À la faveur du Roi, Théodore Pellerin, Felix Kysyl e Filippo Scotti in un film queer alla corte di Re Enrico III

Descritto come "La Favorita" di Yorgos Lanthimos che incontra "Firebrand" di Karim Aïnouz, il film porterà in scena un teso menage-a-trois tra il Re di Francia, il suo principale consigliere e un giovane modista.

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Tre astri nascenti del cinema europeo per un dramma queer in costume. Théodore Pellerin, 28enne visto in “Nino”, “Beau Is Afraid” e nella serie “Becoming Karl Lagerfeld“, Félix Kysyl di “L’uomo nel bosco” e il nostro Filippo Scotti lanciato da Paolo Sorrentino con È stata la mano di Dio e nel 2025 co-protagonista del folgorante Le Città di Pianura, saranno i protagonisti di “À la Faveur du Roi“, film le cui riprese inizieranno in autunno. Ne dà notizia Variety.

À la Faveur du Roi di Rémi Giordano, la trama

Un thriller storico ambientato alla corte di Re Enrico III (Pellerin), re francese del XVI secolo e figlio di Caterina de’ Medici, che affrontò le guerre di religione con il supporto dei suoi cortigiani, tutti uomini, i cosiddetti “mignon”, a lungo considerati suoi amanti.

Diretto dall’esordiente Rémi Giordano e scritto dallo stesso Giordano insieme a Jeanne Herry (“All Your Faces”, “In Safe Hands”), il film è incentrato su un teso triangolo amoroso tra il re, il suo principale consigliere Odon (Kysyl) e un giovane modista, Jean-Baptiste (Scotti), che Odon conduce a corte per sostituire il precedente favorito del re. Così facendo, Odon commette un atto proibito: si innamora del nuovo arrivato, costringendolo a destreggiarsi sul sottile confine tra desiderio e lealtà.

Yukun, con sede a Parigi, produrrà il film insieme a La Boîte à Fanny di Montreal e Tarantula Belgique di Liegi. Le Pacte si occuperà della distribuzione in Francia e delle vendite internazionali, mentre VVS Films supervisionerà l’uscita nelle sale canadesi.

Chi era Re Enrico III?

Quarto figlio di Enrico II e di Caterina de’ Medici, Enrico III fu l’ultimo re della dinastia Valois-Angoulême.  Re di Francia dal 1574 al 1589, Enrico III viene oggi descritto come un “uomo stravagante, amante del divertimento e del piacere”, sempre alla ricerca dell’eleganza e con una curia maniacale del proprio aspetto. Amante della moda, e in particolar modo di orecchini e profumi, detestava la violenza e cercava di evitare le battaglie. Cosa a dir poco inusuale per l’epoca. Al cinema è già stato interpretato da Vincent Cassel in Elizabeth di Shekhar Kapur, nel 1998.

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La Favorita che incontra Firebrand

Al centro della storia c’è la politica e le relazioni“, afferma Nelson Ghrenassia di Yukunkun, paragonando il progetto a “La Favorita” di Yorgos Lanthimos e a “Firebrand” di Karim Aïnouz. “L’attenzione si concentra sull’intimità, sui personaggi e sul destino. Il film è profondamente radicato nella realtà storica, ma mette in luce il funzionamento della corte: un re che bilancia protestanti e cattolici, che governa al fianco della madre e gestisce un regno in costante tensione. Enrico III era allo stesso tempo intelligente e stravagante: un sovrano che non voleva davvero essere re“, continua Ghrenassia. “Ha creato gran parte dell’etichetta di corte, poi formalizzata sotto Luigi XIV, e ha introdotto piccoli cambiamenti, come mangiare con la forchetta. Eppure sappiamo sorprendentemente poco di lui. Governava attraverso gli uomini che lo circondavano: sposato e devoto alla moglie, senza figli, faceva affidamento sui suoi cortigiani per esercitare il potere. Questa non è una reinterpretazione queer della storia, poiché queste dinamiche sono sempre state presenti. Il film le porta semplicemente alla luce“.

Tre giovani stelle protagoniste

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Théodore Pellerin

Il lanciatissimo Théodore Pellerin, originario di Montreal, sta attualmente girando “Cry to Heaven” di Tom Ford insieme a Nicholas Hoult, Aaron Taylor-Johnson, Hunter Schafer, Colin Firth e Adele. Successivamente si unirà a Stacy Martin e Kysyl per “I Just Want a Great Love” di Philippe Lesage, prodotto da Saïd Ben Saïd. Tutto questo dopo aver folgorato Cannes 2025 con Nino di Pauline Loquès.

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Filippo Scotti

Oggi 26enne, Filippo Scotti ha vinto il Premio Marcello Mastroianni come migliore attore emergente al Festival di Venezia con È stata la mano di Dio, nel 2022, per poi strappare una candidatura ai David di Donatello come miglior attore protagonista. L’anno scorso è stato nominato ai Nastri d’Argento come migliore attore protagonista per L’orto americano di Pupi Avati, in attesa che l’attuale stagione dei premi nazionali possa prendere piede con l’annunciato e meritato exploit di Le città di pianura.

Félix Kysyl è invece recentemente esploso grazie al film LGBTQIA+ L’uomo nel bosco di Alain Guiraudie, già regista di Lo sconosciuto del lago.

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Félix Kysyl

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