La storia di Andrea Paola Iannotti è diventata libro, nel 2017, con il titolo “Ho cambiato una vocale“. L’imprenditrice di Latina, nata a Zurigo, è andata incontro alla transizione a 50 anni, dopo aver archiviato un matrimonio e 4 figli. Ma ora Iannotti punta a diventare sindaca di Campodimele, famoso come “paese dei centenari”, in provincia di Latina. Poco meno di 600 abitanti da convincere per Andrea Paola, che si candiderà con la il movimento “Italia dei Diritti”. Intervistata da LaRepubblica, l’hair stylist si è presentata come l’anti-Adinolfi.
“Ho pensato a un mio impegno in politica circa un anno fa, quando seppi della candidatura di Mario Adinolfi a Ventotene col Popolo della Famiglia. Lui è contro tutto, l’aborto il divorzio, le unioni civili e soprattutto i vaccini. Ho pensato che una mia candidatura avrebbe potuto rappresentare una risposta idonea alla sua offerta politica, visto che io sono a favore di tutto quello che lui criminalizza e discrimina. Credo che il mio percorso di trasformazione sia per lui un sacrilegio, ma io in questo percorso ho ritrovato me stessa“.
Innamoata di Campodimele, Iannotti vorrebbe risvegliarlo dal suo torpore, perché “quel centro va rivalutato e occorre considerare che è molto bello anche in inverno“.
Ora ci sarà da convincere uno degli elettorati più anziani d’Italia. “Non possiamo piacere a tutti, rispetto anche chi non condivide, ma di sicuro le cose vanno spiegate. Non ci si può nascondere pensando che le persone anziane non possono capire. Io ho avuto due genitori bigotti, ho sofferto tanto nella vita, ma i miei nonni erano persone modernissime e mi hanno permesso la fuga da casa dei miei genitori per essere libera come sono oggi. Attualmente forse sono più bigotti i quarantenni che gli anziani“.
Un percorso di vita, quello vissuto da Andrea, tutt’altro che semplice.
“Se una persona nasce con un difetto e lo mette a posto rientra nella normalità. Non siamo degli invalidi. Ero un marito, ho avuto 4 figli e poi ho deciso di mettere a posto le cose, non stando bene nel mio corpo. Avendo avuto una famiglia matriarcale e patriarcale avevo paura, tanta, di essere discriminata, ma poi ho pensato che fosse arrivato il momento e oggi dico: evviva la mia vita. Quella di Latina è solo una nomea. Io dopo che ho fatto il mio percorso sono stata trattata veramente con guanti bianchi. Quando mi sono operata ho ricevuto in ospedale telegrammi dal prefetto, il presidente del Tribunale, il comandante dei Carabinieri. E poi c’è il salone dove lavoro e dove la gente mi stima e mi ama. Sono una donna corteggiata e non c’è stata discriminazione nei miei confronti. Bisogna spiegare che dietro tutto questo c’è normalità e non persone perverse o prostitute. Si tratta di persone normali, che hanno messo a posto un difetto di nascita e continuano la loro vita“.
“Voglio fare il sindaco e dimostare che noi possiamo fare anche altro e non solo essere discriminate“, ha concluso Andrea Paola, chiamata a far meglio di Mario Adinolfi, che da candidato sindaco di Ventotene lo scorso anno prese zero voti. Far peggio è semplicemente impossibile.
