Domenica mattina a Berlino, davanti alla Porta di Brandeburgo, la scena era quella di una città che fatica a credere a quello che è successo poche ore prima. Un furgone bianco si è scagliato alle 10 di sabato sera sulla folla, schiantandosi su un albero del Tiergarten, il grande parco al centro di Berlino, provocando una vittima, una donna di cui ad ora non ci conoscono le generalità, e 16 feriti, tra cui 3 in pericolo di vita. Il sospettato, Abdul B., 21 anni, è ricercato e dichiarato come pericoloso e potenzialmente armato dalle forze dell’ordine.
La comunità LGBTQIA+ tedesca ha reagito con un misto di sgomento e determinazione a restare visibile. Andre Lehmann portavoce di LSVD, la principale associazione arcobaleno di Germania (intervistato proprio un anno fa da Gay.it) ha rilasciato un commento che restituisce tutto il senso di smarrimentoì:
“Oggi l’arcobaleno si è incrinato.
Questo è un giorno buio per la nostra comunità e per il nostro Paese. Il nostro pensiero va a tutti coloro che sono stati direttamente colpiti.”
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Proprio Lehmann, portavoce di LSVD, ha chiesto di evitare speculazioni finché non ci saranno informazioni certe. La delegata federale per le persone queer, Sophie Koch, ha risposto con una frase destinata a diventare uno slogan della giornata:
“Se i nemici della nostra libertà seminano odio e violenza, non raccoglieranno paura ma più coesione, più diversità, più visibilità”.
In un altro post l’account nazionale di LSVD si è unito all’account berlinese dell’associazione LGBTIAQ+ tedesca pubblicando questo testo.
Il nostro pensiero va ai feriti, alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno assistito agli eventi del Pride di Berlino.
Siamo profondamente scossi da quanto accaduto. Le circostanze non sono ancora chiare. In attesa di informazioni confermate, vi preghiamo di astenervi dal diffondere speculazioni.
Siamo uniti.
Tra le voci più seguite sui social, la rapper Ikkimel, che sabato sera si era esibita alla serata “Demokratieabend” del CSD, ha scritto: “L’amore non è mai l’errore, la paura e l’odio non sono mai una risposta“.
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Il coro queer FLINTA D-Dur Dykes ha organizzato per domenica alle 14 una veglia al Pariser Platz. Il motto scelto quest’anno per il CSD di Berlino, “Haltung ist hot” (avere la schiena dritta è figo, si potrebbe tradurre), che suona ora come un imperativo più che mai attuale per chi si è ritrovato a fuggire da un corteo di festa trasformato in tragedia.
Le reazioni istituzionali sono arrivate nel giro di poche ore da tutto lo spettro politico tedesco. Il cancelliere Friedrich Merz ha parlato su X di “un attacco alla nostra società“. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha definito l’accaduto “un attacco vile e abominevole“. Il sindaco Kai Wegner ha detto che “la nostra libertà è stata oggi orribilmente attaccata“, restando però cauto sulla natura terroristica dei fatti: “È troppo presto per dirlo“. Sulla stessa linea la presidente del Bundestag Julia Klöckner e la ministra della Famiglia Karin Prien.
Non tutte le reazioni sono state prive di ambiguità politica. L’FDP berlinese, partito di centro liberale attento ai diritti LGBTOAQ+, ha chiesto di non strumentalizzare la vicenda, ma ha collegato l’attacco a un presunto fallimento delle “politiche migratorie e di integrazione degli ultimi decenni”, anticipando come la matrice islamista del sospettato verrà probabilmente usata nel dibattito pubblico, a ridosso delle elezioni per l’Abgeordnetenhaus di Berlino (il parlamento del land di Berlino).
Dall’Italia sono arrivati i messaggi di solidarietà del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha scritto:
A nome del Governo ho espresso solidarietà al Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul per il grave attentato a Berlino. Sono vicino alle vittime e ai loro familiari. L’Europa unita si schiera contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha scritto che “l’odio e la violenza non hanno posto nella nostra Europa di libertà e rispetto“.

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