Berlino, cariche della polizia, repressione e 50 arresti al Queer Pride alternativo Pro Palestina: corteo disciolto – video

A Gay.it il racconto di un italiano presente "Ad un certo punto ci hanno caricati e tutti hanno iniziato a correre ovunque"

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Berlino Pride Pro Palestina arresti
Berlino: la manifestazione Pro Palestina alternativa al Pride ufficiale ha visto repressione e arresti da parte della polizia che accusa "C'erano slogan antisemiti".
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Ieri 26 luglio 2025 a Berlino, mentre la tradizionale parata del Christopher Street Day (CSD) ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone per celebrare i diritti LGBTQ+, un’altra manifestazione alternativa – denominata Internationalist Queer Pride for Liberation – ha registrato duri scontri con la polizia nel quartiere di Kreuzberg, con diversi arresti e contusi.

Secondo un comunicato ufficiale della polizia, circa 10.000 persone hanno partecipato alla manifestazione pro‑Palestina, con circa 800 individui riconducibili alla componente più politicizzata. Circa 150 manifestanti sarebbero stati coinvolti in tensioni dirette con le forze dell’ordine, mentre altri avrebbero scandito slogan ritenuti antisemiti, secondo quanto riferisce la polizia. Slogan come “No Pride in Israeli Apartheid” o “Queers Destroy Zionists” sono stati documentati pubblicamente secondo il Guardian.

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Red@queru_lant@rebew_lexa@ussedogru

Io e il mio compagno eravamo in mezzo e abbiamo iniziato a sentire trambusto e tensione” racconta un italiano che vive a Berlino da più di dieci anni e che ha partecipato alla parata queer pro-Pal –  “Gli organizzatori mandavano anche messaggi in arabo da megafoni e altoparlanti, perché c’era una grossa componente araba nella marcia e questo penso che abbia indispettito la polizia. Fin dall’inizio si capiva che che buttava male, perché la polizia stava circondando minacciosamente il corteo e i poliziotti erano in assetto antisommossa. Poi a un certo punto sono iniziate le urla. E poco dopo, dai carri, hanno detto che la polizia aveva ordinato di dissolvere la manifestazione e che se fossimo rimasti nel corteo sarebbe stato a nostro rischio e pericolo. Poi a un certo punto ci hanno caricati e tutti hanno iniziato a correre ovunque“.

 

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Secondo la polizia i manifestanti avrebbero lanciato bottiglie, barattoli di vernice e aste di bandiere contro gli agenti; alcuni sostenitori avrebbero anche celebrato la morte di soldati israeliani, a quanto riferisce la Bild. Le forze dell’ordine avrebbero quindi risposto con l’uso della forza per procedere agli arresti, riportando 16 agenti feriti e oltre 50 persone fermate. La manifestazione è stata dispersa nei pressi di Kottbusser Tor e interrotta prima del percorso ufficiale, che sarebbe dovuto concludersi alle 21:00. “Tre le 18 e le 19 il corteo era praticamente sciolto” spiega N.C. a Gay.it ”

Berlino. La polizia tedesca trattiene un manifestante della marcia Pro-Pal alternativa al Pride ufficiale. Foto Gay.it
Berlino. La polizia tedesca trattiene un manifestante della marcia Pro-Pal alternativa al Pride ufficiale. Foto Gay.it

L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di crescente politicizzazione delle piazze queer in Europa, dopo l’inizio dello sterminio territoriale attuata dal governo israeliano di Netanyahu  nella Striscia di Gaza, iniziata nell’ottobre 2023 a seguito della carneficina attuata da Hamas in Israele il 7 Ottobre. Diverse organizzazioni LGBTQ+ hanno promosso azioni di solidarietà verso Gaza, opponendosi a quello che definiscono “pinkwashing”.

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Andre Lehmann, portavoce di LSVD, la più grande ong tedesca che ha organizzato la Christopher Street Day (il Pride per così dire più “ufficiale” e “sponsorizzato”), qualche giorno fa ha detto a Gay.it:

In Germania abbiamo una responsabilità speciale verso la vita ebraica nel mondo, incluso il diritto all’esistenza di Israele. All’interno del nostro direttivo ci sono opinioni diverse sulla situazione in Medio Oriente. Per questo abbiamo deciso di non prendere posizione. Ci concentriamo su questioni LGBTQIA+. Ma siamo chiaramente contrari a ogni forma di antisemitismo e islamofobia in Germania.

In Italia l’associazione ebraica queer Keshet aveva denunciato di aver subito azioni e comportamenti antisemiti durante alcuni Pride italiani: “Siamo stati definiti assassini solo perché ebrei“. Ma secondo una parte del movimento LGBTIAQ+ italiano “non può esserci Pride con un genocidio“.

In Germania le proteste pro-Palestina sono spesso soggette a restrizioni e interventi repressivi: in alcune occasioni il governo ha imposto divieti alla bandiera palestinese e alla kefiah.

Parallelamente, la parata CSD ufficiale ha avuto luogo con centinaia di migliaia di partecipanti lungo il percorso da Mitte fino alla Porta di Brandeburgo, tra musica, bandiere arcobaleno e sponsor di brand anche legati a Israele.

In Germania cresce intanto la preoccupazione per l’aumento delle aggressioni omotransfobiche e di estrema destra: durante il solo 2024 si sono registrati 55 attacchi estremisti contro eventi Pride, e già 30 casi nel 2025.

A proposito dell’AfD, partito di estrema destra di matrice neonazista, che proprio due giorni fa secondo un nuovo sondaggio è diventata il primo partito in Germania, Lehmann di LSVD ci aveva detto:

“L’odio interiorizzato verso la propria identità non è una novità. Non so come, ad esempio, Alice Weidel riesca a conciliare tutto ciò. Quel che mi preoccupa è che l’approvazione dell’AfD cresce anche dentro la nostra comunità. Ma dobbiamo dirlo chiaramente: una volta al potere, l’estrema destra ci tratterà come ha sempre fatto. La storia lo insegna — e oggi lo vediamo in altri Paesi: i diritti di donne e omosessuali, anche di chi crede di essere al sicuro, saranno i primi a cadere”

La giornata berlinese del 26 luglio ha così incarnato due volti del movimento queer: da un lato, lo spirito festoso del CSD; dall’altro, la frattura interna provocata dal conflitto geopolitico e le tensioni tra solidarietà anticolonialista e pluralità di posizioni all’interno della comunità LGBTQIA+.

 

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j5c95 1.9.25 - 19:32

A quanto pare le persone queer in Germania vivono molto bene, perché invece dei loro diritti, prestano attenzione alla Striscia di Gaza