In Germania un furgone bianco si è lanciato sulla folla al Christopher Street Day di Berlino, uno dei Pride più grandi d’Europa, poco prima delle 22 di sabato 25 luglio. Il veicolo ha investito diverse persone all’altezza dell’Ahornsteig, nel Tiergarten, vicino a Potsdamer Platz, prima di schiantarsi contro un albero. Una donna è morta sul posto per le ferite riportate. I feriti sono almeno 16, tre in pericolo di vita, otto gravi, cinque lievi.

Secondo la polizia il conducente sarebbe sceso dal mezzo per fuggire a piedi. Diversi testimoni raccontano di persone colpite anche con un’arma da taglio dopo l’investimento, in quella che gli inquirenti definiscono una possibile “seconda fase” dell’attacco, ancora da confermare. Non è chiaro se ad agire sia stata una sola persona o più di una.

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“Il nostro arcobaleno si è incrinato”: la Berlino LGBTI+ attonita, il lutto della comunità queer e le reazioni politiche

Gli organizzatori hanno interrotto il corteo con un messaggio su Instagram, “tornate a casa“, mentre sui maxischermi al Brandenburger Tor compariva la scritta “evacuazione“. Centinaia di migliaia di persone avevano sfilato nel pomeriggio sotto il motto di quest’anno, “Haltung ist hot” (letteralmente: “la schiena dritta fa più figo” ndr), con un concerto conclusivo a cui aveva partecipato anche la cantante Sarah Connor.

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Nella notte la polizia ha diffuso una foto e un identikit di un sospettato, Abdul B., 21 anni, già noto alle forze dell’ordine e legato secondo gli investigatori agli ambienti islamisti berlinesi. Le autorità avvertono che potrebbe essere armato e invitano chiunque lo riconosca a non avvicinarlo e a chiamare il numero d’emergenza. Un blitz delle teste speciali in un appartamento nel quartiere di Schöneberg, intorno all’1.10, non ha portato a nessun arresto: in casa non c’era nessuno.

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Abdul B. è nato a Berlino, chi è il sospettato in fuga dopo l’attacco al Pride

Sul veicolo restano informazioni contrastanti: secondo alcune fonti sarebbe stato noleggiato a nome del sospettato, secondo la polizia berlinese si tratterebbe invece di un mezzo privato. Alle ricerche partecipano oltre 2.200 agenti, elicotteri con termocamere e reparti speciali, con controlli estesi anche ai treni in partenza da Berlino e alle frontiere con Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Francia, Svizzera e Austria.

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Il cancelliere Friedrich Merz ha parlato di “un attacco alla nostra società“, mentre per il sindaco Kai Wegner si tratta di “un attacco alla nostra società libera e aperta al mondo“, pur senza sbilanciarsi ancora sulla natura terroristica dei fatti. La Procura generale federale è in contatto con gli inquirenti berlinesi ma non ha ancora avocato le indagini.

L’identità della vittima, che sarebbe una donna, non è stata ancora resa nota.Intanto le indagini, coordinate dalla Procura generale di Berlino, proseguono a ritmo serrato.

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