COME TI RIVELO LE MIE FANTASIE…

Vi piacerebbe farvi sculacciare ma non sapete come chiederlo? Volete farvi leccare i piedi ma vi vergognate come un ladro? Ci sono mille modi per svelare i desideri. Provateli tutti.

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«A me piace che mi si infili un dildo nel culo – confessa con un sospiro David – ma non so mai come farlo capire al ragazzo con cui faccio sesso, perciò spesso finisco a giocare da solo».

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E David non è l’unico ad avere questo problema. Molti sprecano momenti preziosi durante il sesso a desiderare di dire al partner ciò che vorrebbero che facesse. Ma di qualunque cosa si tratti, apparentemente non gli è mai passata per la testa. Come si fa a far sapere i propri desideri senza spaventare, intimidire o far scappare il partner?
È romantico pensare che, travolto dagli impeti della passione, il vostro uomo leggerà telepaticamente ogni vostro desiderio e risponderà immediatamente. Ma nel mondo reale gli incontri sessuali possono essere delle disavventure imbarazzanti in cui tutti quelli che sono coinvolti se ne tornano a casa insoddisfatti. Ma David, l’amante del dildo, qualche possibilità ce l’ha, e come lui tutti noi.

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Se, per esempio, i giocattoli erotici sono la vostra passione, lasciarli a portata di mano sul comodino suggerirà in maniera non troppo sottile che vi piacerebbe che venissero usati. E se il vostro ospite si mostra incuriosito, rispondete con un semplice: «è un dildo, me lo puoi ficcare nel culo». E, dopo un sorriso furbetto: «oppure posso ficcartelo nel tuo».
A dire il vero, anche nelle situazioni che non presentano aiuti visibili, un suggerimento verbale o due possono dimostrarsi utili. E se ci sono alcuni che godono a essere comandati a bacchetta, la maggioranza preferisce un approccio più delicato.

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Perciò invece di avanzare richieste precise, formulare le cose in forma di domanda può rendere la cosa meno aggressiva. «Sai, ho sentito che ad alcuni piace mettersi a quattro zampe e bere dalla ciotola del cane. Che te ne sembra?» è una frase che può aiutare a rompere il ghiaccio, che siate in camera da letto o a sorseggiare un caffè. Oppure provate le Affermazioni Generiche, come: «Mi piace quando dei maschi come te mi succhiano i capezzoli». E c’è anche la tattica sempre utile dell’Ordine Mascherato da Permesso: «Mi puoi sculacciare molto più forte se vuoi». Magari accompagnato da uno sguardo pieno di desiderio.

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Se non vi piace usare il mezzo verbale, o semplicemente non siete inclini a buttarvi in una discussione, la comunicazione non verbale può funzionare allo stesso modo. Volete che ve lo succhino? Spingere la testa del partner in maniera gentile ma ferma verso il pacco è un indicatore decisamente efficace. Un lieve colpetto sul didietro significa: «Ti piacerebbe essere sculacciato, ragazzaccio?». E se lui spinge il culo e fa le fusa, vuol dire: «Sicuro, maschione». Vedete come è facile?

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Naturalmente, nessuno detiene un diritto alla soddisfazione sessuale, ma tutti abbiamo il diritto di chiedere ciò che pensiamo ci possa rendere felici. Ma anche se è così, l’insicurezza, la vergogna o la paura di essere presi a cazzotti possono essere dei posti di blocco sull’autostrada del piacere. Un maschio attivo cui piace il bondage spiega come le cose possono farsi molto complicate: «Nella mia esperienza i passivi a volte sono talmente presi dalla loro esperienza che una volta che sono venuti, il gioco è finito. Magari io non ho ancora eiaculato, ma mi sento così grato per la fiducia che mi hanno accordato che mi scopro riluttante a esigere ciò che dovrebbe essere la mia ricompensa come dominante: un orgasmo».

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Nel mondo ideale del video porno, la negoziazione più complessa si riduce a un “Succhiamelo!”. Ma nel mondo reale del sesso, è in gioco molta più roba: l’immagine che uno ha di sé, la sicurezza, persino l’amore. Se riusciamo a fornire all’altro più o meno ciò che desidera e viceversa, il sesso è il gioco più bello che ci sia. E anche se non tutte le azioni di attacco terminano con un goal, le possibilità di entrare almeno in area di rigore sono molto più alte se si segnala, chiaramente ma educatamente, dove l’altro giocatore deve posizionare la sua palla.
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di Simon Shephard – Gay.com UK

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