso, Skrepetsky era a Venezia. Aveva partecipato alla Biennale del Dissenso, l’iniziativa organizzata in parallelo alla Biennale d’Arte per dare voce agli artisti russi e bielorussi che si oppongono ai regimi dei rispettivi paesi. La sua presenza a Venezia, e poi la performance a Berlino il 12 giugno, restano oggi le ultime testimonianze pubbliche di un artista che non aveva smesso di agire fino all’ultimo

Certi Diritti ed Europa Radicale: “Un omicidio politico”

Anche in Italia la notizia ha suscitato reazioni immediate. L’Associazione Radicale Certi Diritti ed Europa Radicale hanno diffuso un comunicato in cui esprimono «sgomento e profonda preoccupazione» e chiedono che sia fatta luce su «quello che appare come un omicidio politico».

«Le modalità sono le stesse che hanno tolto la vita ad Anna Politkovskaja e Antonio Russo: il regime di Putin continua a eliminare i dissidenti politici», dichiarano Chiara Squarcione, presidente di Certi Diritti, e Igor Boni, presidente di Europa Radicale. «L’Europa non può voltarsi dall’altra parte quando vengono colpiti dissidenti, artisti e oppositori politici che hanno trovato rifugio sul suo territorio. Serve una denuncia europea, per far comprendere a Vladimir Putin che conosciamo i modi in cui agisce, e che continueremo a contrastarlo.»

Le due organizzazioni sottolineano che Skrepetsky era stato presente alla Biennale del Dissenso del 9 maggio a Venezia, dove aveva marciato insieme ai militanti radicali. «Come militante ma soprattutto come artista non posso che essere profondamente turbato da questa vicenda», aggiunge Nicola Bertoglio, tesoriere di Certi Diritti. «Semen era a marciare con noi, fianco a fianco, per denunciare il regime criminale della Russia di Putin, nel quale l’arte e gli artisti come lui, così come gli artisti LGBTQ+ le cui opere abbiamo portato sui nostri corpi durante la Biennale del Dissenso, non hanno cittadinanza. La sua morte rappresenta un colpo durissimo per tutti coloro che credono nella libertà di espressione e nel diritto ad opporsi alla dittatura.»

Certi Diritti ed Europa Radicale esprimono vicinanza alla famiglia e a tutta la comunità dei dissidenti russi democratici in esilio, e ricordano la partecipazione di Skrepetsky alla Biennale come «una testimonianza concreta del coraggio di chi continua a opporsi all’autoritarismo».

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