Venerdì scorso, nelle primissime ore della mattinata, Bernardo Albaz, un omosessuale brasiliano di 35 anni ospite, insieme al marito, della nave “Oasis in the Seas” della compagnia di crociere Royal Caribbean, è caduto nelle profonde acque delle Bahamas. Ora l’avvocato della famiglia, Michael Winkleman, accusa la compagnia di crociere: non è stato un suicidio ma a generare la situazione che ha portato alla morte di Albaz sono i commenti e le provocazioni omofobe fatte, poco prima dell’alterco che lo ha portato a cadere in mare, dal personale della nave crociera “Oasis of the Seas” al bar.

“Bernardo è stato coinvolto in un pesante litigio al bar ed è finito nella sua cabina furioso quando il personale di sicurezza di Royal Caribbean è arrivato”, ha detto Winkleman in conferenza stampa sabato pomeriggio. “Come risultato dell’alterco, Bernardo è accidentalmente caduto dal balcone della sua cabina sulla zona delle scialuppe di salvataggio”, ha continuato l’avvocato, che ha detto che la compagnia dice il falso quando sostiene che Albaz sia saltato “intenzionalmente” e che l’incidente sia stato causato da un litigio tra la vittima ed il marito. Secondo la famiglia del defunto, al bar della nave Albaz sarebbe stato pesantemente preso di mira dal personale, con espressioni omofobe e irrispettose: una di queste era “Hi, Lipstick!” (ciao, rossetto!). Ora che è emersa questo lato della vicenda, prendono anche maggior senso le frasi che sentiamo nel video che riprende anche il terribile momento della caduta in mare (le urla maschili che si sentono sono del marito di Albaz, che più volte definisce “assassini” gli uomini della sicurezza della nave):

La compagnia di crociere Royal Caribbean ha rilasciato una breve dichiarazione sabato nella quale ha sostenuto che il personale della crociera “non ha avuto alcun alterco fisico con il passeggero e non è stata in grado di impedire il suo salto dal balcone della cabina”. Dopo essere stato avvertiti dell’incidente nelle prime ore di venerdì, la Guardia Costiera statunitense ha iniziato le operazioni di ricerca via mare e aria per cercare il corpo di Albaz, operazioni che sono state sospese ieri mattina dopo aver perlustrato ben 931 miglia nautiche quadrate (più di 3.100 chilometri quadrati) senza trovare il passeggero.
