L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni torna a intervenire sul delicato equilibrio tra informazione e spettacolo. Al centro dell’attenzione finisce questa volta “Falsissimo”, il canale YouTube diretto da Fabrizio Corona, ma anche la televisione generalista, accusata sempre più spesso di trasformare la cronaca nera in un format emotivo e sensazionalistico.
Il Consiglio dell’Agcom ha infatti avviato una serie di verifiche formali per valutare se, in diversi contenuti recenti, siano stati superati i limiti fissati dalle norme sulla tutela della dignità delle persone coinvolte.

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Agcom, le segnalazioni contro Falsissimo di Fabrizio Corona
L’iniziativa nasce da numerose segnalazioni arrivate all’Autorità, molte delle quali presentate dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Le due organizzazioni hanno espresso forti perplessità sulla gestione delle notizie e sul taglio dei contenuti pubblicati sul canale di Corona, ritenuti potenzialmente in contrasto con i principi deontologici della professione.
In particolare, viene messa in discussione la commistione tra informazione, opinione e spettacolarizzazione, con il rischio di diffondere contenuti lesivi della reputazione e del diritto alla riservatezza delle persone coinvolte.
Nella comunicazione ufficiale, l’Agcom ha chiarito i termini dell’intervento:
“Con riferimento alle recenti puntate del canale web ‘Falsissimo’, anche alla luce delle prese di posizione dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta odierna, ha dato mandato agli Uffici di verificare eventuali profili di competenza”.
Il controllo si fonda sulla delibera n.7/24/CONS, che definisce le linee guida per l’applicazione del Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi anche al mondo degli influencer e dei creator digitali.
Un passaggio chiave, perché apre di fatto alla possibilità di attribuire responsabilità editoriali sempre più simili a quelle delle testate giornalistiche tradizionali.
Garlasco e femminicidi sotto osservazione
L’azione dell’Autorità non riguarda però soltanto il web. Nel mirino finiscono anche diversi programmi televisivi per il modo in cui stanno trattando alcuni casi di cronaca particolarmente sensibili, come il caso Garlasco e la lunga sequenza di femminicidi che ha segnato gli ultimi mesi.
Secondo l’Agcom, esiste il rischio concreto che la competizione per l’audience porti a superare il confine tra diritto di informare e sfruttamento del dolore, con una continua esposizione mediatica delle vittime e dei loro familiari che finisce per violare il principio di rispetto della persona.
Verso regole più stringenti per i creator
Durante la seduta del Consiglio, il clima sarebbe stato tutt’altro che disteso. Alcuni commissari avrebbero spinto per una linea particolarmente rigida, convinti che il Codice di condotta per gli influencer rappresenti solo il primo passo verso una regolamentazione più severa.
L’obiettivo è ridurre le zone grigie in cui oggi si muovono molti protagonisti della comunicazione digitale, spesso liberi di pubblicare contenuti senza gli stessi vincoli etici e giuridici previsti per i media tradizionali.
Un segnale per tutto il sistema dei media
Mentre gli uffici tecnici iniziano ad analizzare nel dettaglio i video di “Falsissimo”, il settore dell’informazione osserva con attenzione gli sviluppi. In caso di violazioni accertate, potrebbero arrivare sanzioni significative.
Il messaggio dell’Agcom è chiaro: il rispetto della dignità umana non è un’opzione, né per la TV né per i creator online. In un contesto mediatico sempre più ibrido, la responsabilità di chi comunica non può più essere aggirata dietro l’etichetta di intrattenimento o opinione personale.
QUI IL COMUNICATO STAMPA UFFICIALE.
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