Le nomination per gli Oscar 2026 saranno annunciate la prossima settimana, il 22 gennaio 2026, con la cerimonia di premiazione che si terrà il 15 marzo 2026. E
bbene tra i titoli in corsa per la più ambita statuetta della settima arte troviamo anche Cashing Out, corto documentario di 39 minuti prodotto da Matt Bomer e da Angeria Paris VanMichaels, vincitrice di RuPaul’s Drag Race All Stars 9. Il corto è rientrato nella shortlist annunciata il mese scorso, con 15 titoli ancora in corsa.
Cashing Out di Matt Nadel
Cashing Out, diretto da Matt Nadel, esplora il mondo degli “accordi viatici”, ovvero quegli accordi finanziari legati alla morte che forniscono sostegno o “viatico” per superare una difficoltà (spese mediche, crisi bancarie), che ebbero un boom durante la crisi dell’aids. Le persone affette da hiv, abbandonate dal governo statunitense al culmine dell’epidemia, furono costrette a vendere le loro polizze assicurative sulla vita agli investitori per poter vivere i loro ultimi giorni in relativo comfort.
Nel corto doc Nadel intervista quattro persone in qualche modo coinvolte nel settore, durante la crisi dell’aids: ovvero suo padre Phil; Scott Page, che mediò la vendita della polizza assicurativa sulla vita del suo socio Greg, in modo tale che Greg potesse vivere il resto della sua vita in sicurezza; Sean O. Strub, che vendette la sua polizza e fondò la rivista HIV/AIDS POZ; e DeeDee Chamblee, donna transgender nera che non aveva una polizza assicurativa sulla vita da vendere e fu di fatto costretta a proteggere se stessa e la sua comunità in altri modi.
Intervistata da PinkNews, Angeria Paris Van Michaels ha confessato tutto il proprio stupore nell’essere ancora in corsa per gli Oscar. Un’eventualità che ha definito “semplicemente fantastica. È incredibile“. Angeria è salita a bordo come produttrice insieme a Matt Bomer molto prima che Cashing Out iniziasse a ottenere importanti riconoscimenti tra i vari Festival del Cinema. Nadel le aveva scritto un’email chiedendole di unirsi al team. In quanto artista la cui carriera drag ha avuto inizio con la sensibilizzazione sull’hiv, Angeria non ha esitato a dare il proprio sostegno.
Parlano Angeria Paris Van Michaels e il regista Matt Nadel
“Non sono originaria di Atlanta; vengo da una piccola città della Georgia“, ha precisato a PinkNews: “Crescendo, le persone o non sapevano dell’epidemia di hiv o ne erano a conoscenza e semplicemente evitavano l’argomento. Crescendo, la gente non ne parlava mai veramente. L’ho sempre vista come una cosa spaventosa di cui non si parla“. La drag, che ora ha 32 anni, ha scoperto per la prima volta la portata della crisi dell’aids dopo aver fatto coming out e essersi trasferita ad Atlanta. “Ero all’università quando ho fatto il mio primo spettacolo drag ed era per un’iniziativa benefica per la lotta all’hiv. Ne ero a conoscenza, ma dopo essermi informata ulteriormente e aver conosciuto persone nella mia vita che ne erano affette, ho voluto assolutamente sostenere l’iniziativa e diffondere la consapevolezza”. “Ogni volta che ho l’opportunità di partecipare a qualcosa che abbia a che fare con la sensibilizzazione sull’HIV e l’AIDS, o anche con la prevenzione della salute sessuale, non vedo l’ora di farne parte.”
Prima di entrare a far parte della produzione esecutiva di Cashing Out, Angeria sapeva poco o nulla delle assicurazione sulla vita messe in vendita da chi era sieropositivo negli anni ’80 per per pagarsi l’assistenza sanitaria. “A quei tempi, le persone cercavano solo di sopravvivere e continuare a vivere la propria vita durante l’epidemia, e c’erano diversi modi per farlo”. “Penso che all’epoca, anche solo l’idea di ricorrere ai viatici fosse un’opzione, significava semplicemente che dovevi fare quello che dovevi fare”. “Molte persone nella mia vita hanno l’hiv e ci convivono da anni. Non si può andare avanti senza sapere e senza essere informati su ciò che è successo in passato.”
“C’è un collegamento con il presente“, ha aggiunto il regista Nadel, “nel senso che non possiamo permetterci di stare con le mani in mano e di essere moralmente puri su tutto. Questi sono tempi davvero difficili e le persone devono sopravvivere come devono, e a volte questo significa formare coalizioni e partnership improbabili. L’hiv non discrimina. L’accesso limitato all’assistenza sanitaria non discrimina”. “Vediamo persone in tutto il Paese, di ogni orientamento politico, soprattutto nel Sud, che, a causa dei cambiamenti avvenuti sotto questa amministrazione negli Stati Uniti, non possono accedere all’assistenza sanitaria. Non possono andare dal medico. È troppo costoso. Quindi, se c’è una lezione che spero che questo settore ci insegni, è che tutti vogliamo vivere. Tutti vogliamo essere sani. Tutti vogliamo poter accedere alle cure.”
Miglior cortometraggio documentario, i 15 titoli in corsa per gli Oscar 2026
All the Empty Rooms
All the Walls Came Down
Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
Bad Hostage
Cashing Out
Chasing Time
Children No More: Were and Are Gone
Classroom 4
The Devil is Busy
Heartbeat
Last Days on Lake Trinity
On Healing Land, Birds Perch
Perfectly a Strangeness
Rovina’s Choice
We Were the Scenery




