Leggenda d’America, tra le più grandi cantanti di tutti i tempi nel jazz e blues, Billie Holiday è morta ad appena 44 anni, a causa di un edema polmonare e ad un’insufficienza cardiaca, probabilmente legati anche agli eccessi di una vita rapidamente bruciata. Il 26 febbraio su Hulu uscirà The United States vs Billie Holiday, biopic tv diretto da Lee Daniels, regista di Precious, gay dichiarato.
La pellicola tratterà anche la vita privata della cantante, con annessa storia d’amore con l’attrice Tallulah Bankhead. Ad indossare i panni delle due donne Andra Day e Natasha Lyonne, volto di Orange is the New Black. Il film guarderà soprattutto allo scontro tra Billie e l’FBI a causa del brano “Strange Fruit”, che ne 1939 sfirò con coraggio le discriminazioni razziali dell’epoca. Il frutto del titolo era il corpo di un nero ucciso dai bianchi, appeso a un albero. Un agente le ordinò di non eseguire più la canzone, ma la Holiday rifiutò di obbedire. Pedinata per sua volontà, venne pizzicata nell’acquisto di stupefacenti e condannata a 18 mesi di carcere
La cantante era notoriamente bisessuale, avendo avuto amanti maschi e femmine per tutta la vita, inclusa l’attrice Tallulah Bankhead, ben visibile nel trailer. Daniels, regista, ha ricordato all’Hollywood Reporter come Billie abbia dato “il via al movimento per i diritti civili“.
Prima che ci fosse un movimento per i diritti civili, c’erano Billie Holiday e ‘Strange Fruit’. Il governo vedeva quella canzone come una minaccia e lei era un bersaglio. Questa è la storia, a lungo tenuta nascosta.
Questo non è il primo biopic su Billie Holiday. Lady Sings the Blues, uscito nel 1972, vide Diana Ross nei panni della cantante jazz, ma la pellicola non esplorò minimanente i rapporti tra Holiday e le donne. Altri tempi, fortunatamente archiviati.
