Bimbo con due padri e una madre, Roccella da Vespa parla di poligamia e GPA. È disinformazione di governo

Persino Bruno Vespa è dovuto intervenire, interrompendo la ministra, per specificare che la GPA con il caso del bimbo con due padri e una madre non c'entra niente. Pura propaganda ministeriale sulla pelle dei più piccoli.

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Davanti a milioni di telespettatori Bruno Vespa ha ieri superficialmente affrontato la sentenza della Corte di Appello di Bari che ha riconosciuto per la prima volta in Italia un bambino con due padri e una madre.

Nel corso di Cinque Minuti, striscia quotidiana post-Tg1 dell’81enne giornalista, sono intervenute Eugenia Roccella, Ministra della Famiglia e per le Pari Opportunità, e Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei deputati.

Vespa, sin dalla prima domanda, è stato gratuitamente irrisorio nei confronti di questa famiglia composta da due papà e da una madre, chiedendo a Braga se non ci fosse “un certo affollamento“.

Chiara Braga ed Eugenia Roccella, scontro a Cinque Minuti sulle famiglie omogenitoriali

“La decisione della Corte di Appello ha ribadito la conformità di questa decisione, cioè la trascrizione dell’atto di adozione con la normativa italiana“, ha risposto la deputata Pd. “Da quello che sappiamo la valutazione è stata fatta nel preminente interesse del minore, ovvero nell’avere una genitorialità condivisa in cui il ruolo dei genitori biologici ma anche del padre adottivo che ha chiesto la trascrizione dell’atto di adozione è stata valutata attentamente dai servizi sociali tedeschi. C’è una valutazione che tiene conto di come garantire al minore di poter vivere in un ambiente famigliare sereno, accudito. Oggi le famiglie sono caratterizzate da una plularità di situazioni ma sicuramente al primo posto ci deve essere sempre l’interesse e il benessere del bambino”.

Eugenia Roccella, dal canto suo, ha immediatamente dato una lettura distorta della sentenza. “È proprio l’idea di famiglia che comincia ad essere profondamente ferita, destrutturata. Se noi vogliamo accettare che ci siano più di due genitori, tre genitori, perché il problema non sono i due padri ma i tre genitori. Questo cosa apre sul piano della poligamia? Cosa apre sul piano dell’utero in affitto? Dell’aggiramento della legge che è stata fatta dal governo, per evitare che la legge contro l’utero in affitto venisse aggirata andando all’estero?”.

A questo punto Bruno Vespa è dovuto intervenire, interrompendo Roccella, per specificare che la GPA con il caso del bimbo con due padri e una madre non c’entra niente, perché il papà biologico è sposato con un cittadino italotedesco mentre la madre del bambino è un’amica di lunga data della coppia, che l’ha concepito con un rapporto sessuale. Il bimbo, nato 4 anni fa in Germania, è stato riconosciuto alla nascita sia dalla madre che dal padre biologico, a cui è stato poi immediatamente affidato. Il bimbo è stato riconosciuto alla nascita sia dalla madre che dal padre biologico, a cui è stato poi immediatamente affidato. Il padre l’ha cresciuto insieme al marito italotedesco, con cui fa coppia da 10 anni, che ha poi chiesto di riconoscere il bambino.

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In questo caso non c’è maternità surrogata“, ha specificato Vespa, “perché uno è un padre biologico e dal rapporto sessuale con la madre è nato il bambino“.

Roccella, palesemente accigliata, ha replicato con un “questo è quello che ha stabilito la sentenza“, per poi seminare gratuito allarmismo perché “se si moltiplicassero casi di questo genere è evidente che è un modo per aggirare il divieto dell’utero in affitto”. “Il problema è: la famiglia può essere fatta da 3, 4, 5 genitori? Io credo che sia fondamentale tornare ad un’idea di famiglia composta da un padre, una madre, legati da un rapporto generativo. Il diritto del bambino, il benessere del minore è legato dall’avere la propria mamma, se possibile, e il proprio padre, se possibile“.

Incalzata da Vespa sulla posizione del Pd nei confronti della GPA, Chiara Braga ha parlato di “legge inutile” da parte del governo Meloni perché “già vietata, il reato universale è stata un’operazione di propaganda“, per poi precisare che il PD chiede una regolamentazione e non una demonizzazione della gestazione per altri, come accaduto in altri Paesi democratici.

Un dibattito surreale, per quanto fastidiosamente orientato da Roccella verso una voluta disinformazione sul tema specifico della sentenza di Bari, con una ministra per le Pari Opportunità che da 4 anni continua incessantemente a lavorare per alimentare discriminazioni nei confronti delle famiglie arcobaleno e dei loro bambini, uniche vittime di questa insensata guerra di governo alle coppie omogenitoriali.

Riconosciuto un bambino con due padri e una madre, è la prima volta in Italia

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