Canada, strage di Tumbler Ridge: l’identità trans strumentalizzata, allarme deriva transfobica sui media

Il pensiero corre soprattutto alle povere vittime, giovanissime persone di 12 e 13 anni, freddate dalla follia omicida della killer.

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In Canada, nella piccola cittadina di Tumbler Ridge (British Columbia), martedì 10 febbraio una sparatoria di massa ha provocato una catena di morti e feriti. Secondo le autorità, un’ex studentessa di 18 anni, Jesse Van Rootselaar, ha ucciso due persone in una casa familiare, la madre e il fratellastro, prima di dirigersi verso la Tumbler Ridge Secondary School.

All’istituto, lungo un conflitto a fuoco durato pochi minuti, ha ucciso cinque studenti tra i 12 e i 13 anni e un insegnante, ferendo una ventina di altri ragazzi e membri del personale. Al termine dell’attacco l’assalitrice è morta per un colpo di arma da fuoco autoinflitto. La comunità, di circa 2.400 abitanti, è sotto shock: è la sparatoria scolastica più letale in Canada dagli anni ’80.

Le autorità canadesi hanno identificato la persona che ha compiuto la strage come Jesse Van Rootselaar, ragazza trans che aveva affermato il proprio genere sei anni fa.

Il pensiero corre soprattutto alle povere vittime, giovanissime persone di 12 e 13 anni, freddate dalla follia omicida della killer.

Le autorità stanno ancora indagando sul movente. Al momento, non è emerso alcun elemento che colleghi l’identità di genere dell’autrice alla violenza compiuta. Le istituzioni hanno attivato servizi di supporto psicologico per studenti, famiglie e personale scolastico.

Nel commentare la tragedia, l’associazione di promozione sociale torinese LeTransatlantike ha sottolineato, sul fronte italiano, la strumentalizzazione della strage da parte dei media. Secondo l’organizzazione, settori conservatori, ma non solo, stanno strumentalizzando il caso per alimentare l’idea che le persone trans siano “instabili” o “pericolose”: una generalizzazione infondata e profondamente dannosa.

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LeTransatlantike sottolinea che essere una persona trans non equivale ad avere disturbi mentali né comportamenti violenti. Se Jesse soffriva di fragilità psicologiche, ciò indica piuttosto un fallimento dei sistemi di supporto, non una caratteristica legata alla sua identità di genere.

Un elemento spesso trascurato è che Jesse aveva lasciato la scuola anni prima. Numerose ricerche mostrano come gli ambienti scolastici possano essere ostili per studenti queer e trans: secondo uno studio del 2025, tra il 70 e l’80% degli studenti LGBTQ+ nel mondo subisce molestie verbali o fisiche. Questo non giustifica in alcun modo la violenza, che l’associazione condanna senza esitazioni, ma segnala problemi strutturali gravi. Proprio ieri una ricerca condotta nel Regno Unito ha evidenziato come invece la campagna per vietare i farmaci bloccanti per le giovani persone trans (norma già esecutiva in UK e in fase di approvazione in Italia con il Ddl Roccella-Schillaci) stia incidendo sull’aumento di suicidi su minori con varianza di genere.

LeTransatlantike critica anche la scelta di alcuni media e investigatori di insistere su dettagli come il sesso assegnato alla nascita, definiti irrilevanti e sensazionalistici, mentre restano poco approfonditi i contesti sociali, relazionali e istituzionali. La tragedia di Tumbler Ridge, conclude l’associazione, non deve rafforzare pregiudizi contro le persone trans, ma aprire una riflessione seria su prevenzione, salute mentale e sicurezza degli spazi educativi.

 

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