Portare il proprio cane in ufficio non è più solo un’idea da aziende innovative o startup all’avanguardia. A dimostrarlo è il Comune di Corsico, nell’hinterland milanese, dove da circa due anni è attivo un progetto che consente ai dipendenti di lavorare accompagnati dai propri animali domestici. Un’iniziativa che, secondo chi la vive ogni giorno, ha già trasformato il clima lavorativo, migliorando il benessere individuale e di tutto il gruppo di lavoro.
A raccontarlo è un servizio de La Repubblica, che descrive un esperimento ormai consolidato e sempre più apprezzato da lavoratori e lavoratrici. Una piccola rivoluzione quotidiana fatta di code che scodinzolano tra le scrivanie, pause pranzo all’aria aperta e un nuovo equilibrio tra vita privata e professionale.

In questo articolo
A Corsico il lavoro diventa pet-friendly: arriva il cane in ufficio
Nel municipio di Corsico lavorano circa 140 dipendenti. Di questi, una quindicina ha aderito all’iniziativa portando con sé il proprio cane in ufficio. Si tratta di un progetto strutturato che prevede precise condizioni per garantire sicurezza e igiene.
Gli animali, infatti, possono accedere solo agli uffici non aperti al pubblico e devono essere regolarmente iscritti all’anagrafe canina, con libretto sanitario aggiornato e controlli veterinari effettuati. Una scelta che permette di coniugare apertura e responsabilità, senza compromettere il funzionamento della macchina amministrativa.
Curiosamente, non è previsto alcun obbligo di comunicare in anticipo la presenza del cane. Questo significa che ogni giornata può essere diversa: a volte gli uffici si riempiono di amici a quattro zampe, altre volte ce ne sono solo uno o due, e in alcuni giorni nessuno. Un elemento di imprevedibilità che, però, contribuisce a rendere l’ambiente più dinamico e informale.
“Una pet therapy collettiva”: il valore del benessere
Il senso più profondo dell’iniziativa emerge dalle parole del sindaco Stefano Martino Ventura, che inquadra il progetto all’interno di una visione più ampia del lavoro.
“Quest’iniziativa, che rientra in una strategia più ampia volta a conciliare il lavoro con gli spazi e i tempi della vita privata delle singole persone, rappresenta una sorta di pet therapy collettiva che porta benefici a tutti noi”, spiega il primo cittadino.
Un concetto chiave, quello della “pet therapy collettiva”, che sintetizza bene l’impatto della presenza degli animali negli ambienti di lavoro. Non si tratta solo di una comodità per chi possiede un cane, ma di un beneficio per tutti e tutte.
“In ufficio, si sa, possono verificarsi malumori e tensioni e la presenza di un animale aiuta molto a stemperarli, contribuendo a creare un clima di serenità e benessere diffusi”, aggiunge Ventura.
Il lavoro, spesso fonte di stress e pressione, viene così alleggerito da una componente emotiva positiva. Il contatto con gli animali favorisce il rilassamento, migliora l’umore e facilita le relazioni tra colleghi, contribuendo a creare un ambiente più umano.
Ares, mascotte dell’ufficio tecnico

Tra i protagonisti di questa esperienza c’è Ares, un golden retriever di quasi due anni, diventato ormai una vera e propria mascotte del Comune. Senza una scrivania fissa, Ares si muove liberamente tra gli uffici, scegliendo di volta in volta il posto migliore per ricevere attenzioni e coccole.
Lavora – o meglio, accompagna – Noemi Giannini, dipendente dell’ufficio tecnico, che racconta come la presenza del cane abbia cambiato radicalmente la sua quotidianità: “È praticamente una presenza fissa, perché viene in municipio con me quasi tutti i giorni, con le uniche eccezioni del lunedì e del venerdì, quando la mia compagna lavora da casa e può rimanere con lui”.
Un’abitudine che ha effetti concreti anche sul piano emotivo: “Da quando ho la possibilità di portare Ares al lavoro sono molto più tranquilla: prima ero costretta a lasciarlo a casa da solo per otto ore e quindi avevo sempre l’ansia di rientrare al più presto”.
La differenza è evidente: meno stress, maggiore concentrazione e una gestione più serena della giornata lavorativa.
Tra pause all’aria aperta e nuove routine

Con la presenza di Ares, anche le pause cambiano ritmo e significato. Durante la pausa pranzo, per esempio, Noemi Giannini porta il cane nell’area dedicata poco distante dal municipio: “Lo porto all’area cani qui vicino. Lui è felicissimo perché può correre e io stessa ho l’opportunità di sgranchirmi le gambe e passare un po’ di tempo all’aria aperta”.
Un momento che diventa occasione di benessere reciproco: per l’animale, che può muoversi liberamente, e per la persona, che interrompe la routine sedentaria e si concede una pausa rigenerante.
Anche all’interno dell’ufficio, Ares si muove con naturalezza, scegliendo dove stare: ai piedi della sua “umana” o accanto alle colleghe, che non gli fanno mancare attenzioni. Un modo naturale per rafforzare i legami e creare un clima più collaborativo.
Il modello Corsico può funzionare altrove?
L’esperienza del Comune di Corsico si inserisce in un dibattito sempre più attuale sul benessere nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni, molte realtà hanno iniziato a sperimentare formule più flessibili, dalla possibilità di lavorare da remoto fino all’introduzione di spazi pet-friendly.
Il caso di Corsico dimostra che anche nella pubblica amministrazione è possibile innovare, mettendo al centro le persone e le loro esigenze. Non si tratta solo di produttività, ma di qualità della vita.
A confermarlo è ancora il sindaco Ventura, che sottolinea l’importanza della risposta del personale: “Devo ringraziare tutto il personale, che ha accolto questa proposta con responsabilità, sensibilità e apertura, comprendendone perfettamente lo spirito”.
Un equilibrio non scontato, che richiede collaborazione e rispetto reciproco, ma che può generare risultati significativi.
Alla fine, la sintesi più efficace arriva proprio da chi vive ogni giorno questa esperienza. “Credo che con questa bella innovazione sia migliorata la vita di tutti, bipedi e quadrupedi”, conclude Noemi Giannini, confermando l’impatto positivo di questo progetto.
