Madonna vs. Universal sul biopic mai realizzato: “Con una vita enorme avevo bisogno di un budget consistente”

Ma quella vita mai raccontata al Cinema diverrà ora serie Netflix. "È un processo molto, molto diverso. Devi incontrare un sacco di sceneggiatori e trovare lo showrunner giusto".

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Madonna e Julia Garner
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L’undicesima copertina. Madonna riscrive la storia di Interview Magazine con l’ennesima cover, nessuno mai come lei, per il lancio dell’attesissimo Confession II.

Intervistata da Mel Ottenberg e fotografata da Nadia Lee Cohen, la regina del pop ha spiegato come mai abbia voluto realizzare un disco proprio ora, tornando ad un cult del 2006, causa agognato biopic cinematografico cestinato dalla Universal dopo anni di lavoro.

Madonna e il biopic mai realizzato

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Madonna ha infatti smentito i rumor che parlavano di un possibile salvataggio in extremis della pellicola con Julia Garner, bocciata dallo studios per il budget troppo alto.

Avrei dovuto fare un film sulla mia vita. Ho lavorato alla sceneggiatura per due anni e ho passato due anni agli Universal Studios con i produttori esecutivi occupandomi del budget e del casting. Io e la Universal abbiamo avuto un litigio riguardo al budget perché avevo bisogno… ho avuto una vita straordinaria. Ho avuto una vita enorme, quindi avevo bisogno di un budget consistente. Capisci cosa intendo? Non poteva essere un film indipendente. Non riuscivano a capirlo“.

Madonna ha precisato di aver provato ogni strada, compreso l’andare a girare fuori dagli Stati Uniti d’America, per risparmiare denaro.

“Ho trovato un modo per realizzarlo con un budget inferiore in Serbia, ma non credo che l’idea li entusiasmasse… non so. Forse non credevano in me. Una delle loro prime reazioni fu: “Non crediamo che resterai in Serbia per più di quattro giorni”. E io risposi: “Avete letto la sceneggiatura?”. Tutta la mia vita è stata una lotta per la sopravvivenza. Non ci vado in vacanza. Comunque, ero in una situazione di stallo quando quel progetto è saltato, e poi Netflix mi ha contattata per realizzare una serie. È stato un altro lungo processo, perché non potevo usare la sceneggiatura che avevo con la Universal a meno che non la comprassi a un prezzo esorbitante, anche se l’avevo scritta io. Non chiedetemi perché”.

Dal film alla serie tv fino al nuovo disco

Madonna e Julia Garner a Venezia
Madonna e Julia Garner a Venezia

Il famigerato film sulla vita di Madonna, che diverrà sottotrama parodistica nella 2a stagione di The Studio con la popstar per la prima volta attrice dopo decenni, prenderà quindi vita in streaming, come annunciato nel 2025 da Netflix.

“È andata così. Ho iniziato a cercare di capire come avrebbe funzionato la realizzazione di una serie”, ha precisato Madonna. “È un processo molto, molto diverso. Devi incontrare un sacco di sceneggiatori e trovare lo showrunner giusto, e io non riuscivo a trovarne uno. La cosa è andata avanti per altri otto o nove mesi. Pensavo: “Meno male che ho un altro lavoro, perché ho bisogno di lavorare, ho bisogno di creare. Ho bisogno di fare ciò per cui sono nata”.

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Ed è così che la popstar, bisognosa d’arte, ha contattato Stuart Price, che aveva prodotto quasi interamente il primo Confessions, per tornare in studio di registrazione

. “L’ho contattato perché pensavo che il mondo stesse attraversando un periodo molto buio e che la gente avesse bisogno di ballare. Non lavoravo con Stuart da molto tempo. Avevamo appena fatto il Celebration Tour insieme, ma a parte quello, non lo vedevo né ci parlavo da circa 15 anni. Vivevo a New York e l’ho contattato, pensando: “E se provassimo a fare Confessions on a Dance Floor: Part II, e a rientrare nel mondo della musica dance ispiratrice?”. Così sono andata a Londra, nel suo studio, e abbiamo semplicemente improvvisato per vedere se c’era magia tra noi. Avevo un sacco di cose che mi succedevano nella vita personale. Mio fratello era molto, molto, molto malato, e la mia matrigna, con cui avevo avuto un rapporto molto traumatico per tutta la mia infanzia, era appena morta. Per me è difficile scrivere una canzone sul nulla. Devo raccontare una storia. Quindi ho scritto di molti traumi familiari, e poi abbiamo iniziato a fare musica dance. Sono tornata indietro un paio di volte e poi ho detto: “Ok, è giusto. Mi sembra una buona idea. Quindi, a meno che Netflix non mi chiami domani con un autore che mi piace, inizierò a percorrere questa strada”. Naturalmente, nel bel mezzo del processo, a più del 75% del lavoro, abbiamo trovato l’autore. E io ho pensato: “Non posso più tornare indietro. Devo accelerare un po’ i tempi”. E così ho fatto”.

Il 3 luglio avremo quindi il Confessions II, in attesa di un più che probabile world tour e di una serie Neflix che potrebbe vedere proprio Julia Garner, scelta persolmente da Madonna per interpretare il suo personaggio nel biopic cestinato, come protagonista. Nel dubbio è incredibile come Universal, che ha appena incassato un miliardo di dollari con Michael, film su Michael Jackson costato 150 milioni e in odore di sequel, sia riuscita a gettare alle ortiche un biopic sulla regina del pop dagli altrettanto straordinari incassi praticamente garantiti.

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