A fine 2023 Papa Francesco dava il suo consenso alla possibilità di benedire le coppie omosessuali in chiesa attraverso una dichiarazione che superava il precedente divieto del marzo 2021, ridefinendo il concetto di benedizione.
Secondo la dichiarazione “Fiducia supplicans” del dicastero per la Dottrina della fede le coppie dello stesso sesso e le coppie in situazioni irregolari potevano essere benedette in chiesa, senza però seguire nessun rituale simile a quello del matrimonio. Morto Papa Francesco ed eletto Papa Leone XIV, cosa è cambiato?
“La dichiarazione rimarrà“, ha assicurato a IlMessaggero il Prefetto del Dicastero della Fede, Victor Manuel Fernandez, convinto che non ci saranno modifiche e/o cancellazioni di sorta per uno dei documenti di Bergoglio più discussi, tanto dall’aver portato gli episcopati africani ad una sorta di ammutinamento, ottenendo l’esenzione. Potranno continuare a non benedire le coppie omosessuali.
I cardinali africani rimangono contrari
“Per noi resta un problema dottrinale di fondo“, ha sottolineato il cardinale del Congo, Fridolin Ambongo. “Il fatto è che in Africa questo tipo di benedizioni non rientra nelle priorità pastorali. Per noi la priorità semmai è quella di vivere o, addirittura, sopravvivere. È la vita. Questo argomento, relativo alle benedizioni gay, è piuttosto per voi europei. Posso dire che quando venne licenziato questo documento per noi africani è stata una sorpresa, vissuta come una sorta di volontà di imporci qualcosa che per noi non era affatto prioritaria”. “Noi abbiamo rispetto per coloro che credono in questa pratica (dell’omosessualità ndr), noi rispettiamo gli omosessuali e non credo nemmeno che la criminalizzazione dell’omosessualità, come avviene in Uganda, sia una buona cosa. Io non direi questo”.
Ambongo ha rimarcato come le perplessità esplicitate dagli africani non siano state un’eccezione, perché “anche diversi episcopati europei hanno fatto altrettanto. Di fondo esiste un problema teologico e morale, e sino a che la Chiesa non cambia la dottrina, e finora non la ha cambiata, io direi che resta il problema dottrinale e teologico”.
L’ambiguità di Papa Leone XIV
Lo scorso maggio il cardinale del Lussemburgo Jean-Claude Hollerich aveva definito “improbabile” che Papa Leone XIV potesse annullare gli insegnamenti di Papa Francesco, precisando però come la precedente dichiarazione potesse essere “riadattata“. Appena eletto, l’americano e filo-repubblicano Papa Leone XIV ha ribadito il rifiuto della Chiesa cattolica di riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso, precisando come la famiglia siua “fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna”. In linea con quanto asserito da Bergoglio durante l’intero proprio pontificato.
“Sebbene abbia espresso riserve sulla ‘simpatia per credenze e pratiche che contraddicono il Vangelo’, il Cardinale Prevost ha mostrato meno chiarezza riguardo alla Fiducia Supplicans, sottolineando la necessità che le conferenze episcopali nazionali abbiano l’autorità dottrinale per interpretare e applicare tali direttive nei loro contesti locali, date le differenze culturali. Pertanto, non ha né approvato né respinto pienamente il documento“.
