Cassazione, un bambino nato in Italia non può essere riconosciuto da due mamme

Durissima la replica di Gianfranco Goretti, presidente di Famiglie Arcobaleno: "a prescindere da qualsiasi sentenza, i nostro figli continueranno ad avere due mamme o due papà".

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2 min. di lettura

La Prima sezione della Corte di Cassazione ha ieri depositato una sentenza con cui ha rigettato il ricorso di una coppia di donne residenti in Veneto, che chiedevano di poter comparire entrambe nell’atto di nascita della figlia nata in Italia a seguito di una procedura di fecondazione assistita effettuata all’estero con il consenso di entrambe.

La Corte di Cassazione ha ribadito quanto deciso dai giudici della Corte d’appello di Venezia nel 2018, quando respinsero il reclamo delle due donne contrarie al rifiuto dell’ufficiale di Stato Civile di eseguire una dichiarazione congiunta di riconoscimento della bambina.

I giudici della Corte si sono rifatti alla sentenza della Corte costituzionale che nel 2019 dichiarò legittimo il divieto per le coppie omosessuali di accedere alle tecniche di fecondazione assistita, come riportato da BlitzQuotidiano, sottolineando come “tale divieto, desumibile anche da altre disposizioni che implicitamente (ma chiaramente) postulano che una sola persona abbia diritto di essere menzionata come madre nell’atto di nascita, in virtù di un rapporto di filiazione che presuppone il legame biologico e/o genetico con il nato, è attualmente vigente all’interno dell’ordinamento italiano e, dunque, applicabile agli atti di nascita formati o da formare in Italia, a prescindere dal luogo dove sia avvenuta la pratica fecondativa.

Durissima la replica di Gianfranco Goretti, presidente di Famiglie Arcobaleno: “In questo momento non possiamo che prendere atto della sentenza esprimendo la nostra più grande delusione. Ancora una volta, per i giudici, così come per lo Stato italiano, i bambini e le bambine nati da coppie omogenitoriali non sono tutelati e non si riconosce uno dei due genitori. A prescindere da ogni riconoscimento giuridico, comunque, i nostri figli e le nostre figli continueranno ad avere due genitori dello stesso sesso. Due genitori che li hanno desiderati e li continueranno ad amare. Quello che si vuole, invece, è togliere loro le tutele che hanno tutti gli altri figli e tutte le altre figlie e di fronte a questo noi non ci arrenderemo. Noi continueremo a percorrere tutte le strade possibili e non smetteremo di chiedere i riconoscimenti agli ufficiali di Stato civile, così come a fare ricorso nei tribunali quando ci troveremo di fronte ad altri dinieghi. Non ci arrendiamo perché siamo convinti di essere dalla parte della ragione. Lo dobbiamo prima di tutto ai nostri figli e alle nostre figlie che a prescindere da qualsiasi sentenza continueranno ad avere due mamme o due papà“.

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rosario_ferrara 5.4.20 - 1:12

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: CON SUO ATTO DEL 1946, RE UMBERTO I DI SAVOJA SVINCOLAVA LA REGIONE SICILIA DALL' APPARTENENZA STATALE, FACENDONE UN ENTE SOVRANO COORDINATO CON LE ALTRE 19 REGIONI, MA AUTOCEFALO SU UNA ENORME LISTA DI TEMATICHE... L' ARTICOLO 14 LE CONTIENE TUTTE, e rende assolutamente inapplicabile la sentenza della corte di cassazione per i minori nati sotto il diritto familiare vigente in sicilia... per informazioni o consulenze, contattatemi!

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bacibaci 4.4.20 - 21:39

L'atto di nascita è formato in Italia, quindi ottenere una decisione diversa è improbabile, stante la normativa attuale. A questo punto direi che invece di far nascere il bimbo in Italia conviene farlo nascere all'estero, invece di spendere i soldi per pagare gli avvocati fino al giudizio in Cassazione, tanto vale spenderli per partorire all'estero. Capisco che il parto non arriva certo puntuale come un orologio, capisco che per motivi di lavoro, di disponibilità reddituali etc la cosa è difficile, il punto è che chi può farlo lo faccia, perchè così ha molte più possiblità di avere in Italia il riconoscimento dell'atto di nascita formato all'estero indicante 2 madri.

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Franzc Dereck 4.4.20 - 12:40

Se non succede qualche altra catastrofe naturale che dia sempre più potere ad una stretta elite di decidere ed imporre a tutto il resto dell'umanità le proprie decisioni , conseguenti al loro interesse , tra qualche anno questa sentenza sembrerà aberrante . Purtroppo in "Ausonia tellus " sono rimasti ai tempi in cui si parlava latino : dura lex sed lex!

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Renzo Loi 4.4.20 - 12:14

volendo se ne possono considerare anche 10 di genitori. con la fantasia tutto si puo'.la legge e la natura sono altra cosa.

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