Airine Fontaine, la calciatrice francese nella bufera per omofobia: “Incoraggio ad uscire dall’omosessualità”

"L'omosessualità è un peccato". Le scuse pubbliche dopo 48 ore di critiche bipartisan.

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Airine Fontaine nella bufera per omofobia
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20enne centrocampista del FC Fleury 91 e dell’under 21 femminile di Francia, Aïrine Fontaine è finita nella bufera per delle dichiarazioni omofobe rilasciate ad un’agenzia di stampa cristiana chiamata “Holy Production“.

L’intervista omofoba di Airine Fontaine

A Fontaine, che la scorsa estate ha rappresentato la Francia nella Coppa del Mondo femminile Under-20 FIFA, è stato domandato del presunto legame tra omosessualità e calcio femminile. E la 20enne ha così risposto:

“Come dice la Bibbia, sappiamo benissimo che l’omosessualità è un peccato”.

Aïrine fatto riferimento al libro del Levitico, per poi proseguire: “Dopo di che, non sono così negativa. Voglio dire che… incoraggio queste persone a combattere, a cercare di uscire da questa situazione e soprattutto a non sentirsi in colpa. È certo che quando siamo nel peccato, quando facciamo qualcosa di sbagliato, ci sentiamo in colpa. Tendiamo ad allontanarci dal bene, tendiamo a finire in un abisso e l’obiettivo è uscirne”.

Le scuse di Airine Fontaine dopo le sconcertate reazioni

Il video dell’intervista è stato pubblicato sul canale YouTube “Holy Production” suscitando non poco clamore in Francia. Fontaine, evidentemente resasi conto delle proprie affermazioni, ha prima chiesto al giornalista Clement Gauvin di cancellare dai social il contestatissimo estratto della sua intervista, per poi rilasciare una dichiarazione sul proprio profilo Instagram nella giornata di ieri.

“Certamente non mi sono presa il tempo di soppesare attentamente ciascuna delle mie parole e me ne pento sinceramente”. “Sono molto triste e ferita dall’entità della controversia che ne è seguita”.

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Fontaine ha scritto che non intendeva “mostrare il minimo rifiuto delle persone a causa del loro orientamento sessuale, né trasmettere commenti discriminatori nei loro confronti“, dicendosi “profondamente dispiaciuta“.

La Federazione calcistica francese (FFF) aveva precedentemente dichiarato a Le Parisien di “condannare fermamente i commenti inappropriati” fatti da Fontaine perché “contraddicono i valori di rispetto e inclusione“.

Le Parisien ha anticipato che “verranno prese in considerazione possibili sanzioni“, mentre Pascal Bovis, presidente dell’FC Fleury 91, club in cui Fontaine gioca, ha annunciato un’indagine da parte del comitato etico della FFF.

Aurore Bergé, responsabile dell’Uguaglianza e della lotta alla discriminazione nel governo del premier François Bayrou, ha twittato: “Condanno con la massima fermezza i commenti di Aïrine Fontaine, che non trovano posto nella nostra società né nello sport. L’omofobia non è un’opinione, ma un crimine. Non c’è nulla da curare“.

I commenti pubblici di Fontaine hanno fatto rumore anche perché la sua compagna di squadra Constance Picaud è una delle due giocatrici LGBTQ dichiarate della squadra francese che ha raggiunto i quarti di finale della Coppa del Mondo femminile FIFA in Australia e Nuova Zelanda, due anni fa.

Anche l’associazione Stop Homophobie ha criticato Fontaine, perché i suoi commenti possono avere “conseguenze dannose, soprattutto per i giovani” e hanno “rafforzato la stigmatizzazione delle persone LGBT+”. “L’omosessualità non è né un peccato né una “patologia”.

© Riproduzione riservata.

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