Il Ragusa Pride 2026 tornerà sabato 11 luglio a Marina di Ragusa con la sua quinta edizione. Una nuova tappa di visibilità, orgoglio e rivendicazione per la comunità LGBTQIA+ del territorio ibleo, in una Sicilia meridionale che il comitato organizzativo definisce “terra di frontiera” e “margine a sud”. Il claim scelto per quest’anno è “Resisto anche Queer!”, tre parole che condensano il senso politico della manifestazione: esserci, resistere e trasformare i margini in spazio collettivo.
L’appuntamento arriva a cinque anni dalla nascita del Ragusa Pride, che nel 2022 portò per la prima volta nelle strade del territorio un corteo LGBTQIA+ costruito dal basso, tra attivismo, gioia pubblica e bisogno di riconoscimento. “Cinque anni fa siamo stat3 pront3 a fare la storia. Con coraggio, rabbia, follia e amore abbiamo portato allo scoperto il nostro orgoglio collettivo e riempito le strade della nostra gioia condivisa. Così è nato il Ragusa Pride. Correva l’anno 2022”, scrivono gli organizzatori nel racconto che accompagna il lancio dell’edizione 2026.
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Ragusa Pride 2026, data e luogo della parata
La parata del Ragusa Pride 2026 si svolgerà dunque sabato 11 luglio a Marina di Ragusa, località costiera del comune ragusano e punto di riferimento dell’estate iblea. Una scelta che conferma la volontà del Pride di attraversare non solo i centri urbani, ma anche i luoghi simbolici della socialità e della vita pubblica del territorio.
Il corteo rappresenterà il momento conclusivo di un percorso più ampio, con iniziative previste tra giugno e luglio. A promuoverlo è il comitato organizzativo del Ragusa Pride, che si definisce “un gruppo di volontar*, attivist* e cittadin* che credono in una Sicilia aperta, inclusiva e libera dal pregiudizio”. Una rete nata dalla partecipazione civica e dall’attivismo locale, con l’obiettivo di dare spazio a una comunità che rivendica diritti, visibilità e luoghi sicuri.
“Stiamo raccogliendo fondi per finanziare le iniziative che terremo tra giugno e luglio, culminando con la parata, che si svolgerà a Marina di Ragusa sabato 11 luglio 2026”, spiegano dal comitato.
“Resisto anche Queer!”, il significato del claim
Il cuore politico dell’edizione 2026 è racchiuso nel claim “Resisto anche Queer!”, presentato dagli organizzatori come “tre parole, una dichiarazione di r/esistenza”. La scelta del termine “r/esistenza”, con quella frattura grafica che tiene insieme resistenza ed esistenza, restituisce il senso di una presenza che non si limita a chiedere spazio, ma afferma il proprio diritto a esserci.
“Tre parole, una dichiarazione di r/esistenza, esattamente qui, in questa terra di frontiera, in questo margine a sud, dove siamo nat3, siamo restat3, siamo tornat3. Anche se. Nonostante. Insieme. Queer”, si legge nel testo diffuso dal Ragusa Pride.
Il claim richiama direttamente la condizione di chi vive, resta o torna in territori spesso percepiti come periferici rispetto ai grandi centri della visibilità LGBTQIA+. In questo senso, il Pride ragusano si colloca dentro una geografia politica precisa: quella dei margini, delle province, dei sud, dei luoghi in cui la visibilità non è mai scontata e dove dichiararsi, esporsi e costruire comunità può assumere un valore ancora più radicale.
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Un Pride come atto politico e spazio sicuro
Per il comitato organizzativo, il Ragusa Pride non è soltanto una manifestazione festosa, ma un presidio politico. “Il Pride non è solo una festa: è un grido di visibilità, un atto politico e una richiesta di diritti in un territorio che ha ancora bisogno di spazi sicuri per la comunità LGBTQIA+”, scrivono gli organizzatori.
La dimensione della festa non viene negata, ma inserita dentro una cornice più ampia: quella della rivendicazione dei diritti, della lotta contro le discriminazioni e della costruzione di comunità. Portare l’arcobaleno nelle strade di Marina di Ragusa significa, nelle parole del comitato, “dire a tutte che non sono sole, che la loro identità è un valore e che la nostra terra può essere un luogo di accoglienza per tutte”.
È un messaggio che parla direttamente alle persone LGBTQIA+ che vivono nei territori meno centrali, dove l’isolamento sociale, la mancanza di luoghi di aggregazione e il peso del pregiudizio possono rendere più difficile ogni percorso di autodeterminazione. In questa prospettiva, il Pride diventa un’occasione di riconoscimento pubblico, ma anche una forma concreta di cura collettiva.
Resistere all’odio, ai passi indietro e al silenzio
Nel testo di lancio della raccolta fondi, gli organizzatori collegano il claim del 2026 al clima politico e sociale attraversato dalle persone LGBTQIA+. “Nel 2026 continuiamo a esserci. Per chi lotta ogni giorno contro discriminazioni, violenza e odio”, scrivono.
Il verbo scelto, “resistere”, viene declinato come risposta all’arretramento dei diritti, alla violenza e al tentativo di spingere le soggettività queer fuori dallo spazio pubblico. “Essere queer oggi significa anche resistere. Resistere all’odio, ai passi indietro, al silenzio. Resistere anche se c’è chi vorrebbe relegarci ai margini dei territori e della società”.
Il riferimento ai margini torna così come asse centrale dell’edizione: non solo margini geografici, ma anche sociali, culturali e politici. Il Ragusa Pride 2026 rivendica il diritto di stare al centro della scena pubblica proprio a partire da quei luoghi che spesso vengono raccontati come periferici. Una scelta che rende la parata dell’11 luglio non soltanto un evento locale, ma un tassello dentro una battaglia più ampia per la visibilità LGBTQIA+ nei territori del Sud e nelle province italiane.
La precedente edizione

La quinta edizione del Ragusa Pride arriva dopo l’appuntamento del 28 giugno 2025, annunciato dagli organizzatori come una nuova chiamata alla mobilitazione in un momento politico definito particolarmente difficile per la comunità LGBTQIA+. Già allora il coordinamento aveva rivendicato la necessità di tornare nello spazio pubblico con parole nette: “A fronte di un governo che ci sta trattando a pesci in faccia, con orgoglio, scendiamo in piazza. Perché nostro dovere è entrare nel buio e illuminarlo e perché dobbiamo restare unitə nel rivendicare i nostri diritti”.
Il Ragusa Pride 2025 si inseriva nel solco delle precedenti edizioni, confermando il valore politico di una manifestazione nata nel Sud più profondo e rivendicata dagli organizzatori come “il pride più a Sud d’Italia”. Nel 2024, la terza edizione aveva già messo al centro rivendicazioni concrete, tra cui l’adozione della Carriera Alias nelle scuole e nella pubblica amministrazione, l’istituzione di registri comunali per il riconoscimento del nome e del genere di elezione, l’accessibilità del percorso per le persone con disabilità e la presenza di traduzioni in LIS. Temi che tornano anche nell’edizione 2026, dove il claim “Resisto anche Queer!” sembra raccogliere e rilanciare quel percorso.
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La raccolta fondi per il Ragusa Pride 2026
Anche quest’anno il Ragusa Pride promuove un crowdfunding per sostenere le spese necessarie alla realizzazione della manifestazione e delle iniziative collegate. La raccolta fondi servirà a coprire costi logistici, accessibilità, sicurezza e comunicazione.
“La quinta edizione del Ragusa Pride è alle porte! Anche quest’anno promuoviamo un crowdfunding per coprire le spese, in particolare per costi logistici, accessibilità, sicurezza e comunicazione”, spiegano gli organizzatori.
Nel dettaglio, i fondi saranno destinati al noleggio di carri, impianti audio e palchi, alla stampa di manifesti e volantini, alla promozione sui social, ai permessi comunali e ai servizi di assistenza. Una parte importante della raccolta sarà inoltre dedicata all’accessibilità, con l’obiettivo di rendere l’evento fruibile anche alle persone con disabilità.
Tra gli esempi indicati dal comitato ci sono “interpreti LIS” e un “palco accessibile con sedia a ruote”. Una scelta che inserisce il tema dell’accessibilità non come dettaglio tecnico, ma come parte integrante della visione politica del Pride: una manifestazione può dirsi davvero collettiva solo se mette al centro anche le condizioni concrete di partecipazione.
“Ogni euro donato sarà investito direttamente nella realizzazione dell’evento”, sottolineano dal comitato.
“Ogni resistenza può diventare collettiva”
La campagna di sostegno al Ragusa Pride 2026 insiste sul valore politico di ogni contributo, anche piccolo. Non si tratta soltanto di finanziare un evento, ma di sostenere una presenza pubblica e condivisa in un territorio che, secondo gli organizzatori, ha ancora bisogno di spazi sicuri e visibili per la comunità LGBTQIA+.
“Ogni contributo è un gesto concreto. Ogni voce conta. Ogni resistenza può diventare collettiva”, si legge nell’appello alla donazione.
Il Pride, in questa prospettiva, diventa un processo comunitario prima ancora che una giornata di corteo. Si costruisce con il lavoro volontario, con l’attivismo, con la partecipazione e con il sostegno di chi riconosce nella parata dell’11 luglio un presidio di libertà e autodeterminazione.
“Speriamo e contiamo tanto nel vostro aiuto!!!!”, scrivono ancora gli organizzatori, con un appello diretto alla comunità e a chiunque voglia contribuire alla riuscita della quinta edizione.
Perché partecipare
Dal 2022 al 2026, il Ragusa Pride ha attraversato cinque anni di attivismo, visibilità e costruzione collettiva. La nuova edizione dell’11 luglio si presenta come un ritorno alle origini e, allo stesso tempo, come un passo ulteriore: non solo celebrare l’orgoglio LGBTQIA+, ma ribadire la necessità di resistere nei territori in cui la visibilità continua a essere una conquista quotidiana.
“Nel 2026 continuiamo a esserci”, scrivono gli organizzatori. Una frase che sintetizza il senso politico della quinta edizione: esserci anche quando è difficile, trasformando il margine in spazio politico, la festa in rivendicazione e la presenza queer in una dichiarazione collettiva.
Ragusa Pride 2026: come restare aggiornatə
Il Ragusa Pride si conferma, anche nel 2026, come uno spazio politico e collettivo capace di portare visibilità LGBTQIA+ nel territorio ibleo. L’appuntamento è per sabato 11 luglio 2026 a Marina di Ragusa. Per aggiornamenti su percorso, iniziative e raccolta fondi, si possono seguire i canali ufficiali del Ragusa Pride, dove il comitato organizzatore pubblicherà tutte le comunicazioni e le novità (IG).
