Video

Addio a Steve Bronski dei Bronski Beat, iconica band anni ’80 che ha cantato la comunità gay

Con "Smalltown Boy" cantarono contro l'omofobia entrando di diritto nella storia degli anni '80. Oggi piangono il suo co-fondatore, Steve Bronski.

2 min. di lettura

Si è spento all’età di 61 anni Steve Bronski, cofondatore del trio synthpop anni ’80 Bronski Beat. Il tastierista, il cui vero nome era Steve Forrest, ha dato vita al gruppo nel 1983 insieme a Jimmy Somerville e al compianto Larry Steinbachek, scomparso nel 2017. La causa della morte di Steve non è stata comunicata.

La scomparsa di Bronski è stata ufficializzata su Twitter da Somerville, che ha voluto ringraziarlo perché gli ha “cambiato la vita”.

È triste sentire che Steve Bronski è morto“, ha scritto Jimmy sui social. “Era un uomo di talento e molto melodico. Lavorare con lui sulle canzoni e sull’unica canzone che ha cambiato le nostre vite e ha toccato così tante altre vite, è stato un momento divertente ed emozionante. Grazie per la melodia Steve. Jimmy x.”

Josephine Samuel, amica di Bronski, ha detto alla BBC News che era un “uomo gentile e di talento”. I Bronski Beat hanno piazzato 4 singoli nella top 10 britannica, tra cui “Smalltown Boy” e “Why?”, brani iconici per una comunità LGBT all’epoca falcidiata dall’AIDS. In un indimenticato 1984 entrarono anche nella Top10 inglese degli album più venduti con The Age of Consent. Un’età del consenso che all’epoca nel Regno Unito era più elevata per per i rapporti omosessuali di quanto non fosse per quelli eterosessuali.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

I Bronski Beat erano gay dichiarati in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora vista con terrore, all’interno delle case discografiche. Cantavano apertamente per una comunità vista con paura, causa AIDS,  raccontando storie di accettazione e discriminazione. Nell’iconica “Smalltown Boy” intonavano la vita di un ragazzo che abbandona la propria famiglia e la propria cittadina di provincia perché omosessuale, con tanto di pestaggio omofobo per le strade di Londra. Con “Why?” affrontano di petto il pregiudizio nei confronti degli omosessuali, con i protagonisti condannati in un Tribunale Celeste da un Dio, una Giustizia e una Corte per la loro condotta “immorale“.

Nel 1986 uscì il loro secondo album, Truthdare Doubledare,  seguito nel 1995 dal terzo e ultimo, Rainbow Nation.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.