Sabato 27 giugno, nel backstage del palco di Milano Pride, il nostro Luca Diana ha fermato le artiste e gli artisti che si sono esibiti e ha fatto a ognuno la stessa domanda: cosa significa la sigla LGBTQIAPK+.
Le risposte, raccolte nel video che trovate alla fine del nostro articolo, raccontano bene una cosa: la sigla che indica la comunità arcobaleno continua ad allungarsi, e non tutti hanno le idee chiarissime su ogni singola lettera.
Capita, ed è anche il punto di partenza giusto per fare un piccolo ripasso.
La sigla nasce come acronimo di orientamenti sessuali e identità di genere. Nel tempo si è ampliata proprio per includere sempre più esperienze, senza lasciare indietro nessuno. Vediamo insieme cosa significa ogni lettera.

LGBTQIAPK+, il significato di ogni lettera: dalla L alla K
L come lesbica. Indica una donna che sente attrazione affettiva, romantica o sessuale verso altre donne.
G come gay. Descrive una persona, generalmente un uomo, che sente attrazione affettiva, romantica o sessuale verso persone dello stesso genere.
B come bisessuale. Riguarda chi sente attrazione affettiva, romantica o sessuale verso più di un genere.
T come transgender. Comprende le persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Sotto questa lettera rientrano percorsi ed esperienze molto diverse tra loro.
Q come queer. Un termine ombrello che indica chi non si riconosce nelle categorie tradizionali di genere o orientamento sessuale, o che preferisce non definirsi attraverso etichette fisse.
I come intersessuale. Riguarda le persone nate con caratteristiche sessuali biologiche, come cromosomi, gonadi o genitali, che non rientrano nelle definizioni tipiche di maschile o femminile.
A come asessuale. Indica chi sperimenta poca o nessuna attrazione sessuale verso altre persone. Sotto lo stesso ombrello si trova spesso anche l’aromanticismo, che riguarda invece la scarsa o assente attrazione romantica.
P come pansessuale. Descrive chi sente attrazione affettiva, romantica o sessuale indipendentemente dal genere della persona che ha davanti.
K come kink. L’ultima lettera aggiunta fa riferimento a chi vive in modo consapevole e non giudicante la propria sessualità anche attraverso pratiche non convenzionali, sempre nel rispetto e nel consenso reciproco.
Il simbolo +. Chiude la sigla e rappresenta tutte le altre identità, espressioni di genere e orientamenti sessuali che non trovano spazio in una singola lettera: dal non binario all’agender, dal demisessuale al grigiosessuale, fino alle identità che ancora non hanno un nome condiviso.
Perché la sigla continua a cambiare
Ogni nuova lettera nasce da un’esigenza precisa: dare un nome e una visibilità a chi prima non ne aveva. Per questo la sigla si allunga ed evolve insieme alla comunità che descrive.
Il video di Gay.it dal backstage di Milano Pride mostra proprio questo: anche tra chi vive il Pride da protagonista sul palco, restare aggiornati su ogni singola lettera richiede un po’ di attenzione.
Ed è normale, perché il linguaggio dell’inclusione è vivo e continua a muoversi.
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