Apre la mostra delle polemiche: “Quel politico non conosce l’arte”

L'ideatore Telemaco Rendine: “Non è contro la religione, anzi, ne esalta il valore”.

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È stata inaugurata ieri nell’ex Manifattura Tabacchi torinese, con un affollato vernissage senza proteste né contestazioni, la settima edizione della Mostra Internazionale d’Arte LGBTE, “S.A.L.I.G.I.A. – I 7 vizi capitali” a cui il Comune di Torino ha ritirato il patrocinio per la locandina ritenuta blasfema. “Il patrocinio è sempre stato dato – ci ha spiegato l’ideatore Telemaco Rendine – anche da parte del Ministero e di varie ambasciate. Quest’anno ce l’hanno tolto per un errore di qualche politico che ha guardato la locandina senza conoscere la storia dell’arte e ha inneggiato allo scandalo per l’icona sotto la scarpa della modella. C’era scritto tutto sul cartellone, abbiamo scelto quell’immagine perché era la più rappresentativa dello spirito della mostra: essendo la settima edizione, ci è venuta spontanea l’idea dei sette peccati capitali, di cui S.A.L.I.G.I.A. è l’acronimo. La locandina rappresenta il peccato della superbia e ciò che un peccatore non deve fare. Non è contro la religione, anzi, esalta il valore di quello che dice la religione stessa sul peccato: non puoi metterti al di sopra di qualsiasi cosa, questo è il peccato di superbia”.

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A riprova che il concetto di queer è quanto mai fluido e sempre meno connotato sessualmente, la percentuale di opere lgbt è molto ridotta: “La mostra è queer internazionalmente, non la rinneghiamo – continua Rendine – ma abbiamo ampliato il significato: LGBTE non è solo lesbico-gay-bisex-trans-etero ma vuol dire anche: ‘La Grande Battaglia Trova Esito’ cioè i giovani, gli emergenti, che noi rappresentiamo, conducono una battaglia continua, tutti i giorni, per cercare un luogo dove esporre e farsi conoscere. Qui da noi lo trovano. Questo è il senso”.
“Devo ringraziare Giovanni Minerba – conclude il curatore -. Molti anni fa, nel 2000, mi ha permesso di allestire la prima edizione all’interno del foyer del festival a tematiche omosessuali. La mostra è poi cresciuta. Inizialmente era solo per arte gay e riservata ad artisti gay ma molti artisti chiedevano di partecipare, siamo diventati internazionali”.

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Tra i 21 artisti di cinque Paesi (Italia, Francia, Spagna, Romania e Bangladesh) selezionati fra le settanta richieste di partecipazione, spiccano per qualità artistica le sei seducenti fotografie in bianco e nero della bengalese Shahria Sharmin appartenenti alla serie ‘Call me Heena, 2012-2013’ vincitrice di un premio dell’Alexia Foundation, in grado di restituire dignità espressiva alla comunità gender delle Hijra, le transessuali fortemente discriminate nella società in cui vivono.
Anche la rumena Corina Cohal riflette sul genderismo nell’opera ‘Let it go!’ in cui una lunga treccia di capelli, “estensione delle emozioni umane”, si fa strada dentro e fuori un muscoloso torso maschile e si decompone in sacchetti di ciocche (reali) a fianco al quadro come “indagine sui meccanismi dell’ira e della rabbia”.
Alla serata impreziosita dalle sonorità delle dj Malafemmine ha partecipato la modella oversize dello scatto incriminato di Mauro Pinotti: si tratta della mantovana Morena Romani, presidente dell’associazione Onlus ‘Le fate di Antares’ che si occupa di aiutare le persone obese a combattere disistima e depressione.

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Durante la presentazione dell’evento sono stati annunciati gli artisti premiati: Isotta Bellomunno con l’opera ‘Sacredcream’ vince la possibilità di portare un suo progetto in uno spazio all’interno del Chiostro della Santissima Trinità dell’Ex Convento dei Frari in occasione dell’ottava edizione dell’Internazionale d’Arte LGBTE che si svolgerà dal 6 maggio al 30 ottobre 2015; per la fotografia sono stati scelti ex-aequo Shahria Sharmin con ‘Call me Heena’ e Mauro Pinotti per ‘7 vizi capitali’ (potranno esporre il loro progetto durante ‘Photissima’ dal 5 al 9 novembre 2014 sempre all’Ex Manifattura Tabacchi).
A conclusione del vernissage, la ballerina Tania Oggero si è esibita in un’ipnotica performance danzante e Isotta Bellomunno in ‘From the left side / Dal lato sinistro’, realizzando sette tableaux naïfs a pennarello con la mano sinistra, ingabbiata in un corsetto che le impediva ogni movimento del braccio destro.
La mostra è organizzata dall’Associazione Koinè in collaborazione con la Fondazione Artevision ed è visitabile all’Ex Manifattura Tabacchi di Torino in Corso Regio Parco 134/A fino al 17 ottobre, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 16.

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