Ricomposta la frattura con Keshet Italia, associazione ebraica LGBTQIA+ che parteciperà al corteo senza il proprio carro, il Roma Pride ha oggi presentato l’edizione 2026, con 30 carri che sabato 20 giugno sfileranno da Piazza della Repubbica a Caracalla a partire dalle ore 15.
Ambassadors del Roma Pride 2026 Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin, che oltre a partecipare alla sfilata hanno scelto di associare il proprio nome e la propria immagine a tre progetti sociali promossi dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.
Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin sostengono tre progetti LGBTQIA+
Per Levante c’è la Casa di Ornella, casa di semi-autonomia per persone transgender, intersessuali e non binarie nata per offrire sostegno, accoglienza e un percorso di autonomia. “Ho avuto la possibilità di scegliere tra i tre progetti e ho scelto Casa Ornella perché mi considero una transfemminista, amo il pensiero e anche l’azione di poter vivere il contesto delle persone trans, ho accettato con grande orgoglio“, ha precisato Levante in conferenza stampa. La cantante siciliana ha sottolineato come la comunità LGBT+ sia ampia e numerosa, ,a con quella sensazione che “soffra di una sorta di geolocalizzazione, come se al di fuori di certi contesti importanti come Roma, Milano, sia veramente invisibile. Casa di Ornella è per me importante anche per un arricchimento personale, oltre al poter fare luce su contesti che necessitano di aiuto“.
Vicario si è legata ad un centro di prevenzione e contrasto alle infezioni sessualmente trasmissibili, in collaborazione con lo Spallanzani di Roma. Un progetto che offre accesso alla PrEP, test gratuiti, anonimi e rapidi per infezioni sessualmente trasmissibili. “Siamo nel 2026 ma c’è ancora il tabù sul sesso, che è sì una cosa privata ma anche naturale, con un grande pregiudizio, un grande stigma che si porta dietro la comunità LGBT+ da sempre“, ha sottolineato Margherita. “È importante fare centri di accoglienza e campagne di sensibilizzazione, di informazione su quello che è un fattore naturale, cioè il corpo che usiamo per amare, per conoscere, per piacere, per volere bene a chi ci vuole bene. Un corpo biologico si porta dietro dei problemi come per l’appunto le famose malattie sessualmente trasmissibili su cui c’è ancora oggi un grande tabù, un grande stigma. Per puro caso sono molto amica di un infettivologo dello Spallanzani, che conosco dal liceo. Recentemente mi ha detto che le persone notoriamente a rischio sono cambiate nel corso degli anni, adesso sono a maggioranza uomini etero e donne etero, che ancora credono che sia un problema relegato alla comunità LGBT, e le persone migranti, che vivono un disagio sociale per cui lo screening e la prevenzione non sono una priorità. Penso che ci sia un’ipocrisia di fondo che ha a che fare con il piacere, con l’amare, per cui sono felice che ci sia un nuovo centro che si possa occupare di tutto questo”.
Per Michielin, infine, spazio a Welcome 4 Rainbow, centro antidiscriminazione LGBTQIA+. “Sono felice di sostenere Welcome for Rainbow perché per me il tema dell’accoglienza è un qualcosa che mi accompagna da quando sono molto piccola. All’epoca collaboravo come volontaria per realtà di cooperazione allo sviluppo. È importante che dal 2022 ci sia questo spazio per tutte quelle persone che fanno coming out, per coloro che vengono allontanate dalle proprie famiglie, dal posto di lavoro, che vengono marginalizzate perché non accettate per la loro diversità. Sono felice di sostenerlo. Credo inoltre che dovremmo smetterla di utilizzare il termine “inclusione”, come se ci fosse qualcuno che decide chi possa essere accettato o meno, quando noi conviviamo nella diversità, conviviamo in un insieme di moltitudini di persone, ognuno con la propria storia, con la propria identità. È molto importante che le persone non si sentano sole, che possano sentirsi parte di qualcosa e non invisibili“.
Tra Vannacci e l’arte come strumento politico e sociale
Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin hanno poi replicato ai continui insulti di Roberto Vannacci, rimarcando l’importanza dell’esporsi in quanto artiste e al ruolo dell’arte su determinati temi, in scia alla polemica lanciata da Francesco De Gregori secondo cui un cantante dovrebbe parlare esclusivamente con la propria musica.
“Le cose che dice non hanno nessuna base di dati reali, quindi si basano sull’ignoranza delle persone, perché non c’è questa invasione di cui parla. Anzi, ringraziamo Dio che ci sono le persone che arrivano in Italia, perché il nostro paese sta invecchiamo tantissimo. Piero Angela diceva che l’Italia si sarebbe salvata grazie proprio all’immigrazione. Quello che dice sono tutte stronzate, non riesco a trovare un altro termine“, ha confessato Michielin. “Io penso che il ruolo dell’arte, della musica, sia quello di cantare, di suonare dei temi che siano importanti, che siano di coesione, che facciano riflettere, che rendano le persone meno sole. Ogni volta che tu prendi un microfono in mano hai una responsabilità, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Forse il generale non usa i propri poteri con responsabilità, perché occupa uno spazio che potrebbe occupare meglio. Noi abbiamo un privilegio, dobbiamo sfruttarlo al meglio per gli altri, per creare spazi“.
“Per quanto mi riguarda, pur credendo che siano idiozie e stronzate non credo che definire in questo modo tutto quello che pubblicamente sostiene il signor Vannacci sia la strada giusta per affrontare il problema. Li vedo più come dei pensieri molto violenti, che vanno a fare presa su una popolazione molto ignorante e allo stremo, stanca. Ma se continuaiamo ad affrontare questo terremoto che sta per arrivare sottovalutandolo facciamo un danno, perché sono pensieri violentissimi e pericolosi, reali”, ha aggiunto Vicario.
Levante è invece tornata sul concetto di geolocalizzazione della comunità, perché “io a Milano mi sento libera, poi in realtà scopriamo che c’è violenza ovunque. Ma è come se una certa quantità di educazione non fosse arrivata in provincia, ed è questo il problema. Questa persona riesce a manipolare con i suoi discorsi, ecco perché dobbiamo portare la comunità LGBT oltre quel perimetro che ci sembra abbastanza sicuro, dobbiamo andare oltre le grandi città, abbracciare la provincia, è per questo motivo che deve esistere il Pride. Quando ci dicono che sembra un carnevale, ma il Pride deve essere questo, deve rompere gli schemi, deve infastidire perché è chiaro che il giorno dopo siamo tutti in ufficio vestiti in un altro modo, ma tu devi accettare la mia libertà, la mia identità, il mio modo di voler amare“.

Sull’argomento Vannacci è intervenuto anche Mario Colamarino, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli nonché Portavoce del Roma Pride, che ha denunciato l’enorme pericolosità delle continue affermazioni discriminatorie dell’europarlamentare, “perché non è soltanto una dichiarazione ma una presa di parola. Abbiamo capito che è al 5/6%, quindi sarà determinante per gli accordi che la destra dovrà fare. Una persona che parla di remigrazione, che vuol dire deportazione. Noi non vogliamo che l’ICE arrivi in Italia. Dobbiamo fare una battaglia culturale per smontare le bufale che dice. In un paese normale, una persona che dice che gli omosessuali sono sbagliati, che ha scritto un libro dove parla di cose inaccettabili, non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione e invece gli si dà molto spazio. Vedrete che purtroppo salirà ancora nei sondaggi e sarà un gran problema, un problema culturale per questo paese. L’unico modo che abbiamo per combattere Vannacci e le sue idiozie è continuare ad essere noi stessi, non muoverci di un millimetro, fare squadra, parlare e allearci con la politica che ci ascolta“.
In attesa del Pride di domani, Levante, Margherita Vicario e Francesca Michielin prenderanno parte questa sera all’Atlantico al concerto Amiche per il Pride, insieme ad Alexia, Sarah Toscano, Malika Ayane e Ariete, tutte a titolo gratuito.
Roma Pride 2026, percorso e orari: guida alla parata del 20 giugno





