Di fronte a un episodio di violenza verbale a sfondo transfobico, l’Università degli Studi di Brescia ha preso ufficialmente le distanze da ogni forma di omofobia e transfobia. Al centro della vicenda c’è Greta La Medica, scrittrice e attivista trans, che lo scorso 15 maggio aveva denunciato gli insulti ricevuti durante una diretta TikTok da parte di un giovane che si è presentato come studente dell’ateneo.

Il caso, già raccontato da Gay.it, ha suscitato una forte reazione da parte della comunità accademica e delle associazioni studentesche, che ora chiedono non solo solidarietà, ma anche azioni concrete per contrastare il linguaggio d’odio.

Gli insulti in diretta contro Greta La Medica

Offese transfobiche a Greta La Medica, l’Università di Brescia si dissocia. Udu: “L’odio non va normalizzato” - greta studente - Gay.it

Durante una live su TikTok, Greta La Medica si era confrontata con un ragazzo di circa vent’anni che, senza esitazione, aveva pronunciato frasi apertamente discriminatorie. Tra le espressioni riportate nel video diffuso dall’attivista compaiono: “Mi fate un po’ schifo”, “Non sei normale” e, alla domanda sull’origine di quel rifiuto, la risposta: “Dalla mia omofobia nasce”.

Il giovane definiva inoltre le persone trans come “qualcosa che non è normale” e aveva parlato di “malattia”, sostenendo che “la normalità è l’uomo con la donna”. Quando Greta gli aveva fatto notare che alcune delle sue affermazioni potevano essere passibili di denuncia, il ragazzo non aveva mostrato alcun ripensamento. Anzi, aveva replicato con un provocatorio: “Taggami”.

Nel video inviato a Gay.it, Greta aveva commentato con amarezza:

“Proprio ieri un ragazzo di appena vent’anni, un ragazzo universitario, ha detto delle cose abominevoli”.

Per l’attivista, quanto accaduto non rappresenta un caso isolato, ma il riflesso di un clima culturale e politico sempre più ostile nei confronti delle persone trans.

@gay.it 🏳️‍⚧️ Greta La Medica, donna #trans milanese, scrittrice e fortemente impegnata nella rivendicazione dei diritti della comunità trans, ha deciso di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente l’ennesimo episodio di violenza verbale subito in prima persona sui social. Lo ha fatto attraverso un video pubblicato sui social, in cui denuncia quanto accaduto durante una sua diretta live, quando un giovane utente avrebbe pronunciato frasi gravemente transfobiche davanti a centinaia di spettatori. “Dopo più di un mese di assenza da questo social e a qualche giorno dal mese del Pride, scelgo di mostrarvi la violenza che ciclicamente subisco durante le Live come persona trans”, ha scritto Greta nel post che accompagna il video. Per Greta, quanto accaduto non è un episodio isolato, ma il sintomo di un clima d’odio ormai normalizzato, alimentato da una narrazione politica e culturale sempre più aggressiva nei confronti delle persone #LGBTQIA+ e nello specifico delle persone trans. L’episodio denunciato da Greta La Medica si inserisce in un fenomeno più ampio: quello delle molestie e degli attacchi verbali che molte persone trans continuano a subire anche sui social network. Dirette streaming, commenti e messaggi privati diventano spesso luoghi in cui stereotipi, misgendering e insulti vengono espressi con apparente impunità, amplificati dalla rapidità delle piattaforme e dalla presenza di comunità che sostengono e normalizzano questi comportamenti. Leggi tutto sul nostro giornale online www.gay.it #gayit ♬ audio originale – GAY.IT

La posizione dell’Università di Brescia

Dopo le numerose segnalazioni ricevute, l’Università degli Studi di Brescia ha diffuso un messaggio pubblico per prendere le distanze da quanto accaduto.

Alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, l’ateneo ha ribadito il proprio impegno nel rifiutare “qualunque posizione riconducibile a forme di omofobia e transfobia”. Successivamente, l’università ha confermato di aver preso in carico la segnalazione relativa al comportamento del giovane che si è qualificato come proprio studente, ribadendo:

“Anche in risposta alle molte segnalazioni di questi giorni, l’Università ribadisce con forza il rifiuto nei confronti di ogni tipo di comportamento discriminatorio o vessatorio, rigetta ogni forma di pregiudizio sociale, molestia o fastidio, prassi stigmatizzante, degradante o umiliante, idea di supremazia o superiorità morale”.

Una presa di posizione significativa, che arriva in un momento in cui le università italiane sono sempre più chiamate a interrogarsi sul proprio ruolo nel contrasto ai discorsi d’odio e nella tutela delle persone LGBTQIA+.

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L’intervento di Studenti per Udu Brescia

A esprimere una posizione netta è stata anche l’Unione degli Universitari, attraverso il coordinamento di Brescia. L’associazione ha manifestato piena solidarietà a Greta La Medica e annunciato l’intenzione di invitarla in ateneo per una giornata di confronto dedicata alle discriminazioni.

In una serie di slide pubblicate sui social, Studenti per Udu Brescia ha spiegato di aver accolto con favore la presa di posizione dell’Università degli Studi di Brescia, sottolineando però che “non basta a sradicare il clima e il pensiero d’odio fortemente presente nella nostra società e, di conseguenza, anche nella nostra comunità accademica”. Per questo, l’associazione ritiene che “servono sempre più azioni volte a sensibilizzare ed educare in merito alla non discriminazione”.

Nel comunicato, l’Udu ricostruisce quanto accaduto ricordando che “su diversi social sta circolando l’estratto di una live dell’attivista Greta La Medica, dove si confronta con un giovane studente della nostra Università. Con parole violente quest’ultimo promuove la cultura dell’odio e la discriminazione di genere, ripetendo più volte espressioni transfobiche e omofobe”.

L’associazione mette inoltre in guardia dal rischio di minimizzare episodi di questo tipo come semplici provocazioni o contenuti da social. “A chi dice che è uno scherzo o un contenuto come un altro, noi rispondiamo ricordandovi che dall’altra parte dello schermo ci sono persone reali, con la loro dignità. Le parole fanno male perché non restano ‘solo online’: colpiscono e isolano soprattutto se subordinate alla logica del branco”.

Per gli studenti e le studentesse bresciane, il caso solleva una questione che riguarda l’intera comunità universitaria. “Di fronte a ciò è necessario interrogarsi e costruire una riflessione collettiva al fine di isolare e arginare l’odio fuori dalla nostra università. Riteniamo fondamentale che questi episodi non vengano normalizzati o minimizzati”.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda la normalizzazione delle discriminazioni nella vita quotidiana dell’ateneo: “Purtroppo molti di noi non si stupiscono di fronte a questo episodio, perché le battutine a sfondo violento, gli scherzi di pessimo gusto, gli sguardi, esistono quotidianamente nei nostri corridoi. E tagliano più che mai”.

Da qui l’appello finale, che ribadisce il ruolo dell’università come luogo di inclusione e tutela: “L’Università vive solo se resta uno spazio sicuro condiviso: quando smette di unire e proteggere, smette anche di essere Università”.

Wade Giovanni Biasini, coordinatore di Studenti per Udu Brescia, ha ribadito a Il Giorno l’invito a Greta La Medica: “La inviteremo per una giornata sulle discriminazioni”.

Greta La Medica: “Sono i frutti velenosi di un clima d’odio”

Greta La Medica denuncia gli insulti transfobici su TikTok
Greta La Medica denuncia gli insulti transfobici su TikTok – video Gay.it

Nel video inviato a Gay.it, Greta La Medica aveva collegato l’episodio a un contesto politico e culturale più ampio.

“Quel modo di fare politica strumentalizzando l’odio nei confronti di soggettività che sono una minoranza in questo Paese sta producendo i frutti velenosi che noi immaginavamo”.

Secondo l’attivista, il dato più preoccupante riguarda proprio la giovane età del ragazzo, segno di quanto certi messaggi discriminatori possano essere interiorizzati e riprodotti con estrema naturalezza.

L’episodio dimostra ancora una volta come i social network possano diventare luoghi in cui stereotipi, insulti e violenza verbale si diffondono con apparente impunità. Ma evidenzia anche l’importanza delle risposte istituzionali e collettive.

La presa di posizione dell’Università di Brescia e l’intervento di Studenti per Udu Brescia rappresentano un segnale importante. Ma, come sottolineano sia Greta La Medica sia le associazioni studentesche, la condanna pubblica non basta: per contrastare davvero omofobia e transfobia servono educazione, ascolto e un impegno concreto e quotidiano nella costruzione di spazi sicuri e inclusivi.

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