La nuova legge che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale è un attacco diretto alla comunità LGBTIQ+ italiana, in particolare agli uomini gay, nega il diritto di formare una famiglia libera e autodeterminata e fissa per legge la discriminazione di una comunità già marginalizzata.
Il Governo Meloni, con la premier che è la madre surrogata di questa legge fin dall’aprile 2022, mira a imporre un unico modello di famiglia, ignorando la pluralità che già esiste e criminalizzando chi osa costruire una vita fuori dai canoni del violento stato etico dio-patria-famiglia che anima la deriva illiberale italiana, di cui, è bene ricordarlo, oltre alla Lega di Salvini, si rende complice anche Forza Italia di Marina Berlusconi e Silvio Berlusconi.
La GPA resa reato universale, insieme alla persecuzione delle famiglie arcobaleno scatenata dalla Circolare Piantedosi che cancella all’anagrafe madri e padri di bambini figli di coppie omosessuali, costituiscono il capolavoro neofascista del Governo Meloni.
Il risultato è una norma che non solo stigmatizza i bambini nati tramite GPA, marchiandoli come “figli di un reato”, ma che colpisce tutte le persone LGBTIQ+ in quanto tali, istituzionalizzando la discriminazione per legge di persone lesbiche, gay, bisessuli, transgender, intersex e queer. Una legge altamente incostituzionale, che il Presidente Mattarella ha firmato ob torto collo, e che sarà portata all’analisi della Corte Costituzionale.
Rendere la GPA un “reato universale” è uno strumento di propaganda, un manganello giuridico brandito per demonizzare intere famiglie e distrarre l’opinione pubblica dai fallimenti di un governo che, in nome della tradizione, trascina il Paese indietro di decenni, semina odio tra i blocchi sociali e dichiara apertamente la propria vocazione autoritaria, di chiaro stampo neofascista, con l’ennesima norma repressiva: il reato come disperata punizione di chi usa il potere delle istituzioni per schiacciare fragili e comunità non conformi.
Con questa norma, si conia per legge un messaggio politico chiaro e sotto gli occhi di tutti:
le persone LGBTIQ+ vanno cancellate dalla progettualità giuridica del tessuto sociale del paese.
Ma le critiche giuridiche sono pesanti: questa legge è applicabile solo in Italia e non ha alcuna forza, né valemnza internazionale. Pretende di criminalizzare atti legali in Paesi alleati come Stati Uniti e Canada, violando il principio di proporzionalità e l’articolo 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Un obbrobrio giuridico, destinato a finire sotto la lente della Corte Costituzionale.

“La nostra lotta continuerà nelle piazze e nei tribunali, non ci fermeremo finché la legge Varchi non verrà dichiarata incostituzionale.“
È quanto dichiarato dall’associazione “Famiglie Arcobaleno” che definisce scellerata la legge sulla gestazione per altri (GPA) resa “reato universale” dal governo Meloni, firmata il 4 Novembre dal Presidente Mattarella, da oggi 18 Novembre sulla Gazzetta Ufficiale, per essere applicabile tra 15 giorni, il 2 Dicembre 2024.
Il piano delle destre di impedire agli uomini gay e a molte coppie etero di costruire una famiglia si sta compiendo. Ma questa legge non fermerà le famiglie che si stanno formando e quelle che si formeranno. Da quando questo governo è entrato in carica due anni fa, sono stati quotidiani gli attacchi alle famiglie arcobaleno e alla genitorialità LGBTQIA+. Vogliono affermare con le leggi un unico modello di famiglia negando che le famiglie sono da sempre differenti e plurali, anche quelle formate da uomo e donna, anche quelle di chi ci governa e ci attacca ogni giorno. In questi 20 anni non abbiamo arretrato di un passo, siamo ovunque, le nostre famiglie sono sempre più numerose e arriveremo ad ottenere i diritti che i nostri figli e figlie meritano.

Durissimo l’attacco di Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito Democratico, che in un’intervista a Repubblica raccolta da Giovanna Vitale si rivolge direttamente alla premier, chiedendo come si senta, da madre, a criminalizzare le famiglie dei bambini nati con la GPA:
“Rendere reato universale una pratica che in Italia è vietata già da 20 anni produce un unico effetto: porre uno stigma sociale sui piccoli venuti al mondo attraverso la gestazione per altri. Ecco, questo mi piacerebbe chiedere alla presidente del Consiglio: perché ti accanisci su di loro? Cosa ti hanno fatto di male per mettergli addosso un marchio di infamia”
Per Zan, la legge è “un obbrobrio giuridico, del tutto inapplicabile” e sottolinea che, per definire un reato universale, servirebbe un consenso internazionale che qui non esiste. La legge, promulgata da Mattarella che non ne ha riscontrato criticità costituzionali, chiede infatti ai giudici di perseguitare gli italiani che facciano uso di una tecnica procreativa legale e regolata in molti paesi del mondo. Quindi, l’affondo con il quale Zan evidenzia la strisciante omobitranfobia che aleggia intorno a un provvedimento che ha la chiara missione politica di discriminare per legge la comunità LGBTIQ+ italiana, ricordando come già il governo abbia emanato la circolare Piantedosi nel gennaio 2023 che cancella all’anagrafe madri e padri dai certificati di nascita dei bambini.
“Parlano i fatti. Per attaccare la maternità surrogata Fratelli d’Italia non ha mai fatto riferimento alle coppie etero, che sono oltre il 90 per cento di quelle che fanno ricorso alla gestazione per altri, tra cui lo stesso Elon Musk: un grande amico di Meloni, verso il quale usa due pesi e due misure. Musk è eterosessuale, di destra e soprattutto l’uomo più ricco del mondo, lei non chiude un occhio ma tutt’e due. Anziché dirgli che per l’Italia è un criminale, lo accoglie a braccia aperte, mentre perseguita i nostri connazionali, costretti a emigrare all’estero pur di diventare genitori”
Per il deputato, la battaglia di Meloni sulla GPA “serve come arma di distrazione di massa per nascondere i fallimenti del governo su tutti i fronti”. L’accusa si estende poi ai “fili neri” che uniscono Meloni a leader come Trump, Bolsonaro e Orbán, tramite un modello che usa la discriminazione come leva politica. “La destra – spiega Zan – a ogni latitudine lo fa con i migranti e con la comunità LGBTIQ+”.
Secondo il deputato PD, l’idea di paragonare la GPA a reati come il genocidio o la riduzione in schiavitù è “una roba folle”. L’Italia punirebbe pratiche legali in Paesi alleati come gli USA, il Belgio e il Canada, imponendo unilateralmente una definizione di reato universale. Un pasticcio giuridico che potrebbe indurre la Corte Costituzionale ad analizzare la legge Vaarchi? In merito a un eventuale ricorso alla Corte, Zan evidenzia come la norma violerebbe il principio di ragionevolezza e l’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce l’uguaglianza davanti alla legge, “senza considerare che qui stiamo parlando di un reato universale deciso unilateralmente: un’arroganza che viola anche il diritto internazionale“.

Per Riccardo Magi e Più Europa, la legge Varchi “è l’ennesima legge incostituzionale varata da questo governo che sarà abbattuta dai tribunali, non perché i giudici sono brutti e cattivi, ma perché il nostro esecutivo è incapace, oltre che ideologico e miseramente crudele“. Per Magi rendere la GPA un reato universale è “un obbrobrio giuridico palesemente incostituzionale, che si scontra con l’articolo 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea“.
Ma cosa dice l’art. 49 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE?
Articolo 49 – Principi della legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene
- Nessuno può essere condannato per un’azione o un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto nazionale o internazionale. Parimenti, non può essere inflitta una pena più grave di quella applicabile al momento in cui il reato è stato commesso. Se, successivamente alla commissione di un reato, la legge prevede l’applicazione di una pena più lieve, la persona deve beneficiarne.
- Il presente articolo non pregiudica il giudizio e la condanna di una persona colpevole di un’azione o di un’omissione che, al momento in cui è stata commessa, era considerata criminale secondo i principi generali riconosciuti dalla comunità delle nazioni.
- Le pene inflitte non devono essere sproporzionate rispetto al reato.
Da oggi l’Italia è l’unico paese al mondo che definisce reato universale una pratica che invece è legale in molti altri paesi, sottolinea Più Europa, che definisce sadico il Governo Meloni:
“Questo governo in pratica se la canta e se la suona, peccato che a fare le spese della loro sadica approssimazione siano le famiglie e i loro bambini, che il nostro governo vuole far sentire figli di un reato che però è solo nella testa di Roccella e Meloni”
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