Marco Rizzo: “Per battere i fascisti serve la bandiera rossa, non quella arcobaleno”

di

Il segretario del Partito Comunista torna a criticare la lotta per i diritti civili.

CONDIVIDI
149 Condivisioni Facebook 149 Twitter Google WhatsApp
2810 0

Perché cresce il fascismo? Perché la sinistra ha strizzato l’occhio ai potenti dimenticando lavoro e diritti sociali. I leader sono Saviano, Asia Argento, Boldrini, Botteri ed il popolo ha odiato la “sinistra”. Per battere i fascisti serve la bandiera rossa, non quella arcobaleno“.

Queste le parole pubblicate nelle scorse ore su Twitter da Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. Parole forti – del tutto in sintonia con le posizioni di quelli che Rizzo definisce “fascisti” peraltro – che hanno scatenato l’indignazione degli utenti: sotto il tweet di Rizzo si sono registrate infatti numerose, e comprensibili, reazioni di protesta.

Proteste accese e che sono arrivate anche da parte di esponenti della comunità LGBt e dell’attivismoFrancesco Dell’Acqua, blogger e cofondatore di Diritti Democratici, ha commentato il messaggio di Marco Rizzo dicendo che“la vecchia sinistra comunista ha una omofobia interiorizzata che fa vomitare tanto quanto la peggiore fascista”. Invece per Gianmarco Capogna, membro del Comitato scientifico di Possibile, “siamo antifascisti e di sinistra. In più lottiamo contro l’oppressione delle minoranze, per abbattere il patriarcato, per la liberazione e l’uguaglianza delle persone #LGBTI e delle donne. Siamo contro un sistema in cui i pochi detengono il potere a discapito dei molti”.

Già nel 2016 Rizzo si era scagliato contro il ddl Cirinnà, definendolo “un’arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dal massacro sociale ai danni dei lavoratori (…) un’esigenza artificiale, creata per non far pensare al popolo ai problemi reali come il lavoro, le pensioni, la disoccupazione”. Inoltre, sempre nel 2016, aveva aggiunto: “La sinistra è oggi una costola del capitalismo, che crea false esigenze e contrapposizioni ingannevoli: il problema non è tra omosessuale ed eterosessuale, bensì tra gay povero e gay ricco. Quest’ultimo rimane un privilegiato alle spalle del primo”.

Marco Rizzo si è sempre detto anche del tutto contrario alla maternità surrogata, che definisce “mercificazione” e una anticipazione dell’eugenetica: “Alcune coppie persino scelgono le caratteristiche fisiche del bambino: il colore degli occhi, dei capelli, l’altezza… Così si arriva all’eugenetica, alle teorie del dottor Mengele. Trovo tutto ciò abominevole prima ancora che una forma di sfruttamento del ricco sul povero”.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...