Un caso di pedofilia usato per attaccare gay e GPA: smascherata la manipolazione catto-integralista

Cosa è successo davvero nel caso di Brandon Keith Mitchell negli USA e come un influente sito cattolico italiano ha manipolato i fatti.

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Brandon Keith Mitchell e il suo compagno hanno avuto un figli tramite gestazione per altri, ma l'uomo era stato condannato per molestie a un sedicenne. Il caso ha offerto ai cattolici l'occasione per attaccare gay e gestazione per altri.
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Un caso isolato diventa il pretesto per condannare un’intera comunità. È accaduto negli Stati Uniti, ma a rilanciare la notizia in Italia è stata un sito integralista cattolico che mescola crociate spirituali e paranoia morale, sul quale scrivono non di rado personaggi legati anche alle attività della famosa lobby anti-abortista e anti-famiglia.

Tutto parte da un video virale pubblicato da una coppia omosessuale della Pennsylvania, stato americano che di recente si è affrettato a cancellare i trofei dell’atleta donna trans Lia Thomas. Il video mostrava con tenerezza il primo compleanno del figlio avuto tramite gestazione per altri, pratica che nell’Italia dell’alleata trumpiana Meloni è diventata crimine universale. Ebbene, poco dopo l’upload del video, l’indignazione è esplosa online: uno dei due uomini, Brandon Keith Mitchell, risultava infatti iscritto nel registro dei sex offender dello Stato, condannato nel 2016 per aver inviato messaggi e contenuti sessuali a un adolescente di 16 anni. Un fatto grave, indiscutibilmente. Ma l’occasione è stata ghiotta per lasciare che i cattolici (integralisti) facessero un tutt’uno di pedofilia, omosessualità, gender e gestazione per altri, con buona pace del moderato Leone XIV che va riempiendo spianate di giovani cattolici.

Un uomo, non un’intera comunità

Brandon Keith Mitchell ha una condanna alle spalle. Ma le frasi riportate da LifeSiteNews, Right Angle News e rilanciate in Italia dai combattivi integralisti di un sito catto-integralista che non nomineremo, parlano di “degenerati”, “malati”,mostri che comprano bambini”. Come se l’orientamento sessuale dell’uomo avesse un nesso diretto con i suoi crimini. È la stessa logica malata che porterebbe, per coerenza, a dichiarare tutti i preti potenzialmente pedofili perché alcuni — troppi — lo sono stati. Ma nessuno oserebbe farlo senza gridare al linciaggio. Allora perché è accettabile farlo con le persone LGBT+?

Il problema è nella legge, non nei diritti

L’episodio, documentato da fonti giornalistiche affidabili come Newsweek, riguarda una falla specifica: in Pennsylvania, i percorsi di gestazione per altri sono di natura privatistica, e non sono soggetti agli stessi controlli che regolano l’adozione. Non serve alcun “via libera” da parte dello Stato. Basta pagare e firmare. È del resto quello stesso modello di sanità privata che in Italia i cattolici hanno colato come piloni di cemento nel sistema della sanità lombarda e che l’attuale destra vorrebbe estendere a tutto il Paese.

In Pennsylvania non occorre dunque alcun controllo pubblico per il nulla osta a una pratica di gestazione per altri. Questo vale per etero, gay, lesbiche, single. Dunque l’episodio che vede il già condannato Mitchell avere un figlio tramite gpa non ha a che fare con l’orientamento sessuale. Non c’entra nulla. E se c’entra, è solo nel modo in cui viene strumentalizzato dagli stessi cattolici. Ma in verità, se un pedofilo eterosessuale accede alla surrogata per avere un bambino, in Pennsylvania può farlo tanto quanto un omosessuale.

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Chi oggi usa questa vicenda per demonizzare la surrogata “in quanto tale” o l’adozione da parte di coppie gay, mente sapendo di mentire. Il problema è l’assenza di controlli, non l’esistenza dei diritti.

La propaganda della disperazione cattolica

Il sito catto-integralista, con i suoi richiami alla “Necrocultura”, alla “devianza gender”, ai “figli senza madri”, non fa informazione: fa propaganda. Agita lo spauracchio dell’omosessualità come patologia sociale, evoca Freud e il divorzio per spiegare l’esistenza delle persone queer e auspica, tra le righe, una restaurazione morale e normativa basata sulla repressione. Fanatici che hanno tutto il diritto di essere fanatici, in un paese liberale, sia chiaro. Fino a quando quello stesso Stato liberale non legifera ispirandosi a fanatismi che diventano ostacolo ai diritti altrui.

Quella dei cristiano-cattolici integralisti è una campagna disperata, e pericolosa. Non solo perché semina odio, ma perché confonde le priorità. Chi davvero ha a cuore il benessere dei bambini dovrebbe chiedere più trasparenza nei percorsi di surrogata, controlli approfonditi su tutti i genitori — indipendentemente dal loro genere o orientamento — e leggi che tutelino i minori senza fare discriminazione. Chi fa il contrario — e lo fa con livore, semplificazioni, insulti e anatemi — non protegge i bambini. Li usa, ancora una volta, come strumento di battaglia ideologica. Nulla di nuovo per un paese governato da una donna che – come prima inter pares – predica la famiglia tradizionale per gli altri, mentre ella ha una figlia senza essersi mai sposata con un compagno a dir poco libertino. Dalle nostre parti lotteremo fino alla morte affinché anche persino questi cattolici fanatici abbiano diritto alla propria libertà individuale e siano al riparo dalle intrusioni di uno Stato etico, impiccione e oscurantista. Non ci aspettiamo che essi facciano lo stesso, ma l’equiparazione pedofilia-omosessualità è qualcosa in più. È codardia politica, sciacallaggio, discriminazione.

© Riproduzione riservata.

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