
L’industria dell’hard gay può essere amata o odiata, criticata o elogiata, ma di certo non manca di offrire sempre nuovi spunti di riflessione. Ad esempio può essere interessante segnalare che il gay porn performer Gavin Waters, che negli ultimi due anni si è dato molto da fare per bruciare le tappe di una promettente carriera nel settore, ha annunciato il suo imminente ritiro poichè sta per diventare papà e vuole cercarsi un lavoro più stabile e meno compromettente! Questa dichiarazione, rilasciata con un candore disarmante, dà la misura del profondo cambiamento dei costumi sessuali di questi ultimi anni, ma per capire un po’ meglio questa storia e quello che rappresenta, forse è meglio partire dall’inizio. Gavin è un ragazzo di Albany (New York) che aveva già un passato da fitness model (come molti ragazzi americani che oggi si lanciano nell’hard gay) e ha esordito appena ventenne sul sito seancody.com (facendosi chiamare Jason) con una scena "solo", dichiarando di andare con le ragazze e di non avere mai avuto esperienze gay che andassero al di là di un principio di sesso orale, ma che l’idea lo incuriosiva.

A seancody.com non si sono lasciati sfuggire l’occasione e gli hanno proposto di iniziare a sperimentare la cosa. In questo modo Gavin ha presto scoperto di apprezzare il sesso gay molto più di quanto pensasse, passando da seancody a diversi altri siti (da nextdoormale.com a fratpad.tv), per poi essere consacrato allo status di professionista lavorando in alcuni recenti video della HotHouse e della Falcon. Tuttavia è proprio di questi giorni l’annuncio del suo ritiro e della sua prossima paternità, visto che evidentemente alle ragazze non aveva mai rinunciato. Tecnicamente Gavin si potrebbe definire un "gay for pay", ma il suo caso – come molti altri emersi di recente – potrebbe dimostrare che questa definizione inizia ad essere un po’ limitante. Il termine "gay for pay" (gay a pagamento) indica gli etero che per denaro sono disposti a girare video hard gay, ed è un termine che poteva andare bene per definire molti dei performers più famosi del passato.

Giusto per fare un esempio anche il mitico Jeff Stryker, vera icona del porno gay degli anni ’80 e ’90, era un gay for pay a tutti gli effetti, tant’è che voleva essere esclusivamente attivo e ci vollero quasi quattro anni per convincerlo a baciare un uomo per la prima volta. I ragazzi come Gavin Rivers, invece, rappresentano qualcosa di molto diverso: oltre ad essere decisamente più disponibili a sperimentare da subito un po’ di tutto, affrontano le loro esperienze nel mondo dell’hard con un piglio giocoso e quasi liberatorio. Difficile credere che tutti questi ragazzi siano solo in grado di recitare bene la loro parte, e che lo facciano solo per una questione di soldi: molto più probabilmente si tratta davvero di ragazzi che hanno una percezione molto aperta della loro sessualità, anche se magari a livello di relazione preferiscono frequentare persone del sesso opposto e mettere su famiglia con loro. Il discorso è complesso e meriterebbe un’analisi ben più affrondita. Certo è che ci sono pochi dubbi sul fatto che negli ultimi anni gli atti sessuali fra maschi sono stati progressivamente sdoganati, anche grazie a internet, e quindi possono incuriosire e attirare un numero crescente di ragazzi delle ultime generazioni, che sicuramente non si sentono più vincolati ai pregiudizi e agli stereotipi negativi associati a certe pratiche sessuali.

Questo, perlomeno, in quelle nazioni in cui la comunità omosessuale ha raggiunto un certo livello di emancipazione e visibilità, come appunto gli USA, dove sta iniziando persino a diffondersi un nuovo termine per indicare il corrispettivo maschile di milf (acronimo di "Mother I’d Like to Fuck", cioè "mamma scopabile"), e cioè dilf (acronimo di "Dad I’d Like to Fuck", in italiano "papà scopabile"). Gavin Waters è destinato a diventare un dilf? Dopo aver rinunciato alla carriera hard sarà davvero disposto a rinunciare al sesso gay? Ha senso che quelli come lui non si definiscano gay, considerando che hanno molti più rapporti omosessuali di tanti gay che si definiscono tali, e per giunta non ne fanno mistero? Probabilmente siamo nel pieno di una nuova rivoluzione dei costumi sessuali ed è molto difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro, ma sicuramente le sorprese non mancheranno.
di Valeriano Elfodiluce
