Una prostituta transessuale di 22 anni ha perso la vita sulla 45bis nei pressi di Mazzano, in provincia di Brescia, mentre cercava di attraversare pericolosamente la strada.

Peccato che i media, ancora una volta, abbiano indegnamente sbagliato ‘articolo’. “Investito e ucciso di notte sulla tangenziale“, titola Brescia Today. “L’uomo investito è un trans peruano”, titola Il Corriere della Sera nella sua edizione bresciana. “Travolto sulla 45bis, la vittima è un viado peruviano“, prosegue senza un minimo di decenza Il Giornale di Brescia.

Orlando Comitato territoriale Arcigay Brescia ha voluto rimarcare l’assurdità di una stampa che nel 2019 continua a sbagliare l’articolo, quando si parla di donne transessuali.

Tuttavia al netto dell’episodio e dei trascorsi della prostituta, non possiamo che constatare la riesumazione di un repertorio linguistico offensivo e lesivo della dignità delle persone transessuali da parte della stampa locale e nei confronti del quale esprimiamo ferma condanna. Noi pensiamo che l’ordine dei giornalisti dovrebbe avere delle linee guida da seguire per evitare clamorose gaffe in qualsiasi contesto, ivi compreso quello di identità di genere.

Impossibile dar torto ad Arcigay, perché negli anni abbiamo assistito a decine e decine di casi, ma l’errore, sistematico e offensivo,  torna puntualmente a prendere forma. Nel silenzio generale.

Il linguaggio non è uno strumento neutro ma un veicolo di messaggi culturali e valoriali. Definire la persona trans con l’articolo al maschile rappresenta una totale mancanza di sensibilità e di rispetto verso l’identità della vittima, che evidentemente si sentiva appartenente al sesso opposto. L’identità di genere (sentirsi maschi o femmine) a prescindere talvolta dal sesso biologico costituisce una parte fondamentale nella costruzione della propria identità che risulta tragicamente calpestata dall’utilizzo del maschile o peggio di espressioni come “Viado” da parte soprattutto della stampa bresciana.

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La scelta dell’articolo sbagliato è un errore solo apparentemente banale“, continuano dal Comitato Arcigay, “in quanto calpesta la dignità di una persona – peraltro non più tra noi – e trasmette una informazione distorta capace di costituire il viatico verso una cultura che discrimina e non include. Quanto avvenuto ci lascia attoniti e sgomenti e dimostra quanto ancora oggi le persone transessuali vivano ai margini della società e spesso costrette a prostituirsi perché nessuno vuole offrire loro un posto di lavoro. Ci appelliamo alle amministrazioni locali, alle associazioni e alle realtà di volontariato affinchè si promuovano iniziative di contrasto alle marginalità, per una piena inclusione delle persone transessuali nel tessuto socio-economico della nostra provincia“.

Eppure non è così complicato, al netto di un’istruzione elementare. Se si parla di una persona MtoF, bisogna usare l’articolo femminile. In caso contrario, ovvero FtoM, l’articolo maschile. E’ davvero così difficile da capire?

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