Vip spiati, cosa è il caso Equalize: tra i nomi coinvolti anche Corona, Lucarelli e Bobo Vieri

La Procura di Milano chiude il secondo filone dell’inchiesta Equalize e chiede il processo per Enrico Pazzali. Tra gli 81 indagati emergono nuovi nomi, mentre tra i presunti spiati compaiono vip, giornalisti e sportivi.

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Vip spiati, cosa è il caso Equalize
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La Procura di Milano ha chiuso il secondo filone dell’inchiesta sul caso Equalize e ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell’agenzia investigativa finita al centro della vicenda. 

Un passaggio importante in un’indagine che, da mesi, sta facendo emergere dettagli sempre più delicati su presunti accessi abusivi a banche dati riservate e attività di dossieraggio ai danni di imprenditori, politici, personaggi pubblici e volti noti dello spettacolo.

Nel nuovo sviluppo investigativo risultano coinvolti 81 indagati e, tra le persone che sarebbero state monitorate o spiati, compaiono anche nomi molto conosciuti al grande pubblico come Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Christian Bobo Vieri, Ricky Tognazzi e Gabriele Parpiglia.

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Cos’è il caso Equalize

L’inchiesta Equalize riguarda una presunta rete di dossieraggi illegali nata attorno alla società Equalize, azienda specializzata nell’analisi dei rischi aziendali e nelle investigazioni per il mondo delle imprese. 

La società, fondata nel 2018, era controllata da Enrico Pazzali e dall’ex poliziotto Carmine Gallo.

Secondo quanto emerso dagli investigatori, l’agenzia avrebbe raccolto nel tempo una grande quantità di informazioni riservate su personaggi pubblici e privati cittadini, non limitandosi a fonti aperte come social network, articoli di giornale o dati pubblici, ma attingendo anche, secondo l’accusa, a database protetti normalmente utilizzati dalle forze dell’ordine e da apparati statali.

Una contestazione particolarmente pesante, soprattutto considerando che Equalize era una società economicamente molto solida. 

L’ultimo bilancio disponibile, riferito al 2023, parlava infatti di un valore pari a 1,9 milioni di euro, con un utile di esercizio superiore ai 648 mila euro.

Chiesti i processi per Enrico Pazzali e altri indagati

Per Pazzali la Procura ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio. L’ex manager è accusato di associazione per delinquere, oltre che di altri reati legati alla presunta attività di cyberspionaggio e accesso illecito a sistemi informatici riservati.

Secondo gli inquirenti, non avrebbe agito da solo. Nell’inchiesta compaiono infatti anche altri nomi di rilievo legati, a vario titolo, al presunto sistema Equalize.

Tra questi figurano:

Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica, coinvolto nell’ambito del presunto spionaggio ai danni della modella e attrice Jessica Serfaty, sua ex compagna

  • Fulvio Pravadelli, ex manager Publitalia
  • Stefano Speroni, responsabile dell’ufficio legale di Eni
  • Cosimo Di Gesù, generale della Guardia di Finanza
  • Giacomo Tortu, fratello dell’atleta Filippo Tortu
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Secondo la Procura, proprio Cosimo Di Gesù e Giacomo Tortu sarebbero coinvolti in un presunto dossieraggio ai danni del campione olimpico Marcell Jacobs.

Nel primo filone dell’indagine risultavano già indagate 15 persone; con questa seconda tranche, il numero complessivo cresce ulteriormente.

Chi sono i vip che sarebbero stati spiati

Tra i nomi delle presunte vittime emerse dall’inchiesta compaiono diversi personaggi molto noti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dello sport.

Oltre a Marcell Jacobs, nell’elenco figurano anche:

  • Paolo Scaroni
  • Alex Britti
  • Christian Bobo Vieri
  • Fabrizio Corona
  • Selvaggia Lucarelli
  • Ricky Tognazzi
  • Sonia Bruganelli
  • Gabriele Parpiglia

Tra le altre persone coinvolte come presunte vittime risultano inoltre Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, e Piero Amara, ex legale di Eni.

Il commento di Selvaggia Lucarelli

Al momento, tra i nomi emersi pubblicamente nell’inchiesta, l’unica ad aver reagito è stata Selvaggia Lucarelli, che ha commentato la notizia attraverso le sue storie Instagram condividendo il lancio dell’ANSA.

Con il suo consueto stile ironico, la giornalista ha scritto: 

“Non vedo l’ora di sapere chi pagasse per sapere i fatti miei, ma ho i miei sospetti”.

Una frase breve ma significativa, che lascia intendere come Lucarelli non sembri affatto sorpresa dalla vicenda e che, anzi, abbia già maturato una propria idea su chi possa aver avuto interesse a monitorarla.

Per ora, invece, nessun commento pubblico da parte degli altri vip citati nella vicenda, mentre l’inchiesta continua ad allargarsi e il caso Equalize si conferma come una delle indagini più delicate degli ultimi mesi sul fronte privacy, sicurezza informatica e utilizzo illecito di dati sensibili.

© Riproduzione riservata.

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