MILANO – Dopo qualche anno di silenzio Ivanona Spagna torna alla ribalta con Diario di bordo, un nuovo album di canzoni inedite per l’etichetta Nar international. In questa calura estiva siamo andati a scovarla per farci raccontare un po’ di lei.
Ciao Ivana, sei stata un po’ lontana dalle scene, come mai?

Una pausa di riflessione. Da un po’ di tempo a questa parte, non faccio programmi a lunga scadenza, anche perché tutte le volte che l’ho fatto poi è sempre andata a buca. Faccio solo le cose che mi sento. Così per la musica, quando un disco è pronto si esce, se passa un po’ di tempo in più non c’è problema. Cerco di seguire più l’istinto che la programmazione, di vivere momento per momento. Altrimenti non mi sento bene con me stessa, vivo più alla giornata di tanti anni fa.
Vuoi raccontarci un po’ di questo nuovo album “Diario di bordo”?
È un lavoro a cui tengo molto in cui ho dato uno sguardo anche al sociale. Non ho cantato solo me stessa, le mie paure, i miei problemi, le preoccupazioni. Ho allargato lo sguardo e sono molto felice perché mi stanno dicendo un sacco di cose belle riguardo ai testi che ho scritto ed ai temi che ho trattato. “A chi dice no” è una canzone dove ho preso delle posizioni dicendo “no” a certe cose con coraggio. È dedicata ai veri eroi della vita che non sono i vip o quelli che appaiono in tv, ma le persone semplici, con dei valori, che vivono secondo l’amore ed il rispetto: dedicato anche a chi dice no ad un mondo che ci vuole soli o sopra un’isola per ritornar famosi. Secondo me ci stanno propinando delle cose fasulle, vogliono far credere alla gente che il nulla è quello che vale. Non è vero, la gente non è scema, ed io sono convinta che siamo in tanti ad essere stufi. Poi c’è “Greta”, una canzone dedicata a tutte le persone provate dalla vita. Greta è una ragazza dolcissima che ho conosciuto in sala di rianimazione, quando la mia mamma stava male e siamo rimaste in contatto. A causa di un incidente è costretta su una sedia a rotelle, attaccata ad un respiratore. Questi sono i veri eroi. Lei fa tantissimi sforzi per essere serena, ha tanto coraggio e va avanti, per chi la ama più che per se stessa. L’album è dedicato a lei ed a tutte le persone che ci danno un grande esempio, al di là di tutta la superficialità che ci sovrasta.
Negli anni ’80 hai cominciato con un’immagine molto diversa da adesso. Mi sono sempre domandato come facevi a portare quegli enormi vestiti e quelle parrucche…
No, no, non erano parrucche, erano i miei capelli!
Be’ allora usavi almeno tre bombolette di lacca ogni volta!
Certo, e me li tagliavo da sola, una roba incredibile.
Cos’è che ti ha spinto a cambiare?

Faccio prima a dirti che cos’è che mi spinse a fare quelle cose. Io ho sempre seguito quello che mi sentivo dentro. Allora avevo voglia di divertirmi, d’inventarmi delle cose. Pensa che allo specchio mi vedevo normale. Anzi, ero stupita quando pensavano di me che fossi una matta. Per me era normale affittarsi una giacca da domatore per presentarmi al primo Festivalbar, riempirsi di spille ed acconciarmi in quel modo. Adesso, rivedendo le foto, mi faccio tenerezza, ma dico: Vedi che bello è ogni periodo della nostra vita. Attraversiamo dei momenti che neanche noi sappiamo riconoscere e viviamo secondo la spensieratezza. Ma sono cose che vengono da sole, non sono ponderate. Il fatto che poi sia cambiata è perché ho scoperto che era meglio dormire due ore in più che farmi i capelli in quel modo. Però mi sono divertita tanto!
Un mio amico, quando gli ho detto che ti avrei incontrato, mi ha raccontato che da ragazzino stava ore allo specchio ad imitarti, con una tuta arancione, una bandana in fronte ed un microfono rosso comprato apposta…
Digli che aveva più fantasia di me!
Insomma, in quegli anni eri molto amata dai gay, con il tuo cambiamento è cambiato anche il tuo pubblico?
Fortunatamente no, forse la follia non si vede solo dall’esterno. Anche la normalità a volte è trasgressione. Dipende dai periodi della vita. A volte puoi essere trasgressiva quando tutti lo sono e tu sei “normale”. Credo che il pubblico gay avverta che io sono una persona molto sensibile. Credo di avere molto in comune con i gay, anch’io, ad esempio, mi sento indifesa riguardo ai sentimenti. Sono una che ha sofferto molto per questo perché mi ci butto a capofitto, in modo istintivo. Nel mio fans club ci sono tantissimi gay e tutti i miei più grandi amici lo sono. Spero di non aver perso nessuno se non mi concio più in quel modo perché io sono sempre la stessa. Adesso penso che per i gay ci siano meno problemi di una volta, che finalmente si stia tutto aggiustando com’è giusto che sia.
Hai mai affrontato la tematica gay in qualche tua canzone?
Sai che non l’ho mai affrontata?
Ti ho dato un’idea allora?
Bravo, l’hai capito dalla mia inflessione. E ti dirò che dal rapporto con il mio amico del cuore che è gay, a volte sono scaturite delle frasi bellissime che potrei adoperare per una canzone. Una volta addirittura mi ha detto: “Trovassi un uomo come te lo sposerei subito!”
Allora se farai questa canzone voglio il nome nei credits!
Ok! (ride) Mi piace tantissimo questa cosa.
In questo periodo non si fa che parlare di unioni civili e matrimoni gay. Chi è favorevole, chi è contrario. Tu cosa ne pensi?
Secondo me vogliono solo ghettizzare l’amore. Ma santo cielo, l’importante è che due persone, siano esse due uomini, due donne o un uomo e una donna, di qualsiasi razza o religione, si amino. L’amore è la cosa più bella che ci può capitare. Ce n’è talmente poco che quando due persone vogliono stare insieme, è giusto che siano tutelate. Io sono sempre stata per questo e non capisco veramente perché vogliono far sembrare strana questa cosa. Volersi bene è la cosa più bella del mondo. E non c’è bisogno neanche di ostentare, ma solo di essere se stessi fino in fondo, senza esasperare le cose. Va benissimo travestirsi, come facevo anch’io, ma non credo che questa sia l’arma giusta per ottenere qualcosa. Capisco che così si voglia scuotere l’immaginario della gente, ma non vorrei che si ottenesse l’effetto contrario. È bello essere se stessi, trasgressivi quando lo si è, cercando di portare avanti i propri sentimenti a dispetto di chi non lo vuole.
Ti ho sentito dire più volte che sei credente…
Sì, ma devo dire che a volte ho anche molti dubbi…
Negli ultimi tempi alcuni esponenti della chiesa hanno espresso fortemente il loro “no” alle unioni omosessuali. Tu, cattolica ed amica dei gay, come ti poni?
Se Gesù ha professato l’amore, l’amore non può avere forme diverse? Basta che sia amore, che sia rispetto. È questo che non capisco, questa cosa non mi è chiara. A volte leggo la Bibbia, ci sono dei passi che comprendo, altri no, perché non è facile. Ma sono dell’idea che quando due persone, due ragazzi o due ragazze, si vogliono veramente bene è giusto che provino a stare insieme, che abbiano la possibilità di vivere la loro relazione e che siano riconosciute, non basta la tolleranza. Alla fine è solo una questione ormonale. A me piacciono gli uomini, ma se a una donna piacciono le donne, ditemi voi, dobbiamo condannarla? Le cose che dobbiamo condannare sono altre, le guerre, gli eccidi, il maltrattamento dei bambini. Contro queste ci dovremmo scagliare tutti quanti insieme. Ma non sul fatto che due persone dello stesso sesso possano stare insieme.
Che programmi hai per l’estate?
Sono in tournèe in giro per l’Italia a promuovere questo “Diario di bordo” in cui credo tanto perché è il mio ultimo nato e spero possa piacere.
Per concludere, un tuo messaggio personale per gay.it?
Seguite il vostro cuore e buona estate a tutti!
Per le date del tour: www.ivanaspagna.it
di Francesco Belais
