Come fare a replicare la meraviglia di Wandavision, nel 2021 esplosa su Disney+ tra critiche entusiastiche e fan Marvel sbalorditi da cotanta inventiva di scrittura? Citofonare Agatha All Along.
3 anni dopo Wanda Maximoff e Visione la showrunner Jac Schaeffer ha optato per la scelta più intrigante di tutte, concentrandosi sul personaggio di Agatha Harkness, strega interpretata da una meravigliosa Kathryn Hahn qui semplicemente trasformata in protagonista assoluta, con tutte le mille sfaccettature di una donna subdola, cattiva ma dal cuore ancora pulsante, per un sequel/spin-off da oggi in streaming con le prime due puntate.

In Agatha All Along, la famigerata Agatha Harkness si ritrova sconfitta e senza potere dopo che un misterioso goth Teen la aiuta a liberarsi da un incantesimo distorto che le aveva inflitto Scarlet Witch. Il suo interesse si accende quando l’adolescente la prega di accompagnarlo sulla leggendaria Strada delle Streghe, una serie di prove magiche che, se superate, ricompensano una strega con ciò che le manca. Insieme, Agatha e questo misterioso adolescente metteranno insieme una congrega spietata incamminandosi lungo la Strada, che regalerà loro non poche sfide da dover superare…

Prendete I Goonies, American Horror Story: Coven, Hocus Pocus e il Mago di Oz, frullate tutto insieme con una spruzzata Disney Marvel ed ecco arrivare Agatha All Along, progetto che trasuda sorprendentemente e orgogliosamente queerness. Perché Joe Locke interpreta un misterioso adolescente dichiaratamente gay, mentre lei, l’Agatha del titolo, parrebbe aver vissuto una storia passata con l’odiata/amata Rio Vidal, interpretata da Aubrey Plaza. Una congrega di streghe queer, quella ideata da Jac Schaeffer, tra strampalati incantesimi, case infernali da cui fuggire dopo aver risolto complicati indovinelli, antipatie e rivalità mai nascoste.


Perché Agatha Harkness è sempre una strega che ruba i poteri alle altre streghe, chiacchierata e detestata per secoli, con il suo “curriculum” a precederla, ma qui è obbligata a fare squadra con fattucchiere che la guardano con inevitabile timore. C’è la Signora Hart, strega verde a sua insaputa che interpreta la dolce vecchietta della cittadina di Westview nella fittizia sitcom WandaVision. C’è Lilia Calderu, ovvero la mitica Patti LuPone, cartomante che tira a campare perché stanca delle persecuzioni passate. C’è Jennifer Kale, regina delle pozioni che si è riciclata imprenditrice nell’industria dei cosmetici; ed infine Alice Wu-Gulliver, figlia di una potentissima strega conosciuta in tutto il mondo per aver scritto e inciso una canzone che ha reso leggendaria la famigerata Strada delle Streghe. Che esiste, è realtà, e quantomai pericolosa.


Seguendo le orme di Wandavision, anche Agatha All Along cavalca la brillante idea di unire più generi televisivi, rovesciandoli dall’interno, partendo da un poliziesco. Perché Agatha, letteralmente imprigionata nell’inesistente città di Westview che dal tubo catodico aveva preso forma, è una detective chiamata a risolvere un caso di omicidio. Poi sempre più rapidamente tutto cambia, perché crollano costumi e scenografie, l’incantesimo di Scarlett Witch va in frantumi e Agatha Harkness torna ad essere consapevolmente Agatha Harkness, la strega, pur senza poteri. E qui parte il suo viaggio dell’antieroe, al fianco di un Joe Locke che sogna di entrare a far parte di una congrega, pur non potendo svelare la propria vera identità.

Difficile intuire dove Agatha All Along voglia andare a parare, nel caso in cui volessimo inserirla all’interno del Marvel Universe, ma i primi 4 episodi da noi visti in anteprima giustificano l’attesa e confermano il potenziale narrativo nato 3 anni or sono, con l’acclamata WandaVision che ad oggi rimane la miglior serie Disney Marvel mai realizzata. Reggere il confronto era complicato, se non impossibile, ma Agatha All Along ha accettato la sfida con la consapevolezza di essere altro, ma non meno divertente e coinvolgente, e soprattutto incredibilmente queer.
Joe Locke ha sottolineato come la serie abbia “molti strati, ed essere gay è uno di questi. Questa è una delle grandi cose dello show. Teen è un ragazzo queer, ma non è la sua forza trainante, il che penso sia davvero fantastico. È davvero bello avere questi personaggi queer positivi“.
Aubrey Plaza, che interpreta l’inquietante e fascinosa strega Rio, ha invece così risposto a chi ha definito Agatha All Along “il progetto più gay che la Marvel abbia mai fatto“:
“Meglio così, perché è per quello che ho firmato. Penso che lo sia!”.
— Culture Crave 🍿 (@CultureCrave) September 17, 2024
